Fu Papa Pio XII responsabile per l’affare di Padre Feeney?

Papa Pio XII, Padre Leonardo Feeney ed il dogma Cattolico

Papa Pio XII, Padre Leonardo Feeney ed il dogma Cattolico (MariaPortamiVia)

(Cap. 30 del libro Al di fuori della Chiesa Cattolica esiste assolutamente nessuna salvezza)

Redatto da

Fra. Pietro Dimond, O.S.B.


Una delle ragioni donde il mortale ed eretico Protocollo 122/49 acquisì un tale momento presso le menti di sì tanti vescovi e preti, essente stato in grado di spazzare letteralmente via la credenza nel dogma Cattolico per il quale coloro morenti acattolici sono perduti nel quasi intero mondo Cattolico, giace nel fatto per cui si pensava che esso avesse ricevuto una tacita approvazione da parte di Papa Pio XII. Invero, il documento rivendica la di lui approvazione. La sintesi è che egli non lo firmò, né lo promulgò egli in alcuna maniera di modo da influenzare l’infallibilità. Esso fu neppure pubblicato ufficialmente. Inoltre, ovviamente, nessun Papa avrebbe potuto firmare il Protocollo 122/49 in quanto assai eretico, come mostrato.

Se Papa Pio XII avesse concordato con il Protocollo 122/49 e con la persecuzione di Padre Leonardo Feeney per la sua predica del dogma Universale allora egli sarebbe stato semplicemente un peccatore mortale contro la Fede Cattolica. Se egli fosse uscito allo scoperto a favore del Protocollo 122/49 e contro Padre Leonardo Feeney allora egli sarebbe stato un eretico. Se Papa Pio XII avesse negato il dogma Universale, come fecero i preti presso il Collegio di Bostonia [Boston], SUA, ad esempio, ed ove egli avesse assentito alla soppressione della predicazione Apostolica di Padre Leonardo Feeney di esso allora Papa Pio XII sarebbe divenuto un nemico della Fede Cattolica.

Se Papa Pio XII avesse pensato che Padre Leonardo Feeney potesse avere insegnato la sua personale dottrina per avere asserito esattamente ciò che asserisce Papa Gregorio XVI in Summo iugiter studio e ciò che la Sedia di San Pietro ha dogmaticamente definito, che tutti coloro morenti acattolici sono perduti, allora egli non avrebbe capito alcunché circa la Fede Cattolica e non l’avrebbe invero posseduta.

La gente deve rimembrare che non ogni decisione di un Papa è infallibile. Nello studiare gli errori Papali nel corso della storia durante la preparazione della di esso dichiarazione concernente l’Infallibilità Papale i teologi del Vaticano I scoprirono che oltre 40 Papi avevano sostenuto delle visioni errate. Tuttavia, nessuno di tali errori venne insegnato dai Papi dalla Sedia di San Pietro. In un caso di errore Papale ben conosciuto Papa Giovanni XXII sostenne la falsa visione per la quale i giusti del Vecchio Testamento non ricevono la Visione Beatifica insino al Giudizio generale. [630]

Il caso forse più chiaro di errore Papale nella storia Ecclesiastica coinvolge il cosiddetto Sinodo del cadavere dell’anno 897 DC. Ciò avvenne allorché il corpo morto di Papa Formoso, il quale secondo tutti i conti era stato un Papa santo e devoto, venne condannato dopo la sua morte da Papa Stefano VII per una serie di presunte violazioni del diritto canonico. [631] Tale condanna di Papa Formoso da parte di Papa Stefano VII venne rovesciata da Papa Teodoro II e da Papa Giovanni IX, favorita però da Papa Sergio III. [632] Ciò dovrebbe mostrare chiarissimamente l’effettività per cui non ogni decisione, discorso, opinione o giudizio Papale è infallibile. Un Papa è infallibile allorché parlante dalla Sedia di San Pietro o reiterante ciò che la Chiesa Cattolica ha sempre insegnato nel suo Magistero Ordinario ed Universale.

Papa Onorio I venne condannato dal Concilio di Costantinopoli III per avere perlomeno espanso l’eresia Monotelita, la credenza donde il Cristo abbia solamente una volontà, in 2 lettere indirizzate al patriarca Sergio. Sicché, siccome Papa Onorio I, 625-638 DC, venne condannato per avere espanso l’eresia da parte del Concilio di Costantinopoli III e dagli altri concili ecumenici, [633] così ancora sarebbe Papa Pio XII caduto in eresia ove egli avesse sostenuto che gli acattolici possano essere salvati ed ove egli avesse supportato la persecuzione di Padre Leonardo Feeney data la sua affermazione contraria.

Che si rimembri: Papa Pio XII non fu affatto un ferreo tradizionalista. Le sue riforme, le sue omissioni ed i suoi fallimenti spianarono la strada al Vaticano II. Ecco solamente alcune cose operate da Papa Pio XII.

Prima. Egli promosse Annibale Bugnini, autore della nuova “messa”, incominciando la riforma liturgica mediante le sue permissioni di riforma dei riti della Settimana Santa. Una discreta serie di studiosi liturgici pensa che le riforme alla Settimana Santa siano state terribili. Un esempio concerne la sua permissione di distribuzione della Santa Comunione durante il Venerdì Santo. Il decreto del Santo Uffizio sotto Papa San Pio X sulla Santa Comunione frequente cita Papa Innocenzo XI avente condannato una tale pratica.

Seconda. Egli promosse uomini come Giovanni Montini, dipoi Antipapa Paolo VI, ed Angelo Roncalli, dipoi Antipapa Giovanni XXIII, i quali senza tali promozioni avrebbero mai potuto esercitare l’influenza o causare l’immensurabile distruzione che esercitarono e causarono.

Terza. Egli affermò che l’evoluzione teistica si sarebbe potuta insegnare nelle scuole Cattoliche, Humani generis, 1950, essente un qualche cosa di nientemeno che ludicro e discutibilmente eretico.

Quarta. Egli insegnò che il controllo natale si sarebbe potuto utilizzare per mezzo del metodo ritmico, nonché pianificazione famigliare “naturale”, essente una frustrazione ed una subordinazione del primario scopo dell’atto matrimoniale: la concezione.

Quinta. Sia ciò avvenuto tramite complicità volontaria o tramite negligenza, egli permise la persecuzione e la susseguente scomunica di Padre Leonardo Feeney per avere operato ciò che ogni sacerdote Cattolico dovrebbe operare: predicare il Santo Vangelo; difendere la Fede Cattolica ed aderire al dogma Cattolico definito.

Tale ultima offesa fu la più seria. Con la persecuzione di Padre Leonardo Feeney le “autorità” di Bostonia [Boston], SUA, e di Roma, Italia, non solamente rinunziarono ad aiutare Padre Leonardo Feeney nella sua impresa di conversione degli acattolici bensì lo bloccarono. Si rifletta su di ciò: gli uomini i quali avrebbero dovuto coltivare la salvazione delle anime e la conversione alla vera Fede Universale resero ciò a carico di Padre Leonardo Feeney effettivamente il più difficile possibile. Essi resero il suo compito di recapitare il messaggio salvifico del Cristo, donde la salvezza giunge solamente per mezzo dell’appartenenza alla Chiesa Universale da Lui stabilita, il più difficile quanto lo potessero rendere, frattanto offrendo a milioni di acattolici la falsa impressione di trovarsi al sicuro nello stato di dannazione in cui essi esistevano. Riccardo Cushing, l’apostatico vescovo di Bostonia [Boston], SUA, avente per primo silenziato Padre Leonardo Feeney, non circa l’ineluttabilità de Santo Battesimo di acqua ed il “Battesimo” di desiderio ma circa Extra Ecclesiam Nulla Salus, avanti la sua morte si vantò di non avere convertito una persona durante la sua intera vita. [634]

Era il 24/09/1952 quando Padre Leonardo Feeney indirizzò una lunga e dettagliata lettera a Papa Pio XII. La lettera non ricevette risposta. Tuttavia, un mese dopo, in una lettera datata 25/10/1952, l’apparente cardinale Pizzardo del Santo Uffizio lo convocò a Roma, Italia. Il 30/10/1952 Padre Leonardo Feeney inviò una risposta all’apparente cardinale Pizzardo, richiedendo una dichiarazione delle accuse mosse contro di lui, siccome richiesto dal diritto canonico. Il 22/11/1952 Pizzardo replicò:

“La sua lettera del 30 Ottobre mostra chiaramente la sua evasione della questione… Ella deve venire a Roma immediatamente, dove verrà informato delle accuse mosse contro di lei… Se ella non si presentasse… prima del 31 Dicembre questo atto di disobbedienza verrebbe reso pubblico assieme alle punizioni canoniche… Il delegato Apostolico è stato autorizzato a provvedere per le spese del suo viaggio.”. [635]

Il 02/12/1952 Padre Leonardo Feeney rispose:

“Vostra Eminenza sembra avere male interpretato i miei motivi di risposta alla sua lettera del 25/10/1952. Io avevo presunto che la sua prima lettera dovesse servire come citazione canonica onde apparire dinnanzi al suo sacro tribunale. Come citazione, tuttavia, essa è fatalmente difettosa sotto le norme del canone 1715, specialmente nel senso per cui esso non mi informa delle accuse levate contro di me. Questo canone richiede che la citazione contenga almeno una dichiarazione generale delle accuse. Sotto le norme del canone 1723 qualunque procedura basata su di una citazione così sostanzialmente difettosa è soggetta ad una lamentela di nullità.”. [636]

Tale scambio di lettere tra Padre Leonardo Feeney e l’apparente cardinale Pizzardo è molto interessante e di valore per la presente discussione. Innanzitutto, esso mostra che il desiderio di Padre Leonardo Feeney era quello di operare nei confini della legge, mentre l’apparente cardinale Pizzardo e coloro presenti in Vaticano mostrarono una palese noncuranza della legge, persino nel modo in cui lo convocarono a Roma, Italia. Il diritto canonico stipula che un uomo convocato a Roma, Italia, debba essere informato perlomeno in generale delle accuse mosse contro di lui: Padre Leonardo Feeney citò i canoni rilevanti. L’apparente cardinale Pizzardo e le sue coorti ignorarono tali leggi in maniera consistente.

Il 09/01/1953 l’apparente cardinale Pizzardo rispose alla lettera di Padre Leonardo Feeney del 02/12/1952 come segue:

“Replicando alla sua lettera del 02/12/1952 domandante ulteriori spiegazioni… il Santo Uffizio le comunica con la presente gli ordini ricevuti da Sua Santità per cui ella deve presentarsi a questa Congregazione prima del 31/01/1953 sotto pena di scomunica incorribile automaticamente, ipso facto, in caso di fallimento di presentazione entro l’indicata data. Questa decisione di Sua Santità è stata presa dopo l’arrivo degli ultimi documenti del Centro di San Benedetto [Saint Benedict’s centre].”. [637]

Ancora una volta le leggi canoniche richiedenti una ragione per le convocazioni vennero completamente ignorate. Nulladimeno, ciò rientrò nella norma con referenza al caso di Padre Leonardo Feeney: la giustizia, il dogma Universale ed il mandato del Cristo di predicare il Santo Vangelo e di battezzare vennero ignorati e calpestati. Non si può fare altro fuorché notare il tono irritato presente nella lettera dell’apparente cardinale. Esiste quasi nessun dubbio del fatto per cui anche l’apparente cardinale Pizzardo credeva nella menzogna donde gli acattolici possono essere salvati da acattolici, indi non affatto concernito che il caso di Padre Leonardo Feeney venisse trattato in maniera ingiusta.

Senza avere ricevuto una ragione per le sue convocazioni a Roma, Italia, come richiesto, Padre Leonardo Feeney rimase con giustificazione negli Stati Uniti di America, sapendo che il suo rifiuto di recarsi a Roma, Italia, entro il 31/01/1953 avrebbe potuto ingenerare delle punizioni canoniche massicce nei suoi confronti. Prima di allora, però, il 13/01/1953, Padre Leonardo Feeney aveva inviato una lunga e forte lettera all’apparente cardinale Pizzardo, protestando nella seguente maniera: operata violazione della segretezza del Santo Uffizio nell’avere fatto trapelare la corrispondenza alla stampa pubblica; operate ripetute minacce da parte dell’apparente cardinale Pizzardo nell’imporre punizioni senza accuse né procedimenti, come richiesto dai canoni; operata disseminazione del Protocollo 122/49 come pronunciamento della Santa Sede, conoscendo la sua non-pubblicazione in Acta apostolicae sedis, Atti delle Sede Apostolica. [638]

Padre Leonardo Feeney concluse la sua ultima comunicazione rivolta all’apparente cardinale Pizzardo con una dichiarazione di giusta indignazione:

“Io impugno serissimamente sia la buonafede che la validità di tentativo alcuno di scomunicarmi per avere osato richiamare la sostanza di questo decreto alla sua attenzione e per avere osato insistere sulla tutela dei miei diritti in entrambe le mie lettere del 30 Ottobre e del 2 Dicembre del 1952.”. [639]

Il 13/02/1953 il Santo Uffizio emise un decreto dichiarante Padre Leonardo Feeney scomunicato. Esso legge come segue.

AAS, 16/02/1953, Volume XXXXV, pagina 100: “Giacché il sacerdote Leonardo Feeney, un residente di Bostonia [Boston], presso il Centro di San Benedetto [Saint Benedict’s centre], il quale per lungo tempo è stato sospeso dai suoi doveri presbiterali a causa della sua grave disobbedienza all’autorità Ecclesiastica, essendo rimasto immobile dinnanzi ad avvisi ripetuti e minacce di scomunica incorribile ipso facto, non si è sottomesso, gli Eminentissimi e Reverendissimi Padri, incaricati di salvaguardare le materie di Fede e morali, durante una sessione plenaria tenuta Mercoledì 4 Febbraio 1953, lo hanno dichiarato scomunicato con tutti gli effetti della legge.

Giovedì 12 Febbraio 1953 il nostro Santissimo Signore Pio XII, Papa per provvidenza Divina, ha approvato e confermato il decreto degli Eminentissimi Padri, ordinando che esso venisse reso una materia di diritto pubblico.

Data in Roma, presso il quartier generale del Santo Uffizio, il 13 Febbraio 1953.

Mario Crovini, Notaio”

In luce di cotali fatti tale presunta scomunica costituisce uno scandalo ed è nulla. Padre Leonardo Feeney fu colpevole di nulla: egli negò nessuna dottrina ed operò strettamente in accordo con la legge. Furono coloro aventi perseguitato Padre Leonardo Feeney per avere insegnato la verità donde tutti coloro morenti acattolici non possono essere salvati ad essere stati scomunicati ipso facto.

È d’uopo tenere a mente che quantunque la “scomunica” sia originata dagli eretici chierici opponentisi alla predicazione del dogma Universale da parte di Padre Leonardo Feeney la “scomunica” medesima menziona nulla di dottrinale. Essa menziona solamente una presunta grave disobbedienza all’autorità Ecclesiastica. Tale è un punto importante, poiché oggigiorno si odono molti individui, ignoranti dei fatti concernenti il caso, asserire erroneamente che Padre Leonardo Feeney venne scomunicato per avere insegnato la realtà donde gli acattolici non possono essere salvati. Tali individui non conoscono ciò di cui parlano. Vi è nessun dubbio che il dogma Cattolico per cui coloro morenti acattolici non possono essere salvati costituì la ragione per la quale eruppe la controversia di Padre Leonardo Feeney, essente culminata nella sua “scomunica”, tuttavia, la “scomunica” medesima menziona nulla di dottrinale. Laonde, anche se si credesse che la sua “scomunica” sia stata valida, una cosa assurda, non si costituirebbe alcuna argomentazione contro la docenza per cui tutti coloro morenti acattolici non possono essere salvati, per il fatto che: la dottrina non è punto menzionata nella “scomunica” e tale insegnamento è un dogma Cattolico definito. Sicché, che coloro i quali dovessero discutere di tale tematica conoscano i fatti.

Ad ogni modo, la docenza donde nessuno può essere salvato al di fuori della Chiesa Cattolica venne scomunicata dalla mente del pubblico in maniera definita a causa della “scomunica” del 1953 a carico di Padre Leonardo Feeney, Compagnia di Gesù. Con ciò Gesù Cristo venne pubblicamente svenduto al mondo, offrendo al mondo intero l’impressione per cui non sia necessario appartenere all’Una Chiesa Universale da Lui stabilita ai fini della salute ed invero punendo l’insegnamento della promozione contraria.

Si era conversato con circa 15 chiese del Vaticano II o “novus ordo”, domandando i loro membri la di essi accettazione del dogma Universale Extra Ecclesiam Nulla Salus. Tutti loro lo rigettarono direttamente, agganciando altrimenti il telefono. I pochi “preti” aventi offerto una risposta coerente alla domanda circa il dogma Universale lo dichiararono immediatamente eresia, con parole altrimenti ciò segnalanti: per cui Extra Ecclesiam Nulla Salus equivarrebbe all’eresia. Essi si riferirono tutti alla “scomunica” di Padre Leonardo Feeney, Compagnia di Gesù, di modo da sostanziare il loro punto. Si sarebbero potute chiamare 200 chiese del Vaticano II e si sarebbero ricevute le stesse risposte. Ciò è semplicemente perocché è un fatto quello per cui praticamente ogni “prete” del Vaticano II o “novus ordo” al giorno d’oggi, oltreché quasi ogni odierno prete falsamente tradizionale, crede che le anime possano essere salvate in qualunque “religione”, inclusi gli Ebrei rigettanti il Cristo.

Non vi è dubbio dell’effettività per cui il ruolo giocato da Papa Pio XII nel caso di Padre Leonardo Feeney è stato cruciale: cruciale per l’esatto cuore della Fede Cattolica; cruciale per ciò che sarebbe tosto avvenuto durante il Vaticano II; cruciale per la salute di milioni di anime. Esso fu cruciale perciocché qualora Papa Pio XII fosse giunto in difesa di Padre Leonardo Feeney durante i primi anni 1950, riasserendo la verità donde tutti coloro morenti acattolici sono perduti, dovendosi dunque convertire, vi sarebbe mai stato un Vaticano II. Ciò è corretto. Esiste nessun dubbio per cui l’apostatico Concilio Vaticano II avrebbe mai potuto prendere luogo senza una condanna di Extra Ecclesiam Nulla Salus, mediante la condanna di Padre Leonardo Feeney, poco prima di esso. Coloro rigettanti tale fatto posseggono nessuna concezione della realtà. Oltre il 90% delle eresie del Vaticano II e post-Vaticano II tratta direttamente od indirettamente con la negazione della necessità della Chiesa Cattolica ai fini della salute e con la negazione delle malvagie pretese religioni non-Cristiane. Ove vi fosse stata una solenne e pubblica affermazione del dogma Cattolico durante gli anni 1950 da parte di Papa Pio XII, come quella esibita da Padre Leonardo Feeney, chiara talché tutti comprendessero la ragione di Padre Leonardo Feeney nell’affermare che gli acattolici non possono essere salvati da acattolici, allora gli eretici del Vaticano II sarebbero giammai stati in grado di fare passere il decreto sullo “ecumenismo”, Unitatis redintegratio, il decreto sulle pretese religioni non-Cristiane, Nostra aetate, od il decreto sulla libertà religiosa, Dignitatis humanae, fra gli altri, offrenti tutti lode e stima per le false religioni od asserenti la falsità donde i membri delle altre “religioni” possono essere salvati.

Senza la chiara indicazione per cui è errato sostenere che tutti coloro morenti acattolici sono perduti, essente un dogma Cattolico, il Vaticano II, la riforma “liturgica” e tutti gli altri orrori oggi visibili non sarebbero stati possibili.

Purtroppo, Papa Pio XII fu l’uomo avente compiuto tale abominio. Papa Pio XII fu l’uomo durante il cui regno il mondo iniziò a presumere che fosse errato credere nella realtà per la quale solamente i Cattolici possono essere salvati. Egli, suo malgrado o no, servì come il Giuda Iscariota avente svenduto il Cristo Signore ai Giudaici affinché essi lo crocifiggessero. Il dogma Universale venne svenduto al mondo affinché il Diavolo potesse crocifiggere l’intera impostazione della Fede Cattolica durante il Vaticano II.

Pertanto, allorché le persone osservano: le chiese sterili; le file mancanti presso i confessionali; la quasi nulla frequentazione della Santa Messa e persino della nuova “messa”; i “preti” omosessuali presso la chiesa del “novus ordo”; meno del 25% di credenza nella Santa Eucaristia da parte dei sedicenti Cattolici; gli scandali sessuali rampanti; le nuove “messe” giullari; le nuove “messe” bambinesche; le nuove “messe” con i palloncini; il 50% dei sedicenti Cattolici votanti a favore dell’aborto; il consistente sincretismo inter-religioso presso il Vaticano; le fanciulle a petto nudo durante le nuove “messe Palali”; i sommi sacerdoti vudù predicanti nella chiesa di San Francesco di Assisi; la statua di Budda sopra un altare preteso Cattolico; la quasi universale ignoranza circa gli insegnamenti della Chiesa Cattolica; la quasi universale immoralità e perversione; la cosiddetta educazione sessuale presso le scuole pretese Cattoliche; le università pretese Cattoliche neganti l’inerranza della Sacra Scrittura; le università pretese Cattoliche promuoventi l’aborto; la più grande e la più dilagata apostasia dai tempi dell’insegnamento del Cristo di sempre ed il quasi universale paganesimo esse possono ringraziare la condanna di Padre Leonardo Feeney, essente stata una componente necessaria nel consentire a ciò di prendere luogo.

La condanna di Padre Leonardo Feeney, combinata al Protocollo 122/49, si assicurò che neanche un seminario nel mondo dopo l’anno 1953 insegnasse il dogma Universale per cui solamente i Cattolici possono essere salvati. Dunque, con l’idea per la quale coloro morenti acattolici possano essere salvati radicata ed universale fu una questione di poco tempo prima che il mondo iniziasse a capire che credere nella religione Cristiana e praticare la morale Cattolica fosse essenzialmente inutile, giacché anche i membri delle altre “religioni” avrebbero ottenuto la salvezza. Nelle menti del pubblico il prezioso dono della vera Fede Universale venne ucciso, dacché le persone venivano proclamate salvabili nelle altre “religioni”. Fu solamente logico che poco tempo dopo la “scomunica” di Padre Leonardo Feeney l’insegnamento Cattolico lasciò la strada all’apostasia universale fra i Cattolici, con il Vaticano II fungente da veicolo perpetuantela.

Coloro deploranti alcune, quasi tutte o tutte le cose testé menzionate eppure ancora condannanti, detestanti od odianti Padre Leonardo Feeney sono ciechi. Essi si lamentano delle fiamme e del fumo senza realizzare che è stata la loro esatta attitudine ad appiccare l’incendio. Essi non comprendono i semplici effetti della rottura della Fede Universale e della negazione del dogma Universale più cruciale donde solamente i Cattolici possono essere salvati. Oltretutto, tale tematica non coinvolge meramente le molte conseguenze pratiche della negazione del dogma Universale donde solamente i Cattolici possono essere salvati bensì ancora le conseguenze ai danni della Fede Universale, poiché il dogma Cattolico Extra Ecclesiam Nulla Salus non è solamente un qualche cosa secondo cui i Cattolici debbono vivere bensì un qualche cosa in cui essi debbono primariamente credere. Papa San Pio X, in Lamentabile sane exito del 03/07/1907, condannò la seguente proposizione modernista.

Papa San Pio X, Lamentabile sane exito, Gli errori dei modernisti (26), 03/07/1907: “I dogmi della Fede sono da sostenere solamente secondo un senso pratico, cioè, come norme di precetto onde agire ma non come norme onde credere. Condannata.” [640]

L’idea per la quale si possa predicare la nessuna salute al di fuori della Chiesa Cattolica frattanto credendo nei propri cuori la salute al di fuori della medesima è eretica. La verità donde solamente i Cattolici possono essere salvati è una verità rivelata dal Cielo in cui e la quale ogni Cattolico deve prima credere e poi professare.

Papa Eugenio IV, Concilio di Firenze, Cantate Domino, 1441, ex-cathedra: “La Santa Romana Chiesa crede, professa e proclama fermamente che tutti coloro trovantisi al di fuori della Chiesa Cattolica, non solamente i pagani ma anche gli Ebrei o gli eretici e gli scismatici, non possono condividere la vita eterna ed andranno nel fuoco eterno preparato per il Diavolo ed i suoi angeli, a meno che essi siano uniti alla Chiesa prima della fine delle loro vite; che l’unità di tale corpo Ecclesiastico è di tale importanza che solamente per coloro i quali abitano in esso i Sacramenti della Chiesa contribuiscono alla salvezza ed i digiuni, l’elemosina ed altre opere di pietà e pratiche della milizia Cristiana producono ricompense eterne; che nessuno può essere salvato, non importa quanto egli abbia elemosinato, anche se egli avesse asperso sangue nel nome del Cristo, a meno che abbia perseverato nel petto e nell’unità della Chiesa Cattolica.” [641]

Con la condanna di Padre Leonardo Feeney, il di essa proponente più pubblico, tale verità venne strappata dai cuori e dalle menti del quasi intero mondo Cattolico e ciò che permise al tutto di accadere fu la negligenza e la debolezza di Papa Pio XII.

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