Contro l’Universalismo – Against Universalism

Contro l’Universalismo | Against Universalism

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Se affinché Dio sia onnipotente fosse necessario che le creature seppure libere scegliessero tutte in ultimo di seguirLo giacché chiunque Gli sfugga in eterno sarebbe per Egli una sconfitta, allora nemmeno dovrebbero esistere creature che momentaneamente Gli sfuggono: giacché ciò sarebbe altrettanto una sconfitta.

If for God in order to be omnipotent was necessary that the creatures, although free, all ultimately chose to follow Him since anyone that escapes Him eternally would’ve been a failure for Him, then there shouldn’t even exist creatures that escape Him temporarily as well: since that would be a defeat as well.

 

Se invece, come è, Dio lascia che delle creature scelgano di non seguirLo, allora Egli lascia anche che alcune non Lo seguano più eternamente.

If otherwise, as it is, God lets that some creatures choose not to follow Him, then He also allows that some will not follow Him eternally.

 

Ciò perché l’unico presunto problema logico posto nell’obiezione: “la dannazione eterna è impossibile giacché un dio onnipotente non può farsi disobbedire per sempre” è invero lo stesso di “il peccato è impossibile giacché un dio onnipotente non può farsi disobbedire affatto”, vale a dire: che giacché essendo Dio onnipotente niente dovrebbe mancare di sottomerGlisi, e la dannazione eterna di certune anime implicherebbe tale mancanza = la dannazione eterna sarebbe contraria all’onnipotenza di Dio.

That’s because the only supposed logical problem posed in the objection: “eternal damnation is impossible since an almighty god cannot let Himself being disobeyed forever” truly is the same of “sin is impossible since an omnipotent god cannot let Himself being disobeyed at all”, namely: that since being God almighty nothing should fail to submit to Him, and the eternal damnation of certain souls would imply that failure = eternal damnation would be contrary to God’s omnipotence.

 

Quest’obiezione è fondata nell’idolatria del genere umano, generante l’idea per cui Dio esisterebbe solo per fare i comodi nostri e salvare tutti quanti, e per cui Egli dovrebbe assolutamente trovare un modo di farlo, come se appunto le creature fossero in realtà la cosa più importante e insacrificabile.

This objection is grounded in the idolatry of mankind, producing the idea according to whom God exists only to do our comfortable and to save everybody, and for whom He should absolutely find a way to do it, just as if the creatures actually were the most important and unsacrificeable thing.

 

Chi pone quest’obiezione fingendosi al contempo credente, invero fingendo di credere nell’onnipotenza divina ancor più che l’interlocutore (qualora l’interlocutore neghi che Dio faccia qualcosa di illogico come salvare gli impenitenti o forzarli a pentirsi: indi non negando alcunché di reale alla potenza divina) tenta di sostituire il quadro perfetto dell’onnipotenza divina: dove Dio fa tutto ciò che è logico e realmente nella Sua Volontà, con il suo nuovo quadro ad opera propria ch’ei tenta di attribuirGli, il quale tuttavia non funziona come quello originale e a un’attenta analisi svela l’ipocrisia del sostenitore della salvezza-universale, dimostrandosi essere proprio questo il quadro in cui Dio non saprebbe fare tutto ciò che vuole: giacché saprebbe sì convertire tutti alla fine, ma non senza usare come mezzo qualcosa che andrebbe contro la Sua Volontà almeno temporaneamente (la disobbedienza temporanea).

Who poses this objection faking to be a believer at the same time, indeed pretending to believe in divine omnipotence even more than the interlocutor (when the interlocutor denies that God does something illogical as saving the impenitent or to force them to repent: thereby not denying anything real to the divine power) tries to substitute the perfect picture of the divine omnipotence: where God does all that is logical and truly in His Will, with his/her new self-made picture that he/she tries to attribute to Him, which however doesn’t work like the original and under a critical scrutiny reveals the hypocrisy of the universalist, demonstrating to be exactly this the picture in which God would not be able to do all that He wants: since yes He would be able to convert everyone in the end, but not without using as a mean something that would temporarily go against His Will (the temporary disobedience).

 

Chi si ribella fino alla fine rifiutando ogni data occasione di unirsi al Disegno divino non sconfigge con ciò la Volontà divina, giacché il Volere di Dio è che se il libero arbitrio della creatura lo avrà in ultimo accettato, tale sia salvata.

Tale condizione è chiara fino dal principio, sicché il fatto che Dio accetti di abbandonare i dannati per sempre non costituisce un cambiamento (impossibile) nella Volontà divina.

Who rebels until the end, dismissing every given chance to unite with the divine Design does not defeat the divine Will, since God’s Will is that if the free will of the creature will have ultimately accepted it, that creature will be saved.

Such a condition is clear since the beginning, therefore the fact that God accepts to abandon the damned forever does not constitute a (impossible) change in divine Will.

 

I dannati nemmeno si svincolano dalla sottomissione a Dio. Al contrario, giacché – come abbiamo visto – non sono le mere creature ciò attorno a cui tutto il senso della vita ruota indi non è affatto necessario/vero che Dio voglia salvare tutti ostinatamente: è quindi chiaro che sia proprio l’ineluttabilità del Volere di Dio a condannarli.

The damned do not even free themselves from the submission to God. On the contrary, since – as we saw – it is not the creatures that around which all the sense of life revolves thereby it isn’t necessary/true at all that God wants to save everybody obstinately: it is then clear that it is precisely the ineluctability of God’s Will which condemns them.

 

Gli universalisti vogliono spacciarsi per più zelanti nel supportare la totale sottomissione a Dio da parte del creato, quando ciò che sostengono altro non è che la possibilità delle creature di offendere Dio quanto pare a loro senza per ciò incorrere nella minima conseguenza eterna!

Indi senza la minima conseguenza che non venga lavata via dal tempo = impunemente.

Be’, a me ciò sembra descrivere uno scenario dove manca della sottomissione a Dio.

The universalists try to pass themselves-off as more zealous in supporting the total submission to God of creation, when what they hold is nothing else than the possibility for the creatures to offend God as much as they want without by that incurring in the least eternal consequence whatsoever!

Thereby without any consequence that will not be washed-away by time = unpunished.

Well, to me that seems to describe a scenario where some submission to God lacks.

 

Se ancora l’universalista volesse ribattere che non è vero che la disubbidienza del genere umano sia qualcosa che vada contro la volontà divina in sé, bensì lo sarebbe soltanto la dannazione delle creature: allora quegli si smaschererebbe definitivamente in quanto credente nel fatto per cui “Dio” secondo costui altro non sarebbe che il suo servo personale (invece che l’opposto), il quale non è grave offendere, mentre sarebbe solamente grave offendere le creature dannandole. Indi, il suo vero dio è solo sé stesso.

If still the universalist would want to reply that it is not true that mankind’s disobedience is something which goes against divine will per se, instead that would only be for the damnation of the creatures: then the universalist would definitively unmask him/herself for believing in the fact that “God” according to him would be nothing else than his/her personal slave (instead of the opposite), whom would not be grave to offend, rather it would only be grave to offend the creatures by damning them. Thereby, his/her true god only is him/herself.

 

In breve, la presunta-argomentazione avanzata dagli universalisti, è riassumibile in: “Dio non può dannare per sempre chi non Lo segue, perché tale idea infastidisce il mio ego”.

In brief, the alleged-argument advanced by universalists, can be summarized in: “God cannot damn forever who does not follow Him, because that idea upsets my ego”.

 

Sicché, la stessa origine dell’universalismo, che è il narcisismo, smentisce la presenza di qualsivoglia traccia di quella magnanimità, che l’universalista vigliaccamente sbandiera e spaccia per propria motivazione, nel suo gioco illusionistico.

Therefore, the very origin of universalism, that is narcissism, refutes the presence of any trace whatsoever of that magnanimity, that the universalist cravenly flaunts and passes-off as his/her own motive, in his/her illusionistic game.

 

Ovviamente la Sacra Bibbia non insegna la menzogna universalista.

Nella Scrittura viene talvolta detto che:

  1. Dio ama e chiama tutti gli uomini.

Vero, ma la Bibbia non dice che Dio ami e chiami tutti gli uomini per sempre. In effetti, specifica proprio il contrario, come è mostrato nei prossimi articoli.

  1. Gesù avrebbe attirato tutte le cose a Sé.

Certo, tutto tornerà a Dio per essere giudicato e infine smistato a seconda dei propri meriti e/o delle proprie colpe, ma non ogni singola cosa resterà con Dio per sempre.

  1. Tutta la creazione è invitata ad adorare Dio.

Certo, ma solo chi nella sua forma definitiva è realmente opera di Dio, accoglierà l’invito e adorerà Dio per sempre.

  1. Dio è tutto in tutto.

Dio è la pienezza in Sé stesso, sicché è sì tutto in tutto, ma ciò senza bisogno di essere tutto anche in ogni singola cosa altra da Sé. Proprio come il bianco è la pienezza della luce, sebbene al contempo esso non si trovi in ogni altro colore.

Obviously the Bible doesn’t teach the universalist lie.

In Scripture it is at times told that:

  1. God loves and calls all men.

True, but the Bible doesn’t say that God loves and calls all men forever. In fact, it specifies exactly the contrary, as it’s shown in the next articles.

  1. Jesus would’ve drawn all things to Himself.

Of course, all will return to God to be judged and ultimately sorted according to its merits and/or guilts, but not every single thing will remain with God forever.

  1. All creation is invited to worship God.

Of course, but only who in his/her definitive form truly is God’s handwork, will welcome the call and will worship God forever.

  1. God is all in all.

God is the plenitude in Himself, therefore being all in all, but that without the need to be in every single thing other than Himself as well. Just like white is the plenitude of light, even though at the same time it isn’t in every other color.

 

Ancora, secondo varie mistraduzioni, la Sacra Scrittura direbbe che “tutti” devano in fine venire salvati, o che Dio sia “in tutti”, ma in realtà i passaggi in questione parlano solo di come tutti gli eletti saranno salvati, e di come Dio sia in tutti “noi”, dove chi parla è uno dei fedeli del Signore.

Also, according to various mistranslations, Sacred Scripture allegedly-tells that “all” shall in the end get saved, or that God allegedly-is “in all”, but in reality those passages just talk about how all the elects will be saved, and of how God is in all “us”, where who’s speaking is one of the Lord’s faithful.

 

–TrinityGod’sMinister.


Why Hell Must Be Eternal

Perché l’Inferno deve essere eterno

 

There is at least one main reason why Hell must be eternal. That the pains of Hell are eternal is, of course, part of the faith. Jesus makes that quite clear in numerous places (Mt. 25:41; Mark 9:44). It’s dogmatically reaffirmed by the Catholic Church. Even though people know that it’s taught in the Bible, many are still deeply disturbed by the consideration of this mind-boggling truth. They wonder how such an unimaginable punishment could be just. In response many will bring up the idea that an offense against Infinite Majesty (God) deserves infinite punishment. However, I would like to consider this issue from another angle. The following is simply my quick take on why it makes perfect sense that the pains of Hell are eternal.

A primary reason that Hell must be eternal is that the only condition that matters to man is the present condition.

For instance, suppose you live in a frigid area of the world. Suppose that you had heat for the past ten years, but this year catastrophe has struck your area and left you without any heat in the depths of winter. You are freezing, shivering, etc. Will the fact that you had heat for the last ten years make you happy while you are freezing this winter? No. It won’t help you at all. All that matters is that you don’t have heat this winter. It’s true to say that all that matters to you is your present condition.

Likewise, suppose that you did not have heat for the past ten years, but finally got it this year. Will the fact that you did not have heat last year, and the year before, etc. make you unhappy while you sit comfortably and warmly now? No. All that matters is that you are warm and comfortable now. All that matters is your present condition.

The same truth applies to everything, including to the passing pleasures desired by worldly people. (It must be pointed out that none of these passing pleasures can bring true happiness, for man was created for God and can only be fulfilled in Him. But the point holds true for these matters as well.) For instance, those who glory in their present state of great fame or great wealth or great success or great beauty are not troubled by the fact that they did not possess this ten or twenty years ago. All that matters to them is that they are famous or successful or wealthy, etc. now. All that matters to man is the present condition.

Therefore, if the pains of Hell did end at some point, then at that very point the condition of the person would be free of punishment. He would suffer no pain at all. Since all that matters to man is the present condition, the end result would be that man would not be punished at all.

Thus, when it is considered deeply, it is true to say that a punishment that is not eternal is, in the end, actually no real punishment at all. For if it ends at any point, then the final condition of man (which is all that will matter to him) is one without punishment.

Objection: what about the punishments in Purgatory? They end at some point, but they are true punishments.

The answer to this is that the Purgatorial punishments can end in no punishment (but happiness) because they are actually equivalent to loving discipline meant for our greater good. They are purifying punishments meant for God’s friends. They are meant to make a person worthy of a greater happiness and reward, not to make him experience a real and lasting condition of unhappiness. Thus, they are not punishments of the same category as vindictive punishments which God inflicts on those who die in mortal sin.

But those who die in a state of mortal offense against God’s dignity must be punished in a real and vindictive way. The punishment inflicted on those who die in mortal sin is meant to pour out God’s wrath on His enemies. It’s meant to inflict a true and lasting condition of unhappiness on those who have mortally offended His dignity.

Deuteronomy 32:35- “Revenge is mine, and I will repay them in due time, that their foot may slide: the day of destruction is at hand, and the time makes haste to come.”

Such a punishment can only be real if the end result equals punishment, not a state of no punishment. The only way that the vindictive punishment can have an end result which equals punishment, rather than no punishment, is by an ongoing present condition of unhappiness. That’s why Hell must be eternal.

 

Brother Peter Dimond, O.S.B.

Fratello Pietro Dimond O.S.B.

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The Bible Teaches That Few Are Saved

La Bibbia insegna che in pochi sono salvati

 

Catholics must also understand that few are saved. 

Our Lord Jesus Christ revealed that the road to Heaven is straight and narrow and few find it, while the road to Hell is wide and taken by most (Mt. 7:13).

Matthew 7:13- “Enter ye in at the narrow gate: for wide is the gate, and broad is the way that leadeth to destruction, and many there are who go in thereat.  How narrow is the gate, and strait is the way that leadeth to life, and few there are that find it!

Luke 13:24- “Strive to enter by the narrow gate; for many, I say to you, shall seek to enter, and shall not be able.”

Scripture also teaches that almost the entire world lies in darkness, so much so that Satan is even called the “prince” (John 12:31) and “god” (2 Cor. 4:3) of this world.

1 John 5:19- “We know that we are of God, and the whole world is seated in wickedness.”

It’s the sad fact of history that most people in the world are of bad will and don’t want the truth.  That’s why almost the whole world lies in darkness and on the road to perdition.  This has been the case since the beginning.  It was the case when only eight souls (Noe and his family) escaped God’s wrath in the deluge that covered the entire earth, and when the Israelites rejected God’s law and fell into idolatry over and over again.

The truth is that for those who truly believe in God, accept His full truth (the Catholic Faith), don’t compromise it and want to do the right thing, it’s not hard to reach Heaven.  As Christ said, “My yoke is sweet and My burden light” (Mt. 11:30).  The reason that so few make it is not because it’s that hard, but because they refuse to believe the simple and easy things He has revealed, and do the simple and easy things He has commanded.  Those who do what God wants and believe what He says realize that they are much happier than they were before.

But the sad truth is that almost all people are of bad will.  This is why the saints and Doctors of the Church have consistently taught only a very small percentage of people are saved.  In fact, the saints and Doctors of the Church, even during the ages of faith, taught that most adult Catholics are lost.

Saint Leonard of Port Maurice [A.D. 1676-1751], on the fewness of the saved: “After consulting all the theologians and making a diligent study of the matter, he [Suarez] wrote, ‘The most common sentiment which is held is that, among Christians [Catholics], there are more damned souls than predestined souls.’  Add the authority of the Greek and Latin Fathers to that of the theologians, and you will find that almost all of them say the same thing. This is the sentiment of Saint Theodore, Saint Basil, Saint Ephrem, Saint John Chrysostom. What is more, according to Baronius it was a common opinion among the Greek Fathers that this truth was expressly revealed to Saint Simeon Stylites and that after this revelation, it was to secure his salvation that he decided to live standing on top of a pillar for forty years, exposed to the weather, a model of penance and holiness for everyone.  Now let us consult the Latin Fathers. You will hear Saint Gregory saying clearly, “Many attain to faith, but few to the heavenly kingdom.” Saint Anselm declares, “There are few who are saved.” Saint Augustine states even more clearly, “Therefore, few are saved in comparison to those who are damned.”  The most terrifying, however, is Saint Jerome. At the end of his life, in the presence of his disciples, he spoke these dreadful words: “Out of one hundred thousand people whose lives have always been bad, you will find barely one who is worthy of indulgence.”

When Saint Leonard of Port Maurice uses the term “Christian,” he means Catholics, not heretics.  Saint Leonard is repeating the consistent teaching of the Fathers and Doctors: most adult Catholics (not even including the non-Catholic world) are lost.  If this was the sentiment about the salvation of Catholics in the ages of faith, what would they say today?  If you have trouble accepting the truths presented on this website because “it’s just too hard to believe that this many people could be wrong or deceived,” consider the teaching of Our Lord and the saints above.  Consider how much more true the teaching on the fewness of the saved is today:

Lucia found Jacinta sitting alone, still and very pensive, gazing at nothing.  ‘What are you thinking of, Jacinta?’  ‘Of the war that is going to come.  So many people are going to die.  And almost all of them are going to Hell.’” (Our Lady of Fatima, p. 94; p. 92 in some versions)

Jacinta of Fatima, who had visions of future events, said that of those who would die in World War II almost all of them would go to Hell.

Saint Anselm: “If thou wouldst be certain of being in the number of the elect, strive to be one of the few, not of the many.  And if thou wouldst be quite sure of thy salvation, strive to be among the fewest of the few… Do not follow the great majority of mankind, but follow those who enter upon the narrow way, who renounce the world, who give themselves to prayer, and who never relax their efforts by day or by night, that they may attain everlasting blessedness.” (Fr. Martin Von Cochem, The Four Last Things, p. 221.)

 

Alcuni potrebbero non realizzare o credere nel fatto per cui la Sacra Bibbia insegna che in pochi sono salvati. 1 Pietro 4:18 detta:

“… il giusto appena sarà salvato… “.

In Matteo 7, versi 13 e 14, Gesù Cristo proclama la realtà per la quale la strada verso l’Inferno è larga, per cui quella verso il Cielo è stretta e per cui “pochi son quei, che la trovano”.

Luca 13:23-24: “E taluno gli disse: Signore, son eglino pochi quei, che si salvano? Ma egli disse loro: Sforzatevi di entrare per la porta stretta: imperocché vi dico, che molti cercheranno di entrare, e non potranno.”

Questi passaggi Biblici, purtroppo, indicano che solamente una piccola parte dell’umanità non trascorrerà l’eternità nel fuoco eterno.

Papa Gregorio III, 739 DC: “… è scritto che piccola è la porta e stretta la via menante alla vita.”

Nell’anno 600 DC Papa San Gregorio Magno si pronunciò circa la pochezza dei salvati.

Papa San Gregorio Magno, 600 DC: “Più abbondano i malefici, sì ancor di più dobbiam noi soffrire con loro in pazienza; poiché nell’aia poco è il grano recato nel fienile, ma alte sono le file di glume arse col fuoco.”

Circa la vaticinata guerra mondiale seconda leggesi che Giacinta Marto pastorella di Fatima, Portogallo, pronunciò quanto segue.

Guglielmo Tommaso Walsh, Madonna di Fatima [Our Lady of Fatima], pagina 94: “Lucia trovò Giacinta seduta in solitudine, immobile e molto pensierosa, fissante il nulla. ‘A che cosa stai pensando, Giacinta?’ Giacinta rispose: ‘Alla guerra che verrà. Moriranno così tante persone e la maggior parte di esse andrà all’Inferno.’.”

In Matteo 7, verso 21, Gesù Cristo annuncia la verità per la quale coloro operanti la Volontà del Padre Suo saranno salvati. Gesù Cristo dipoi aggiunse che durante il Giorno del giudizio in molti Gli comunicheranno di avere profetizzato, di avere discacciato diavoli e di avere operato miracoli nel nome Suo, con Lui però rispondenteli:

“Non vi ho mai conosciuti: ritiratevi da me tutti voi, che commettete l’iniquità.”.

In Luca 10:19-20 Gesù Cristo rivela ai Suoi Apostoli:

“Ecco che io vi ho dato podestà di calcare i serpenti, e gli scorpioni, e di superare tutta la forza del nemico: né cosa alcuna a voi nuocerà. Contuttociò non vogliate rallegrarvi, perché sieno a voi soggetti gli spiriti: ma rallegratevi, perché i vostri nomi scritti sono nel cielo.”.

Gesù Cristo sottolineò agli Apostoli la verità per la quale la possessione di poteri speciali non è motivo di gioia. Piuttosto, essi avrebbero dovuto gioire del fatto per cui avrebbero trascorso l’eternità in Cielo, non andando all’Inferno.

Giacché tutto passa, quale valore vi sarebbe effettivamente nel possedere poteri speciali o nell’operare grandi miracoli nel nome di Gesù Cristo se una volta morti si finisse per sempre all’Inferno? Esso non importerebbe affatto, poiché quel tempo sarebbe passato ed andato e l’eternamente presente condizione della persona sarebbe dolorosa, miserabile e senza speranza.

Se ci si trovasse in istato di grazia, detenendo la Fede Cattolica, evangelizzando e possedendo una vera devozione alla Beata Vergine Maria, si potrebbe essere fiduciosi di trovarsi sulla strada della salvezza.

Tuttavia, esclusa una speciale rivelazione Divina, siccome dettato dal Concilio di Trento, non si conosce con certezza assoluta che si finisca in Cielo. Pertanto, occorre guadagnarsi la propria salvazione con paura e tremore, siccome dettato da Filippesi 2:12.

In Matteo 24:13, la Sacra Bibbia rivela ancora che “chi persevererà sino al fine, questi sarà salvo.”

 

Scarsità degli eletti

 

Occorre che i Cattolici comprendano la realtà per la quale pochi sono salvati.

Nostro Signore Gesù Cristo rivelò la verità donde la strada per il Cielo è stretta ed angusta ed in pochi la trovano, mentre la strada per l’Inferno è larga e percorsa da molti, Matteo 7:13.

Matteo 7:13-14: “Entrate per la porta stretta, perciocché larga è la porta, e spaziosa la via, che mena alla perdizione; e molti son coloro che entran per essa. Quanto è stretta la porta, ed angusta la via che mena alla vita! e pochi son coloro che la trovano.”

Luca 13:24: “Ed egli disse loro: Sforzatevi d’entrar per la porta stretta, perciocché io vi dico che molti cercheranno d’entrare, e non potranno.”

La Sacra Scrittura insegna anche l’effettività per la quale il mondo pressoché intero giace nelle tenebre, talmente tanto che Satana è finanche appellato il principe, Giovanni 12:31, ed il dio, 2 Corinzi 4:3, del presente mondo.

1 Giovanni 5:19: “Noi sappiamo che siam da Dio e che tutto il mondo giace nel maligno.”

È un triste fatto della storia quello donde la più parte delle persone del mondo è di volontà malvagia e non desidera la verità. È per ciò che l’intero mondo giace nell’oscurità e sulla strada della perdizione. Ciò è accaduto sin dal principio. Ciò accadde allorquando solamente 8 anime, Noè e la sua famiglia, sfuggirono all’ira Divina durante il Diluvio Universale avente ricoperto l’intera Terra ed anche allorché gli Israeliti rigettavano la Legge Divina cadendo ripetutamente nell’idolatria.

La verità è che per coloro veramente amanti Dio, coloro veramente accettanti la Sua piena verità, la Fede Cattolica, coloro veramente non essa compromettenti e desideranti operare la cosa giusta non è difficile raggiungere il Cielo. Come annunciò il Cristo, il giogo è dolce ed il carico è leggero, Matteo 11:30. La ragione per cui davvero pochi in ciò riescono non è perciocché sia così difficile, bensì perciocché essi rifiutanosi di credere nelle semplici e facili cose da Lui rivelate e di operare le semplici e facili cose da Lui comandate. Coloro desideranti operare ciò che Iddio desidera e credenti in ciò che Egli comunica realizzano di essere molto più felici di quanto lo siano avanti stati.

Ad ogni modo, la triste verità è che la maggior parte della gente è di malvagia volontà. È per ciò che i dottori della Chiesa Cattolica hanno insegnato costantemente l’effettività donde solamente una piccola percenutale di gente è salvata. Anzi, i santi ed i dottori della Chiesa Cattolica, persino durante le epoche di Fede Cattolica, insegnarono la giustizia per cui la più parte dei Cattolici adulti è perduta.

San Leonardo di Porto Maurizio, Italia, Circa la scarsità degli eletti, 1676-1751: “Dopo avere consultato tutti i teologi ed avere operato un diligente studio circa la questione egli [Suarez] scrisse: ‘Il sentimento più comune detenuto è che, fra i Cristiani [Cattolici], vi sono più anime dannate che predestinate.’. Aggiungasi l’autorità dei padri Greci e Latini a quella dei teologi e si ottenga che quasi tutti fra essi affermano la medesima cosa. Questo è il sentimento di San Teodoro, di San Basilio, di Sant’Efrem e di San Giovanni Crisostomo. Ciò che è di più è che, secondo Baronio, era opinione comune fra i padri Greci che questa verità fosse stata espressamente rivelata a San Simeone Stilita e che dopo questa rivelazione fu onde assicurarsi la salvezza che egli decise di vivere su di una colonna per 40 anni, esposto al clima: un modello di penitenza e di santità per tutti. Che si consultino ora i padri Latini. Si udirà San Gregorio pronunciare chiaramente: ‘Molti raggiungono la Fede, ma pochi il Regno Celeste.’. Sant’Anselmo dichiara: ‘Ve ne sono pochi che sono salvati.’. Il più terrificante, tuttavia, è San Girolamo. Verso la fine della vita sua, in presenza dei suoi discepoli, egli pronuncia queste terribili parole: ‘Su centomila persone le cui vite sono sempre state crudeli ne troverete a stento una degna dell’indulgenza.’.”

Allorquando San Leonardo di Porto Maurizio, Italia, utilizzava il termine Cristiano egli intendeva Cattolico, non eretico. San Leonardo ripeté l’insegnamento costante dei padri e dei dottori Ecclesiastici: la più parte dei Cattolici adulti, includendo nemmeno il mondo acattolico, è perduta. Attesoché tale fu il sentimento circa la salvezza dei Cattolici durante le epoche di Fede Cattolica che cosa asserirebbero essi oggi? Ove si stentasse ad accettare le verità presentate dal presente monastero, poiché sarebbe semplicemente troppo difficile credere che così tanta gente sia in errore o sedotta, si dovrebbe considerare l’insegnamento di nostro Signore Gesù Cristo rivolto ai succitati santi. Considerisi quanto ancora più veritiero sia l’insegnamento riguardante la scarsità degli eletti oggidì.

Guglielmo Walsh, Madonna di Fatima [Our Lady of Fatima], pagina 92 o 94: “Lucia trovò Giacinta seduta da sola, immobile e molto pensierosa, fissante nel vuoto. ‘A che cosa pensi, Giacinta?’ ‘Alla guerra che verrà. Così tanta gente morirà e quasi tutta finirà all’Inferno.'”

Giacinta Marto di Fatima, Portogallo, la quale ebbe visioni di eventi futuri, annunciò che di coloro i quali sarebbero morti durante la seconda guerra mondiale quasi tutti sarebbero finiti all’Inferno.

Sant’Anselmo: “Se tu fossi certo di essere nel numero degli eletti ti sforzeresti ad essere uno dei pochi, non dei molti. Se tu fossi assai sicuro della tua salvezza ti sforzeresti ad essere fra i pochissimi dei pochi… Non seguire la grande maggioranza del genere umano, bensì segui coloro entranti per la strada stretta, rinuncianti al mondo, rendentisi all’orazione, giammai rilassanti i loro sforzi di giorno e di notte, onde raggiungere l’eterna beatitudine.”

 

Brother Michael Dimond, O.S.B.

Fratello Michele Dimond, O.S.B.

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