Perché crediamo in Dio

Prayer

Intro

Tra gli atei complessati, vale a dire tutti gli atei, corrono voci atte a ridicolizzare la spinta alla Fede, secondo le quali i credenti sarebbero tali in quanto sarebbero meramente dei deboli umani.

Questi atei spesso fingono di mettersi allo stesso livello nostro, ma ovviamente è sottointeso che essi guarderebbero in faccia la realtà a differenza nostra, in quanto più forti o più onesti per natura.

In questa nota cercherò di spiegare le ragioni più basilari che conducono le persone alla Fede rispondendo alle falsità dei miscredenti…

1. “Si incomincia a credere per paura dell’Inferno”.

Ma per paura di quale inferno, qualora ancora non si credesse?

2. “Si pratica per paura dell’Inferno, non perché si apprezzi Dio o perché si disprezzi il male”.

Ma se non apprezzassimo Dio e avessimo invece l’intenzione repressa di non praticare, perché mai avremmo paura di restarGli lontani e di andare a stare insieme agli altri che si sono rifiutati fino alla fine di fare la volontà Sua?

Per di più nella Bibbia sta scritto che non saremo salvati per le sole opere, e chi crede nella religione cattolica ritiene Dio onnisciente e pertanto non raggirabile con delle opere ispirate dall’ipocrisia.
Perciò un credente che non volesse bene a Dio e al suo disegno riterrebbe  inutile comportarsi rettamente.

3. “La disperazione porta a leggere i vangeli”.

Pray

La salvezza non è facile da ottenere e richiede sforzi, e la Religione Cattolica non può essere compresa a pieno da chi sta cercando di rifugiarsi in qualche illusione, dal momento che essa corrisponde alla verità.

Pertanto non è idonea a consolare illusoriamente i disperati. Per tale scopo sono invece idonee le religioni filosistema come la New Age, e come l’ateismo relativista.

4. “Credi perché ti va tutto bene”.

Se l’ordine ci dà l’evidenza di un creatore, dove sta l’errore?

Quando vediamo un quadro di nostro gradimento proviamo empatia e stima per l’autore.

L’esistenza dell’autore è forse un’illusione senza la quale vivremmo meglio?

Il fatto che delle brutte esperienze possano far perdere la fede ad alcune persone non è una smentita.
Mai sentito nessuno dire che l’amore non esistesse (peccando gravemente), qualora appena lasciato dal partner?

Ciò che conta è quanto risulta logico in stato di lucidità, ovvero che per ogni creazione v’è un creatore.

Ora, elencherò le vere spinte alla fede in Dio:

1. TRUE “In effetti tutto torna”.

Tutto torna

Una delle cose che spinge a credere è proprio la correttezza della Religione Cattolica, come tale sia la prospettiva dove tutta la realtà “sembra” finalmente avere senso, quando ivi si guarda.

Si veda, per cominciare, “Sorprendente evidenza per Dio“.

2. TRUE “È tutto così bello!”.

La bellezza della pura verità è inarrivabile alle costruzioni illusorie, e può far breccia anche nei cuori confusi.

Day

Non è per mancanza d’onestà, bensì è lodevole tralasciare temporaneamente alcuni dubbi insinuati nella propria psiche onde seguire preventivamente il bene; perché chi sottomette tutto alla vera bellezza ricerca in realtà l’essenza della verità stessa.

E nell’ateismo, perché (purtroppo) si crede?

L’ateismo è una credenza, non è mera ignoranza, quindi poiché ivi è contrastata volontariamente tutta l’evidenza della vita che precede quest’universo, tale dev’essere sostenuto per odio del Creatore.

Gli agnostici, sostenendo l’inarrivabilità della verità (smentita in “Relativismo e agnosticismo – l’ipocrisia fatta a ideologie”), negano l’esistenza di Dio; perché Dio, il dio del Cattolicesimo, il dio vero, è Colui che si può conoscere e attraverso il quale si può conoscere tutto con il semplice uso della ragione donata a tutti i Suoi figli.

Gli agnostici rientrano nella categoria degli atei e in una sotto-categoria, gli appartenenti alla quale si ritengono ancor più “emancipati” d’intelletto (“emancipati” dalle conclusioni logiche).

Outro

Ebbene sì, quelli che scappano dalla verità in cerca di consolazioni, o nei migliori casi quelli superficiali e ignoranti, sono quindi i miscredenti.

–Galant.

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