Che cosa è la FSSPX? È la FSSPX cattolica?

Dal sito vaticanocattolico.com:


Il documento sulle posizioni della Fraternità sacerdotale di San Pio X (FSSPX) 

(Cap. 40 del libro La verità su ciò che è realmente accaduto alla Chiesa Cattolica dopo il Vaticano II)

Redatto da

Fra. Michele Dimond, O.S.B.
Fra. Pietro Dimond, O.S.B.


Marcello Lefebvre

Il preteso arcivescovo Marcello Lefebvre, fondatore della FSSPX, assieme ai 4 presunti vescovi da lui consacrati [1] il 30/06/1988.

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Sermone, Pasqua, 1986: “Noi siamo confrontati con un serio dilemma, il quale, io credo, è giammai esistito nella Chiesa: colui seduto sulla sedia di Pietro prende parte all’adorazione di falsi dei. Quali conclusioni dovremo noi tirare, forse tra qualche mese, confrontati con questi ripetuti atti di partecipazione all’adorazione delle false religioni, io non conosco. Tuttavia, io mi chiedo: è possibile che noi possiamo essere obbligati a credere che il Papa non sia il Papa?” [2]

Nota. Ciò che è menzionato in tale sezione applicasi non solamente alla FSSPX bensì anche a molti gruppi cosiddetti tradizionali indipendenti con simile mentalità, resistenti l’apostasia del Vaticano II e la nuova “messa” e sostenenti posizioni simili a quelle della FSSPX.

La FSSPX è un ordine preteso tradizionale di preti fondato dal defunto “arcivescovo” Marcello Lefebvre. Marcello Lefebvre fu un “arcivescovo” Francese avente resistito molte cose riguardanti la falsa religione post-Vaticano II, riconoscendole come partenze dal Cattolicesimo tradizionale. Egli riconobbe la nuova “messa” come Protestante ed opposta alla Sacra Tradizione Apostolica. Egli si oppose anche alle eresie del cosiddetto ecumenismo e della libertà religiosa, insegnate durante il Vaticano II. Egli iniziò seminari per la formazione di preti i quali avrebbero offerto esclusivamente la Santa Messa tradizionale, ordinandoli nel rito tradizionale di Ordinazione. Onde ciò compiere egli dovette rimanere indipendente dagli Antipapi del Vaticano II, sebbene però continuasse e continuò a prendere la posizione donde essi erano dei legittimi Papi detenenti l’ufficio del Papato. Egli era anche indipendente dalla comunione operante dei “vescovi”, i quali avevano seguito la nuova e fasulla religione. Il 30/06/1988 Marcello Lefebvre decise, indipendentemente dagli Antipapi del Vaticano II, di consacrare 4 “vescovi” nel rito tradizionale di consacrazione episcopale, acciocché tali “vescovi” continuassero ad ordinare preti per i riti tradizionali. Egli venne “scomunicato” da Antipapa Giovanni Paolo II entro 72 ore, nonostante, siccome già discusso, nessun politico pro-aborto prominente sia stato ancora “scomunicato” da alcun Antipapa del Vaticano II.

La FSSPX detiene molti siti di Santa Messa tradizionale nel mondo, essente una notevole forza influenzante ed offrente i Sacramenti a coloro professanti di essere dei Cattolici di mentalità tradizionale. Si desidera enfatizzare che la FSSPX opera molte buone cose; essa è stata la via per la quale molti sono stati introdotti e sono ritornati alla Fede Cattolica tradizionale. Ciò malgrado, in diverse aree le posizioni della FSSPX sono purtroppo eretiche e contrarie alla Fede Cattolica. Innanzitutto, la FSSPX sostiene ed insegna la bestemmia per cui le anime possono essere salvate nelle cosiddette religioni non-Cristiane, essente eresia.

Padre Francesco Schmidberger, Bombe ad orologeria del Concilio Vaticano II [Time bombs of the Second Vatican Council], Stamperia dell’Angelus [Angelus press], FSSPX, pagina 10: “Signore e signori, è chiaro che i seguaci delle altre religioni possono essere salvati sotto certe condizioni, vale a dire, quando essi si trovano in un errore invincibile.”

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Contro le eresie, Stamperia dell’Angelus [Angelus press], pagina 216: “Evidentemente, certe distinzioni debbono essere fatte. Le anime possono essere salvate in una religione che non sia la Fede Cattolica (Protestantesimo, Islam, Buddismo e così via), tuttavia, non mediante questa religione.”

Tali dichiarazioni costituiscono palese eresia contro il dogma Extra Ecclesiam Nulla Salus; nonpertanto, esse vengono stampate negli esatti prodotti più venduti dalla FSSPX. Infatti, quasi tutti i preti persino celebranti la Santa Messa tradizionale sostengono tale medesima eresia.

Papa Gregorio XVI, Summo iugiter studio (2), 27/05/1832: “Finalmente alcune di queste fuorviate persone tentano di persuadere loro stesse ed altri che gli uomini non sono salvati solamente nella Fede Cattolica bensì che anche gli eretici possono ottenere la vita eterna.” [3]

In aggiunta nel resistere all’apostasia del Vaticano II la FSSPX mantiene ostinatamente una fedeltà ai “vescovi” manifestamente eretici della chiesa del “novus ordo”, del Vaticano II, siccome menzionato disopra. Simultaneamente, però, la FSSPX non opera in comunione con ciò che essa appella la nuova Chiesa Cattolica, la chiesa “novus ordo”, la chiesa dei “vescovi” e dei “Papi”, invero Antipapi, del Vaticano II. La sua posizione è una contraddizione. Essa caratterizza un affronto all’insegnamento Cattolico su 3 fronti. Primo, essa riconosce gli eretici manifesti, i “vescovi” del “novus ordo” e gli Antipapi del Vaticano II, come Cattolici possedenti autorità nella Chiesa Cattolica, essente eresia. Essa deve riconoscere la verità donde tali “vescovi” eretici sono al di fuori della Chiesa Cattolica, possedenti affatto nessuna autorità.

San Roberto Bellarmino, De Romano Pontefice, Libro 2, Capitolo 30: “Finalmente, i santi padri insegnano unanimemente non solamente che gli eretici sono al di fuori della Chiesa bensì che essi sono anche privati ipso facto di tutta la giurisdizione e dignità Ecclesiastica.” 

San Roberto Bellarmino, Cardinale e dottore della Chiesa Cattolica, De Romano Pontefice, Libro 2, Capitolo 30: “Un Papa manifestamente eretico cesserebbe automaticamente, per sé, di essere Papa e capo, proprio come egli cesserebbe automaticamente di essere un Cristiano ed un membro della Chiesa. Laonde, egli potrebbe essere giudicato e punito dalla Chiesa. Questo è l’insegnamento di tutti gli antichi padri, i quali insegnarono che gli eretici manifesti perdono immediatamente tutta la giurisdizione.”

Secondo, la FSSPX opera ostinatamente al di fuori della comunione con la gerarchia del “novus ordo”, seppure essa la riconosca come la gerarchia Cattolica. Ciò è effettivamente scismatico. Infatti, la FSSPX rifiuta baldamente la comunione con la chiesa del “novus ordo”, si veda disotto, seppure essa riconosca la gerarchia del “novus ordo” come la gerarchia Cattolica.

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Sacerdotium, Dichiarazione, Agosto 1976: “Tutti coloro cooperanti in questa realizzazione di turbolenza ed aderenti a questa nuova chiesa conciliare entrano in scisma, siccome designato da Sua Eccellenza il vescovo Benelli nella lettera indirizzatami a nome del Santo Padre lo scorso 25 Giugno.”

Padre Francesco Schmidberger, Già superiore generale della FSSPX, Sacerdotium: “Noi abbiamo giammai desiderato appartenere a questo sistema appellantesi chiesa conciliare ed identificantesi con il novus ordo Missae… I fedeli detengono invero uno stretto dovere di conoscere che i preti serventili non sono in comunione con una chiesa contraffatta.”

L’Angelus [The Angelus], Pubblicazione ufficiale della FSSXP, Maggio 2000: “Questo attuale rinnovo ha dato alla luce una nuova chiesa nel petto della Chiesa Cattolica, quella che il Monsignor Benelli stesso ha chiamato chiesa conciliare, i cui limiti e sentieri sono molto difficili da definire… È contro questa chiesa conciliare che la nostra resistenza si erige. Noi non rifiutiamo la nostra aderenza al Papa in quanto tale, ma a questa chiesa conciliare, poiché le sue idee sono estranee a coloro della Chiesa Cattolica.” [4]

Rifiutare la comunione con la chiesa del “novus ordo” ma non con il capo della chiesa del “novus ordo” è equivalente ad affermare il rifiuto della comunione con il partito comunista ma non con il capo del partito comunista. Essa è una contraddizione.

Oltretutto, mediante il suo riconoscimento dei “Papi” e dei “vescovi” del Vaticano II come la gerarchia Cattolica la FSSPX si trova in comunione con tale Chiesa Cattolica contraffatta. Allo stesso tempo, la FSSPX si trova in scisma con tale Chiesa Cattolica contraffatta perciocché rifiuta palesemente la comunione con i membri di detta chiesa, siccome visionato disopra. Qualora ciò risultasse contraddittorio sarebbe perciocché lo è. La posizione è scismatica.

Canone 1325,2, Codice di diritto canonico del 1917: “Colui il quale appresso il Battesimo… rigetta l’autorità del Supremo Pontefice o rifiuta la comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti, egli è uno scismatico.”

Sant’Ignazio di Antiochia, Lettera ai Tralliani, 110 DC: “Colui essente al di dentro del santuario è puro, ma colui essente al di fuori del santuario non è puro. In altre parole, chiunque agisce senza il vescovo, il presbitero ed i diaconi non detiene una coscienza pulita.” [5]

Per decenni, ormai, la FSSPX ha operato ostinatamente al di fuori della comunione con i “vescovi” ed i “Papi” da essa reputati costituire la gerarchia Cattolica. Ciò è scismatico.

San Girolamo, Commentari sull’Epistola a Tito, 386 DC: “Tra l’eresia e lo scisma esiste una distinzione, per la quale l’eresia coinvolge la perversa dottrina, mentre lo scisma separa dalla Chiesa in virtù di un disaccordo con il vescovo.” [6]

Terzo, la FSSPX sostiene la blasfemia donde la Chiesa Cattolica è divenuta un nuova chiesa, una setta modernista, una setta acattolica zeppa di eresia e di apostasia, essente impossibile. La Chiesa Cattolica è la sposa immacolata del Cristo, non potente insegnare errore ufficialmente.

Papa Pio XI, Mortalium animos (10), 06/01/1928: “Durante il passare dei secoli, la Sposa mistica del Cristo è giammai stata contaminata, né potrà essa nel futuro essere mai contaminata, come testimoniato da Cipriano: ‘La Sposa del Cristo non può essere resa falsa al suo Sposo: essa è incorrotta e modesta. Essa conosce solamente un’esistenza, essa custodisce la santità della camera nuziale castamente e modestamente.’.” [7]

Papa Pio XI, Quas primas (22), 11/12/1925: “Non minore fra le benedizioni risultate dal pubblico e legittimo onore da rendere alla Beata Vergine ed ai santi è la perfetta e perpetua immunità della Chiesa dall’errore e dall’eresia.” [8]

Papa Pio IX, Concilio Vaticano I, Sessione 4, Capitolo 4, ex-cathedra: “… conoscendo pienamente bene che la Sede di San Pietro rimane sempre immune da errore alcuno, secondo la Divina promessa di nostro Signore il Salvatore operata al capo dei Suoi discepoli: ‘Io ho pregato per te [San Pietro], ché la tua Fede non fallisca, e tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli, Luca 22:32.’.” [9]

Verbigrazia, la FSSPX rigetta finanche le solenni canonizzazioni dei “Papi” del Vaticano II da essa riconosciuti. Tale posizione è terribilmente scismatica, giacché asserisce la crudeltà per cui un vero Papa e la Chiesa Cattolica abbiano ed hanno ufficialmente errato nel canonizzare i santi.

Sant’Alfonso De’ Liguori, Il grande mezzo della salvezza e della perfezione [The great means of salvation and perfection], 1759, pagina 23: “Supporre che la Chiesa erri nel canonizzare è un peccato o di eresia, secondo San Bonavenutra, Bellarmino ed altri, od almeno prossimo all’eresia, secondo Suarez, Azorio, Gotti e così via, poiché il sovrano Pontefice, secondo San Tommaso, è guidato dall’infallibile influenza dello Spirito Santo in maniera speciale ove canonizzante i santi.” [10]

Papa Benedetto XIV: “Se alcuno osasse asserire che il Pontefice abbia errato in questa o quella canonizzazione Noi diremmo che egli è, se non un eretico, almeno temerario, uno prestatore di scandalo all’intera Chiesa, un’insultatore dei santi, un favoreggiatore di quegli eretici i quali negano l’autorità della Chiesa nel canonizzare i santi, assaporando l’eresia nel offrire ai miscredenti un’occasione di deridere i fedeli, l’assertore di un’erronea opinione e soggetto a gravissime punizioni.” [11]

Giacché sì molti detengono un alto rispetto per la FSSPX essi sono stati condotti nella medesima posizione scismatica. Tutte tali false posizioni circa la situazione post-Vaticano II sono il risultato della mancanza di volontà della FSSPX di vedere la verità per la quale la setta del Vaticano II è una chiesa di contraffazione da cima a fondo e per cui i “Papi” post-Vaticano II sono effettivamente degli Antipapi, degli invalidi.

Alcune dichiarazioni interessantissime da parte del preteso arcivescovo Marcello Lefebvre esprimenti la sua visione per cui i “Papi” del Vaticano II non siano dei validi Papi

Non importa quanto insostenibile sia la sua posizione presente, né quanto chiara sia l’evidenza a favore della posizione sedevacantista, la FSSPX continua, anche durante tale ultima fase dell’apostasia del Vaticano II, a pubblicare libri e trattati attaccanti la posizione sedevacantista. Essa fallisce nel realizzare che il fondatore della fraternità, il presunto arcivescovo Marcello Lefebvre, operò numerose dichiarazioni dimostranti l’effettività donde egli trovavasi sull’orlo della posizione sedevacantista già negli anni 1970 e 1980. Tali citazioni dovrebbero essere conosciute dai membri della FSSPX.

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, 04/08/1976: “Il concilio [Vaticano II] voltò le sue spalle alla Tradizione e ruppe con la Chiesa del passato. Esso fu un concilio scismatico… Ove noi fossimo certi che la Fede insegnata dalla Chiesa per 20 secoli può contenere nessun errore noi saremmo ancor meno certi che il Papa sia veramente il Papa. L’eresia, lo scisma, la scomunica ipso facto o l’elezione invalida sono tutte cause possibilmente significanti che il Papa sia mai stato Papa o che non sia più Papa… Poiché, in fondo, sin dal principio del Pontificato di Paolo VI, la coscienza e la Fede di tutti i Cattolici è stata confrontata con un serio problema. Come è che il Papa, il vero successore di Pietro, al quale è assicurato l’aiuto dello Spirito Santo, può officiare la distruzione della Chiesa, la più radicale, rapida e dilagata nella sua storia, qualche cosa che nessun eresiarca è mai riuscito ad ottenere?” [12]

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Sermone, 29/08/1976: “Il nuovo rito della Messa è un rito illegittimo, i Sacramenti sono Sacramenti illegittimi, i preti provenienti dai seminari sono sacerdoti illegittimi… ” [13]

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Incontro con Antipapa Paolo VI, 11/09/1976: “[Il documento del Vaticano II sulla libertà religiosa] contiene passaggi essenti contrari parola per parola a ciò che fu insegnato da Gregorio XVI e da Pio IX.” [14]

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Sermone, 22/02/1979: “Sintantoché esso sia opposto alla Tradizione noi rigettiamo il concilio [Vaticano II].” [15]

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Sermone, Pasqua, 1986: “Questa è la situazione nella quale ci troviamo. Io non la ho creata. Io preferirei morire onde farla scomparire. Noi siamo confrontati con un serio dilemma, il quale, io credo, è giammai esistito nella Chiesa: colui seduto sulla sedia di Pietro prende parte all’adorazione di falsi dei. Quali conclusioni dovremo noi tirare, forse tra qualche mese, confrontati con questi ripetuti atti di partecipazione all’adorazione delle false religioni, io non conosco. Tuttavia, io mi chiedo: è possibile che noi possiamo essere obbligati a credere che il Papa non sia il Papa? Poiché a me appare inizialmente, non lo voglio ancora dire solennemente e pubblicamente, che sia impossibile per un Papa essere pubblicamente e formalmente eretico.” [16]

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Sermone, 27/08/1986: “Colui oggi sedente sul trono di Pietro deride pubblicamente il primo articolo del Credo ed il primo comandamento del Decalogo. Lo scandalo reso ai Cattolici non può essere misurato. La Chiesa è scossa dalle sue esatte fondamenta.” [17]

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Sermone, 28/10/1986: “Giovanni Paolo II ha incoraggiato le false religioni a pregare i loro falsi dei: è un’umiliazione intollerabile e senza precedenti per coloro rimanenti Cattolici… ” [18]

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Incontro con il “cardinale” Giuseppe Ratzinger, 14/07/1987: “Ove vi fosse uno scisma sarebbe in virtù di ciò che ha operato il Vaticano II ad Assisi… venire scomunicati da una chiesa liberale, ecumenica e rivoluzionaria è una questione di indifferenza per noi.” [19]

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Incontro con il “cardinale” Giuseppe Ratzinger, 14/07/1987: “Roma ha perduto la Fede. Roma è in apostasia.” [20]

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, 29/08/1987: “La Sede di Pietro ed i posti di autorità a Roma occupati da anticristi, la distruzione del Regno di nostro Signore sta venendo svolta rapidamente… Ciò è quello che ha recato sulle nostre teste persecuzione da parte della Roma degli anticristi.” [21]

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Dichiarazione resa alla stampa prima delle consacrazioni episcopali del 1988: “La Chiesa tiene piena comunione con le false religioni e con l’eresia… in orrore… Onde salvaguardare il presbiterato Cattolico perpetuante la Chiesa e non una chiesa adultera devono esservi vescovi Cattolici.” [22]

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Discutendo delle guide della setta del Vaticano II: “Noi non possiamo operare assieme a questi nemici del regno di nostro Signore.” [23]

“Arcivescovo” Marcello Lefebvre, Discutendo delle guide della setta del Vaticano II: “Noi non possiamo seguire queste persone. Esse sono in apostasia, esse non credono nella Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, Il Quale deve regnare. Dove è il beneficio nell’attendere? Operiamo la consacrazione.” [24]

Alcuni ulteriori punti importanti pertinenti alle posizioni della FSSPX sono trovabili sul nostro sito di rete sotto i seguenti titoli, in sede brevemente riassunti

Il “vescovo” Fellay della FSSPX rigetta il dogma Cattolico insegnando che gli Induisti possono essere salvati

“Vescovo” Bernardo Fellay, Conferenza a Denvra [Denver], Colorato [Colorado], SUA, 18/02/2006, L’Angelus [The Angelus], Un discorso udito nel mondo [A talk heard round the world], Aprile 2006, pagina 5: “… Inoltre, la Chiesa ha sempre insegnato che esistono persone le quali saranno in Cielo, essenti in stato di grazia, essenti state salvate senza la conoscenza della Chiesa Cattolica. Noi lo sappiamo. Eppure, come è possibile quando non si può essere salvati al di fuori della Chiesa? È assolutamente vero che essi sono salvati tramite la Chiesa Cattolica poiché essi saranno uniti al Cristo, al corpo mistico del Cristo, il quale è la Chiesa Cattolica. Esso, tuttavia, rimane invisibile, poiché il nesso visibile è impossibile per loro. Considerate un Induista in Tibet detenente nessuna conoscenza della Chiesa Cattolica. Egli vive secondo la sua coscienza e le leggi poste da Dio nel suo cuore. Egli può essere nello stato di grazia ed ove morisse in questo stato di grazia egli andrebbe in Cielo.” 

La FSSPX rigetta la “canonizzazione” di Antipapa Giovanni Paolo II di Giuseppe Maria Escriva, indi rivelando il suo scisma

“Padre” Pietro Scott, Dal seminario della Santa Croce in Austrialia, 01/11/2002, Sentinella Meridionale [Southern sentinel], Novembre 2002, numero 3: “Un esempio tipico di ciò fu la vergognosa ed altamente opinabile canonizzazione del Monsignor Giuseppe Maria Escriva de Balaguer lo scorso 6 di Ottobre… Dopo avere sottolineato che il processo fu non canonico e disonesto essi ebbero da dire ciò: ‘La canonizzazione offenderà Dio. Essa macchierà la Chiesa per sempre. Essa sottrarrà dai santi la loro speciale santità. Essa dubiterà della credibilità di tutte le canonizzazioni operate durante il vostro Papato. Essa comprometterà la futura autorità del Papato.’. … La loro lettera si rivelerà certamente profetica, poiché per tempo essi saranno dimostrati essere nel giusto nella loro valutazione circa Escriva… Per tutte queste ragioni che essi offrono noi non possiamo punto considerare questa canonizzazione come un pronunciamento Papale valido ed infallibile. Noi confidiamo che egli sia in Cielo ma non possiamo punto considerare come un santo questo messaggero del Vaticano II… “

Dacché essa sostiene la menzogna per cui Antipapa Giovanni Paolo II fu un vero Papa rigettare la sua pretesa canonizzazione solenne è chiaramente scismatico.

Il preteso vescovo Riccardo Williamson della FSSPX asserì che Antipapa Giovanni Paolo II era un uomo buono, dichiarando che la presunta religione della FSSPX non è la medesima di quella dei “Papi” del Vaticano II, da essa riconosciuti

“Arcivescovo Williamson: ‘Io fui leggermente sorpreso, inizialmente, perciocché alcune persone avevano detto che egli non era effettivamente in corsa. Dopo ciò, per dirvi l’onesta verità, io non mi attendo un granché da Roma per come essa è messa. Essa è troppo immersa nella nuova religione e la nuova religione è troppo radicalmente differente e distante dalla vera religione. Roma è Roma, però, ed io credo che ivi siano i Papi, che ivi siano i cardinali e che ivi sia trovabile la struttura ufficiale della Chiesa. Tuttavia, temo che, per la difesa della Fede, occorra attendere qualche grave evento che scuota Roma ed o spinga i veri cardinali via da Roma ad incominciare nuovamente altrove. Io temo che Roma sia immersa troppo profondamente nelle prese dei nemici di Dio.’.” [25]

Il preteso vescovo Williamson della FSSPX dichiarò baldamente di non detenere la stessa religione del “Papa” e dei “vescovi” da lui riconosciuti essere la gerarchia Cattolica. Ciò, signore e signori, riassume completamente la ridicola e scismatica posizione della FSSPX, essente così ostinatamente inconsistente da venire correttamente etichettata, in mancanza di migliore descrizione, come vomito teologico. 

Papa Pio XII, Mystici corporis Christi (22), 29/06/1943: “Siccome, dunque, nella vera comunità Cristiana esiste solamente un corpo, uno Spirito, un Signore ed un Battesimo così ancora può esistere solamente una Fede. Pertanto, se un uomo si rifiutasse di udire la Chiesa che egli sia considerato – così comanda il Signore – come un pagano ed un pubblicano. Ne consegue che coloro divisi in Fede ed in governo non possono vivere nell’unità di tale corpo, né possono essi vivere la vita del suo Divino Spirito.” [26]

Il presunto vescovo Tissier De Mallerais della FSSPX rigettava il concetto della comunione della Chiesa Cattolica, asserendo che Antipapa Benedetto XVI abbia insegnato ed insegnò eresie

“Arcivescovo Tissier De Mallerais: ‘Innanzitutto, io non sono familiare con questo testo. Io non lo conosco. Non lo trovo interessante in quanto io non seguo tali notizie. Quello non è il problema corrente. Il problema non è la comunione. Quella è la stupida idea di questi vescovi sin dal Vaticano II: non vi è un problema di comunione, vi è un problema di professione di Fede. La comunione è niente, essa è un’invenzione del Concilio Vaticano II. La cosa essenziale è che queste persone, i vescovi, non detengono la Fede Cattolica. La comunione non significa alcunché per me: essa è un motto della nuova chiesa. La definizione della nuova chiesa è la comunione, tuttavia, essa fu mai la definizione della Chiesa Cattolica. Io posso solamente offrirvi la definizione della Chiesa come compresa tradizionalmente.

Fu quando egli era prete. Allorché egli era un teologo egli professava eresie, egli pubblicava libri pieni di eresie… Sì, sicuro. Egli scrisse un libro intitolato Introduzione alla Cristianità [Introduction to Christianity], era il 1968. Esso è un libro pieno di eresie, specialmente la negazione del dogma della Redenzione.’.” [27]

Papa Leone XIII, Satis cognitum (10), 29/06/1896: “Per tale ragione, siccome l’unità di Fede è richiesta per necessità alfine dell’unità della Chiesa, sintantoché essa sia il corpo dei fedeli, così ancora per questa stessa unità, sintantoché la Chiesa sia una società Divinamente costituita, l’unità di governo, effettuante e coinvolgente l’unità di comunione, è necessaria jure Divino, per diritto Divino.” [28]

È logico che la FSSPX, od almeno il presunto vescovo Tissier De Mallerais, non creda nel concetto di essere in comunione con tutti al di dentro della Chiesa Cattolica. “La comunione significa nulla per me.”, affermava il preteso vescovo Tissier De Mallerais. Sì, ciò è visibilissimo. Dacché egli in essa non crede rifiutare la comunione con la gerarchia ed i membri di ciò che egli reputa essere la Chiesa Cattolica non è ovviamente un problema di coscienza.

Il libro della FSSPX Le domande più poste circa la FSSPX [Most asked questions about the SSPX] detta che i “Papi” del Vaticano II non possono insegnare infallibilmente

Le domande più poste circa la FSSPX [Most asked questions about the SSPX], Stamperia dell’Angelus [Angelus press], 1997, pagine 38-40: “Domanda 7: Non dovremmo noi seguire Giovanni Paolo II? Risposta: Il Papa è infallibile primariamente nei temi della Fede e della morale e secondariamente nei temi della disciplina, legislazione della Chiesa Universale, canonizzazioni e così via, sintantoché queste coinvolgano la Fede e la morale, Principio 4, ed inoltre solamente ove imponenti un insegnamento definitivo in perpetuo.

Domanda 15, numero 3: Ora, infallibile significa immutabile ed irriformabile, Principio 6, ciò malgrado, il timbro dei Papi conciliari, come i modernisti, è uno spirito di evoluzione. Sino a che punto possono tali menti desiderare di definire irriformabilmente o di imporre assolutamente? Essi non vogliono ed infatti essi non possono… , Arcivescovo Lefebvre, Ecône [Econa], Francia, 12/06/1984.”

La FSSPX, scrivente durante il regno di Antipapa Giovanni Paolo II, non dichiarò meramente che Antipapa Giovanni Paolo II non finse di adempiere i requisiti onde parlare infallibilmente bensì che egli, l’uomo da loro considerato essere il vero Papa, non avrebbe potuto parlare infallibilmente.

Coloro che per qualche ragione non afferrano l’impatto di tale dichiarazione da parte della FSSPX vogliano concedere di riassumerla. La FSSPX indica correttamente la verità per cui un insegnamento infallibile da parte di un Papa sulla Fede Cattolica e la morale è irriformabile, siccome dettato dal Vaticano I, Denzinger 1839. Tuttavia, secondo la FSSPX, i “Papi” del Vaticano II sono modernisti tali da credere nell’evoluzione della dottrina; essi credono che nulla sia irriformabile. Pertanto, secondo la FSSPX, seppure essi siano validi Papi, questi non possono insegnare infallibilmente. Tale è un rigetto del dogma dell’Infallibilità Papale.

Papa Pio IX, Concilio Vaticano I, Sessione 4, Capitolo 4, 1870: “… il Romano Pontefice, ove parlante ex-cathedra [dalla Sedia di San Pietro], cioè, ove svolgente il dovere di pastore ed insegnante di tutti i Cristiani secondo la sua suprema autorità Apostolica, spiegante una dottrina di Fede o morale da essere sostenuta dalla Chiesa Universale, … opera con quell’infallibilità con cui il Divino Redentore desiderò che la Sua Chiesa venisse istruita nel difendere la dottrina sulla Fede e la morale… Se alcuno presumesse di contraddire questa Nostra definizione, Iddio non voglia, che egli sia anatema.” [29]

Per definizione un Papa è il Vescovo di Roma, possedente la giurisdizione suprema sulla Chiesa Cattolica, potente insegnare infallibilmente ove adempiente le dovute condizioni. Se egli fosse incapace di parlare infallibilmente egli, conseguentemente, non sarebbe un valido Papa.

Tutte tali posizioni scismatiche, verbigrazia, il rigetto delle pretese canonizzazioni da parte della FSSPX proclamate dai suoi presunti Papi, e le perversioni dell’ufficio Papale sono un risultato del fallimento della FSSPX nel vedere la verità della posizione sedevacantista, ovverosia, per la quale i “Papi” del Vaticano II non sono punto Papi, bensì degli Antipapi.

Antipapa Benedetto XVI ordinò personalmente alla FSSPX di accettare il Vaticano II

Nella sua conferenza a Denvra [Denver], SUA, nel 2006, riportata in un articolo in L’Angelus [The Angelus], il finto vescovo Fellay della FSSPX menzionò un punto assai importante. Egli ammise che durante il suo incontro personale con Antipapa Benedetto XVI l’Antipapa scandì che la FSSPX avrebbe dovuto accettare il Vaticano II.

“Vescovo” Bernardo Fellay, Conferenza a Denvra [Denver], SUA, 18/02/2006: “Dopodiché, egli [Antipapa Benedetto XVI] passò al secondo livello. Egli disse che il secondo livello sarebbe stato l’accettazione del concilio… Il Papa indicò chiaramente nelle parole da lui utilizzate durante l’udienza che per lui è impossibile accettare qualcuno nella Chiesa, almeno nella sua maniera diciamo moderna di vedere la Chiesa, che non accetti il concilio. Egli fu molto chiaro. Quando io udii queste parole lì, specialmente una parola appresso, per me, la grande battaglia che noi avremo sotto questo Pontificato sarà la battaglia riguardante il concilio.” [30]

Quante volte deve ciò essere dimostrato? Tali falsi tradizionalisti debbono rinunciare alla loro impossibile posizione, secondo cui è accettabile rigettare il Vaticano II ed accettare i finti Papi del Vaticano II come legittimi. Essi debbono rigettare il Vaticano II e gli Antipapi acattolici aventilo implementato.

Punti importanti riguardanti l’affermazione dei sostenitori della FSSPX e di coloro sostenenti posizioni simili per cui essi vivono semplicemente una vita Cattolica, frequentando la FSSPX o qualche altra cappella indipendente senza coinvolgersi con tali questioni, come il sedevacantismo 

Dalle persone, specialmente dai sostenitori della FSSPX, si ode spesso l’affermazione per cui esse sono persone laiche le quali non possono coinvolgersi in tali questioni teologiche, come la tematica sedevacantista. Esse frequentano semplicemente la Santa Messa presso la FSSPX, la sostengono e tentato di essere persone buone e spirituali viventi la Fede Cattolica. Tale è la risposta proveniente da parte di molti sostenitori della FSSPX allorquando confrontati con le argomentazioni sedevacantiste.

D’accordo, se tale fosse il caso, se non si detenesse l’autorità di coinvolgersi con tali tematiche, essendo solamente un semplice laico frequentante la Santa Messa, tentante di vivere la Fede Cattolica, allora non si deterrebbe verun diritto di frequentare la FSSPX o qualunque altra cappella indipendente.

Se si fosse troppo semplici onde comprendere tali cose, non potendo coinvolgersi con tali tematiche, se tale fosse la propria posizione, Iddio non voglia, allora logicamente occorrerebbe accettare semplicemente la propria chiesa di zona del “novus ordo”, frequentare la nuova “messa” ed accettare il Vaticano II, essente la presunta religione approvata dal “vescovo” di zona del “novus ordo”. Tuttavia, no, il presunto sempliciotto laico frequentante la FSSPX, tentante di condurre una buona vita, non coinvolto con tali questioni, improvvisamente si coinvolge con le questioni e diviene un teologo. Egli sa di non potere accettare la nuova “messa” e la di essa fasulla religione del “novus ordo” di zona. Egli, dunque, condanna sé stesso dalla sua stessa bocca, confutando la sua stessa argomentazione e dimostrando la sua ipocrisia mediante il coinvolgimento solamente con le cose con cui egli vuole coinvolgersi.

Tutto ciò è perciocché la sintesi è che se si potesse accettare la nuova “messa” e la fasulla religione del Vaticano II per salvare la propria anima allora non vi sarebbe giustificazione alcuna per recarsi presso una cappella indipendente od alla FSSPX. Sarebbe tutta una questione di preferenza in tal caso. Tuttavia, se si sostenesse la realtà per la quale la Fede Cattolica obbliga a rigettare la nuova “messa” e la pretesa religione del Vaticano II come qualcosa causante la perdita della salvezza allora la chiesa di zona, la nuova “messa” e le autorità aventila imposta non possono rappresentare la Chiesa Cattolica. Ciò conduce ineluttabilmente alla posizione sedevacantista, poiché la Santa Chiesa Cattolica non reca le anime all’Inferno.

Si spera che tutto ciò mostri nuovamente la verità donde la sola posizione Cattolica è chiaramente la posizione sedevacantista e per cui tutte le altre false posizioni sono inconsistenti con l’insegnamento Cattolico. Giacché la FSSPX promuove le eretiche posizioni essenti inconsistenti con l’insegnamento Cattolico nessun Cattolico può sostenerla finanziariamente, sotto pena di peccato mortale.

Papa Innocenzo III, Concilio Laterano IV, Costituzione 3 sugli eretici, 1215: “Inoltre, noi determiniamo essere soggetti a scomunica i credenti riceventi, difendenti o sostenenti gli eretici.” [31]

Brevi riflessioni su di una possibile completa riunione della FSSPX con la setta del Vaticano II

Al tempo della finalizzazione del presente libro, 2007, vi era qualche pettegolezzo per il quale la FSSPX sarebbe entrata in piena comunione con la setta del Vaticano II a patto che Antipapa Benedetto XVI tollerasse maggiormente la Santa Messa Latina, possibilmente eliminando le “scomuniche” contro tale fraternità. Qualora ciò accadesse il tutto rappresenterebbe una completa svendita della FSSPX alla contro Chiesa Cattolica. Antipapa Benedetto XVI, guidato dal Diavolo, era assai cosciente che nella contemporanea fase l’apostasia della setta del Vaticano II è così fermamente piazzata, con quasi tutti i preti invalidi giacché ordinati nei nuovi riti di Antipapa Paolo VI, da potersi permettere di operare concessioni a gruppi di mentalità pseudo-tradizionale onde ingannarli ad entrare definitivamente nella contro Chiesa Cattolica, per cui essi divengano dei completi negatori del Cristo mediante la piena accettazione della nuova e fasulla religione e di cose come la falsa canonizzazione dell’apostatico Antipapa Giovanni Paolo II.

Qualora Antipapa Francesco operasse un accordo di tale genere con la FSSPX non si venga ingannati; esso sarebbe una mossa tattica da parte del Diavolo onde tentare di ingannare i falsi tradizionalisti durante tale ultima fase della grande apostasia. Se ciò accadesse si ritiene che il tutto risulterebbe in una frattura della FSSPX in fazioni pro e contro la piena unione con la contro Chiesa Cattolica.


16/05/2015

Contenuto proveniente dal libro: La verità su ciò che è realmente accaduto alla Chiesa Cattolica dopo il Vaticano II – Fra. Michele Dimond e Fra. Pietro Dimond.

Note di fine sezione 40:

[1] “Vescovo” Tissier De Mallerais, La biografia di Marcello Lefebvre [The biography of Marcel Lefebvre], 2004, Stamperia dell’Angelus [Angelus Press], SUA.

[2] “Vescovo” Tissier De Mallerais, La biografia di Marcello Lefebvre [The biography of Marcel Lefebvre], 2004, Stamperia dell’Angelus [Angelus Press], SUA, pagina 536.

[3] Claudia Carlen, Le encicliche Papali [The Papal encyclicals], Volume 1, 1990, Stamperia Pierian [The Pierian Press], SUA, pagina 229.

[4] L’Angelus [The Angelus], Maggio 2000, Stamperia dell’Angelus [Angelus press], SUA, pagina 21.

[5] Guglielmo Jurgens, La Fede degli antichi padri [The Faith of the Early Fathers], Volume 1:50, 1970, La stamperia liturgica [The liturgical press], SUA.

[6] Guglielmo Jurgens, La Fede degli antichi padri [The Faith of the Early Fathers], Volume 2:1371a, 1970, La stamperia liturgica [The liturgical press], SUA.

[7] Claudia Carlen, Le encicliche Papali [The Papal encyclicals], Volume 3, 1990, Stamperia Pierian [The Pierian Press], SUA, pagina 317.

[8] Claudia Carlen, Le encicliche Papali [The Papal encyclicals], Volume 3, 1990, Stamperia Pierian [The Pierian Press], SUA, pagina 275.

[9] Enrico Denzinger, Le fonti del dogma Cattolico [The sources of Catholic dogma], 1957, Compagnia del libro di Herder [Herder book company], SUA, numero 1836.

[10] Sant’Alfonso De’ Liguori, Il grande mezzo della salvezza e della perfezione [The great means of salvation and perfection], 1759, SUA, pagina 23.

[11] Quoted by Tanquerey, “Synopsis Theologiae Dogmaticae Fundamentalis” (Paris, Tournai, Rome: Desclee, 1937), new edition ed. by J.B. Bord, Vol. I. p. 624, footnote 2.

[12] “Vescovo” Tissier De Mallerais, La biografia di Marcello Lefebvre [The biography of Marcel Lefebvre], 2004, Stamperia dell’Angelus [Angelus Press], SUA, pagina 487.

[13] “Vescovo” Tissier De Mallerais, La biografia di Marcello Lefebvre [The biography of Marcel Lefebvre], 2004, Stamperia dell’Angelus [Angelus Press], SUA, pagina 489.

[14] “Vescovo” Tissier De Mallerais, La biografia di Marcello Lefebvre [The biography of Marcel Lefebvre], 2004, Stamperia dell’Angelus [Angelus Press], SUA, pagina 492.

[15] “Vescovo” Tissier De Mallerais, La biografia di Marcello Lefebvre [The biography of Marcel Lefebvre], 2004, Stamperia dell’Angelus [Angelus Press], SUA, pagina 501.

[16] “Vescovo” Tissier De Mallerais, La biografia di Marcello Lefebvre [The biography of Marcel Lefebvre], 2004, Stamperia dell’Angelus [Angelus Press], SUA, pagina 536.

[17] “Vescovo” Tissier De Mallerais, La biografia di Marcello Lefebvre [The biography of Marcel Lefebvre], 2004, Stamperia dell’Angelus [Angelus Press], SUA, pagine 537, 623.

[18] “Vescovo” Tissier De Mallerais, La biografia di Marcello Lefebvre [The biography of Marcel Lefebvre], 2004, Stamperia dell’Angelus [Angelus Press], SUA, pagina 537

[19] “Vescovo” Tissier De Mallerais, La biografia di Marcello Lefebvre [The biography of Marcel Lefebvre], 2004, Stamperia dell’Angelus [Angelus Press], SUA, pagina 547.

[20] “Vescovo” Tissier De Mallerais, La biografia di Marcello Lefebvre [The biography of Marcel Lefebvre], 2004, Stamperia dell’Angelus [Angelus Press], SUA, pagina 548.

[21] “Vescovo” Tissier De Mallerais, La biografia di Marcello Lefebvre [The biography of Marcel Lefebvre], 2004, Stamperia dell’Angelus [Angelus Press], SUA, pagine 549, 625.

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