Relativismo e agnosticismo – l’ipocrisia fatta a ideologie

Non bisogna parlare 450x4501 “Tutte le opinioni sono equivalenti”.

Ogni affermazione è la negazione di quella dal significato contrario, e viceversa.
Se l’opinione secondo cui tutte le opinioni sarebbero equivalenti fosse corretta, e l’opinione contraria fosse quindi errata, paradossalmente, quest’ultima non sarebbe equivalente alla prima.

Chi proferisce ciò ritiene quindi che la sua opinione sia valida a differenza di quella contraria, solo che a differenza di chi critica, non lo ammette.

2 “Non bisogna imporre agli altri il proprio pensiero”.

Chi dice ciò in genere, cerca di fare la stessa cosa convincendone i suoi ascoltatori, e cambiando così il loro modo di comportarsi.

A dire il vero ogni azione che compiamo costituisce un’imposizione e un impedimento.
Attraverso ogni nostra scelta facciamo sì che avvenga una certa cosa e che non avvenga quella opposta.
Esprimendo una nostra idea attraverso una frase, ad esempio, imponiamo che in tal momento e tal luogo venga conosciuta tale idea, e interferiamo con l’espressione di idee differenti. Imponiamo che i circostanti abbiano l’occasione di conoscere tale idea e diano essa credibilità, screditando l’idea opposta.

Un comportamento più coerente da parte di chi sostiene che non bisogni imporre agli altri il proprio pensiero, sarebbe un comportamento totalmente passivo, da vegetale.
Ma viene da chiedere perché adottare tale comportamento. In ogni caso non vi sarebbe totale coerenza, perché resterebbe l’autoimposizione di tale pensiero e perché si favorirebbe un mondo dove la gente continua a imporsi pensieri a vicenda, che però non si dovrebbe cambiare secondo le implicazioni della teoria libertista.

3 “Tutto è relativo”.

Perché qualcosa sia relativo a qualcos’altro vi dev’essere un elemento assoluto, altrimenti “l’ultimo” (come la relazione stessa) a cosa sarà relativo?
La cosa che cambia da soggetto a soggetto è la visione della realtà, non la realtà stessa. Se vi sono interpretazioni divergenti della realtà, semplicemente tutte meno una sono sbagliate.
Abbiamo visto poc’anzi perché non vi è ragione di credere che siano equivalenti.

L’ultima affermazione virgolettata si auto-intorta anche perché si classifica come relativa a qualcosa di relativo a sua volta e niente di più, pertanto infondata, come il tutto che accusa di infondatezza, auto-privandosi di valore.

4 “Non esistono fatti, ma solo interpretazioni”.

Il relativista Friedrich Wilhelm Nietzsche, noto per aver affermato che Dio fosse morto -non era ancora arrivato alla parte in cui risorge- il quale ci ha lasciato frasi come “Solo uomini troppo ingenui possono credere che si possa trasformare la natura umana in natura puramente logica.” (perché?) sembra aver proferito anche il noto aforisma secondo il quale non esisterebbero fatti, ma solo interpretazioni.

Rispondo:
Questo sarebbe un fatto? No, lo ha detto lo stesso Nietzsche che sarebbe solo un’interpretazione, e infatti è un’interpretazione errata, in quanto ivi è negata la possibilità che la stessa sia corretta.
Essa non potrebbe essere corretta, altrimenti paradossalmente sarebbe scorretta in quanto non sarebbe scorretta com’è sottinteso che sia. Quindi tale aforisma si autoannulla.

Perché dire che un’opinione/visione sia solo un’interpretazione e non rispecchi un fatto assolutamente vero implichi che essa sia scorretta è spiegato nel punto 3.

5 “Alcune cose vanno al di là dell’intelletto”/“L’intelletto è fallibile”.

L’intelletto umano può sbagliare per ignoranza, per mancanza di lucidità o per mancanza di onestà ed è vincolato allo spazio-tempo dove ha avuto origine.

Tuttavia ciò non significa che esso non sia compatibile con la stessa logica di Dio. La stessa logica che non può essere illogica per definizione e alla quale coincide tutto ciò che è reale, dal momento che lo stesso concetto di reale è logico.

L’ipocrisia è nell’affermare che l’intelletto umano non sia attendibile, ovvero non possa mai trovare la certezza di conoscere la verità, sostenendo di aver compreso ciò mediante lo stesso intelletto.

Non può nemmeno esistere qualcosa fuori dalla logica, perché è in essa che troviamo il concetto stesso di esistenza e tutto ciò che è reale è razionale e viceversa, ovvero tutto ciò che esiste è logico e viceversa.
Pertanto qualcosa fuori dalla logica e quindi dall’esistenza, semplicemente non esiste.

6 “Nessuno può giudicare le mie scelte o i miei pensieri, perché nessuno ha mai provato le mie emozioni o i miei dolori”.

Se non si potesse giudicare l’operato altrui perché mosso da cose che non potremmo conoscere perché racchiuse esclusivamente nella psiche altrui, paradossalmente, non si potrebbe giudicare inopportuna la scelta di giudicare le scelte e i pensieri altrui, perché non si potrebbe sapere se il giudicante abbia le competenze per poter trarre le sue conclusioni, non conoscendo in cosa egli sia incorso nella sua vita.

7 “Ognuno ha una propria logica”.

Più parti compatibili di una stessa logica possono coesistere, ma più logiche differenti non sono possibili.
Alla logica corrisponde la base del pensiero che funziona, che contiene l’ordine. Ciò che ha qualità differenti da queste non è logico.

«Ma potrebbe trattarsi solamente di un punto di vista? Magari secondo qualcun altro la logica è il suo metodo di pensiero, mentre il mio è illogico»
Se la logica fosse subordinata al punto di vista, il punto di vista sarebbe soggettivamente attendibile in base a quale dato logico? Un dato a sua volta subordinato ad un punto di vista? Tale è una teoria che contraddicendo l’esistenza di un principio universale assoluto e relativizzandosi quindi a qualcosa a sua volta relativo al nulla, si autoinvalida e si autoannulla.

8 “Ognuno ha una propria verità”.

Chi sostiene che la verità sia soggettiva e siano quindi vere al contempo tutte le interpretazioni divergenti, si contraddice implicando la negazione del fatto che non sia così per qualsiasi punto di vista, negando quindi la validità di alcuni ipotetici punti di vista (quelli più corretti).

Egli sfrutta il buonismo, come abbiamo appena visto a vantaggio solamente degli altri ipocriti, attribuendo il concetto distorto di ciò che chiama “verità” a tutti i simili smidollati che ammirano chi non prende posizioni con cognizione di causa, contraddicendo la vera definizione della verità, la quale (quest’ultima) non è subordinata ad alcun punto di vista ed è assoluta a prescindere.

Proprio come chi elogia le cosiddette coppie aperte in quanto più complete, ignorando che tali non siano vere coppie, chi sfrutta il buonismo ideologico rinnega l’esistenza della verità, cancellandone la definizione dal proprio dizionario e fingendo ipocritamente di parlarne utilizzando invece il termine “verità” a intendere un nuovo significato privo di fondamento.
Così facendo egli implica che la sua stessa teoria sia “vera” secondo l’omonimo di “verità”, traducibile in: “adatta ai propri comodi”, ma che non sia affatto vera secondo il significato originale.

Tuttavia, se la sua teoria non è vera secondo il significato originale, ciò significa che hai torto.

9 “Ognuno ha il proprio bene”.

Il bene è ciò che piace alla mente ordinata secondo la logica. Di logica ve ne può essere solo una, perché una pseudo-logica divergente da quella a disposizione dell’intelletto sarebbe irreale in quanto irrazionale, non potrebbe esistere dato che l’esistenza si trova nella stessa logica che nega ciò che non si trova in essa. Da ciò deriva che la mente possa essere ordinata solo in un modo, pertanto il bene è solo uno.

Chi relativizza la propria concezione del bene in realtà dimostra di conoscere solo la convenienza personale e non la giustizia e il vero bene, e di essere quindi egoista nel cercare di giustificare (atto che richiedendo la concezione di una giustizia a prescindere, dimostra l’incoerenza del soggetto) ogni proprio desiderio; certamente non altruista ove tollera i desideri di chiunque, se non vi è nemmeno presupposto per ritenere che la soddisfazione di essi sia realmente favorevole all’altro, né che chiunque deva essere favorito, nella teoria secondo cui il bene e il male non sarebbero assoluti/non esisterebbero.

Dopotutto dire bene del male è una maniera efficace di raccogliere consensi in un mondo di squallidi vermi.

10 “Bene e male sono schemi mentali”/“in fondo al bene si trova il male e viceversa”.

Dalla nota “Bene vs male”:

“L’idea secondo cui sarebbero solo un’illusione della cosiddetta mente (umana) duale, è un’idea infondata.
Tale idea proviene pergiunta, ipocritamente, da una mente duale, che nega la realtà effettiva del bene e del male, dicendo bene del fatto che si tratti di un illusione, e dicendo male del fatto che siano reali.

Ovviamente al Maligno preme diffondere idee distorte e far dimenticare che vi siano cose giuste e cose sbagliate, agli esseri umani.
Nella maggioranza deli individui i suoi trucchetti funzionano, perché individui egoisti, privi di valori, trovano nel relativismo una presunta giustificazione a ogni loro desiderio, e la tentazione di sentirsi evoluti, più consapevoli, emancipati dalla dualità che attribuiscono ai comuni mortali ignoranti.”.

“Il bene è ciò che è ordinato, ciò che funziona, mentre il male non è altro che il rovesciamento del primo.
Secondo alcuni, bene e male sono facce della stessa medaglia, e secondo altri in fondo ad ognuno di essi, si può trovare l’opposto.
In realtà, se essi si rispecchiano in concetti puri, differenti, contrari, non possono essere facce di una stessa medaglia.
Per lo stesso motivo non si può trovare l’opposto al fondo di uno.
Chi afferma che in fondo al bene ci sia del male e viceversa si intorta radicalmente, perché dire che in fondo al bene ci sia del male e viceversa implica affermare che nel male che si suppone esser presente nel bene, ci sia ancora dell’altro bene e così via, ovvero definire un oggetto come qualcosa che contiene A + l’oggetto stesso, il che comporta una matriosca paradossale infinita.

Ma può per me il bene essere uno, e il male l’altro, mentre per te il contrario?
Be’, può per me la banana essere una, e l’arancia l’altra, mentre per te il contrario; tuttavia una resta gialla e lunga, mentre l’altra arancione e sferica.
Puoi cambiare i nomi al bene e al male, ma uno resta quello ordinato, che funziona, e l’altro la mancanza del primo.”.

11 “Sei presuntuoso se dici di conoscere la verità assoluta”.

Ivi è sottinteso che nessuno potrebbe mai arrivare a conoscere la verità assoluta, in quanto chiunque sarebbe un umano fallibile.

Abbiamo visto nel punto 4 perché la fallibilità dell’intelletto umano non comprometta la possibilità di raggiungere la verità, e perché ciò sarebbe invece assurdo.

Abbiamo anche visto come chiunque esprima una propria idea dichiarando che essa abbia almeno una validità relativa, sottintenda in realtà di conoscere la verità assoluta, dal momento che ogni dato relativo si basa sull’assoluto: «ciò che dico è assolutamente relativamente vero» se non «ciò che dico è assolutamente vero».
Chi afferma che nessuno possa conoscere la verità assoluta si contraddice nello stesso momento in cui parla ritenendo di aver ragione (qualsiasi presunta sottospecie di ragione). In realtà, egli vuole escludere solamente la possibilità altrui di conoscere la verità.

L’accusa di “presunzione” che viene puntualmente rivolta a chi parla a nome della propria ragione, e non della setta relativista globale, non è basata sul ritenere che l’avversario abbia tratto conclusioni senza avere dati o cognizione sufficienti.
Viene infatti rivolta dai veri presuntuosi, che presumono, appunto senza fondamento (impossibile da avere secondo la loro teoria), di sapere tutto ciò che qualsiasi essere umano potrà mai sapere. I veri presuntuosi presumono che dal momento che essi hanno dei limiti psichici, chiunque deva avere almeno i loro stessi limiti.

Cosa viene dunque inteso per “presunzione” nell’accusa virgolettata al punto 11? In realtà viene inteso “cognizione di causa”. È ciò che è ritenuto un peccato imperdonabile dalla massa informe dei tiepidi relativisti; perché se tutti parlassimo con cognizione di causa e abbandonassimo il relativismo, che fine farebbero le falsità del nemico?

12 “La verità sta nel mezzo”.

Chi afferma che la verità si trovi nel mezzo tra la propria opinione/visione corrente e quella altrui compie un maldestro tentativo di patteggiamento.

Se realmente la verità si trovasse nel mezzo tra le 2 opinioni, una delle quali tuttavia include che la verità si trovi nel mezzo, questa dovrebbe in realtà trovarsi a 3/4. Al contempo ciò darebbe credito all’opinione includente che si trovi nel mezzo, e dovrebbe quindi trovarsi ancor più vicina a tale opinione, costituendo paradossi infiniti.

Affermare ciò consiste anche nell’affermare di credere che la verità sia differente dalla propria opinione secondo la propria stessa opinione, ovvero che la propria opinione sia differente dalla propria opinione.

Chi compie questo tentativo di patteggiamento si arroga le qualità di osservatore esterno ed imparziale, superiore alle parti ed al dibattito stesso, mentre al contempo invalida la sua stessa parte dalla quale ciò viene affermato, nel tentativo di non sembrare arrogante, bensì incredibilmente umile. Così umile da riconoscere il proprio parziale torto, tuttavia, stranamente, anziché cambiando idea, innalzando un castello di carte e negando la ragione altrui.

Se due soggetti si trovassero d’accordo nell’affermare che la verità si trovi nel mezzo tra le loro opinioni/visioni, essi cadrebbero semplicemente nella stessa follia, ritenendo che la verità non si trovi né nella visione di uno, né in quella dell’altro, ma che ciò al contempo sia vero, e che quindi la verità si trovi nelle visioni di entrambi.

13 “Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare, costui è un imbecille!”.

Ho cercato su internet questa frase per scoprire se fosse veramente opera di Confucio, come riportava un link di facebook. L’ho trovata in un sito di aforismi sopra a commenti come “È del tutto scontato…”, “Brutta bestia la presunzione!!!!!!!!!!!!!!!”, “Confucio… inconfutabile!”, “Certi individui nel mio dialetto li chiamiamo “capiscioni”…”, “questo è poco ma sicuro… verità indiscutibilmente vera”, “Lapidaria verità”, “Perfetta, calibratissima, una parola in più o in meno non avrebbero reso il concetto in tutta la sua meravigliosa limpidezza.”, “terribile verita’!”, tanti dei quali includenti faccine gioiose e applaudenti ripetute fino a 9 volte consecutive.
Anche Wikipedia indica Confucio come autore di tale aforisma, il quale odora infatti della tipica ipocrisia delle mis-sofie orientali che servono ai loro maestri per avere successo, dato che essi non possiedono l’arma della verità e non possono quindi fare della vera filosofia.

È curioso notare ancora una volta la totale mancanza di fondamento di quanto Confucio va affermando, accompagnata però dall’apparente convinzione dell’oratore (il vero imbecille presuntuoso).

Perché nessuno potrebbe mai scoprire tutta la verità, o essere onnipotente?
È molto più ragionevole invece ritenere che Dio sappia tutto e sia onnipotente.
Ammettendolo però, dovrebbesi spodestare dal trono Confucio e i suoi sostenitori.

Sulla base del nulla Confucio presume che nessun altro possa mai raggiungere l’apice della conoscenza…ma perché ho detto “nessun altro” e non semplicemente “nessuno”? Be’, perché in effetti, l’ipocrita, per sentirsi all’altezza di definire i limiti di chiunque possa mai esistere e l’inconoscibilità del tutto, deve sentirsi almeno inconsciamente in grado di conoscere chiunque possa mai esistere ed il tutto di cui parla.

“Infatti, l’autoironia, l’umiltà e la consapevolezza che non sappiamo tutto aiuta ad imparare sempre di più e ad apprendere, in questo mondo di tuttologi, ignoranti, pieni di sè e convinti di sapere tutto, sempre pronti a bacchettare gli altri.”.
“é una naturale prerogativa dell’imbecillità il credere o solo pensare di sapere tutto.. insieme alla cecità dell’indifferenza e alla pietrificazione dell’avere con l’egoismo.”.
“Niente di più vero! Purtroppo di questi “imbecilli” se ne trovano fin troppi… :/”.

Eppure risulta che l’ignorante finto tuttologo egocentrico pronto a bacchettare gli altri, che pensa di sapere tutto, è proprio Confucio, insieme a voi.

“D’accordissimo!
però più che orientale mi sembra ultra occidentale”.

Questo perché l’occidente si è fatto corrompere da spiriti menzogneri che hanno diffuso lo stesso male che affligge l’oriente e si manifesta nelle dottrine perverse che ormai vengono proferite in tutto il mondo.

14 “Magari in un universo parallelo è in un altro modo”.

Non possono esistere universi paralleli, perché in quanto paralleli sarebbero a loro volta parti dello stesso “verso”.

Una cosa non può essere differente da essa stessa, poiché esserle differente, appunto, la differirebbe da essa stessa e sarebbe quindi un’altra.
Perciò una cosa trovata in questo universo, non potrebbe essere la stessa trovata in un altro.

In ogni caso abbiamo visto come la logica nell’altro universo dovrebbe essere uguale a quella nel nostro, e se 1+1 facesse ancora 2, le stesse circostanze porterebbero agli stessi sviluppi, non potendosi quindi differenziare dal nostro alcun altro universo realmente esistente, dacché consegue che vi sia sol che un universo.

15 “Io ti ho dato ragione su qualcosa, ma tu mi dai contro su tutto! :(”.

A. “1” è il contrario di “-1” tanto quanto “-1” è il contrario di “1”.

Ma io ti do ragione su “X” e su “Y”, mentre tu mi dai contro su “J”, “K” ed “L”!
Vero, e se ignori maliziosamente l’altra metà sembra che tu cerchi di assecondarmi il più possibile allorquando io ti contraddico su tutto. Se è vero però che tu mi dai ragione su “X” e su “Y”, mentre io ti do torto su “J”, “K” ed “L” (2 favore da parte tua Vs. 3 contrario da parte mia) è anche vero che tu mi dia contro su “J”, “K” ed “L” mentre io ti do ragione su “X” e su “Y” (3 contrario da parte tua Vs. 2 favore da parte mia).

In ogni caso il problema sarebbe stato l’essere caduto in un paradosso e non l’averti dato torto su qualcosa, come se ciò fosse un atto spregevole a prescindere, essendo tu incriticabile.

B. Forse però, ti riferisci a quante posizioni abbiamo cambiato per assecondare l’altro lungo il corso del dibattito.
Ebbene anche mettendo che i tuoi cambi di posizione siano veritieri, perché mai dovrei scendere a patti per avere un’opinione più simile alla tua, invece che alla Verità?
Negare la verità non costituirebbe nemmeno un favore nei tuoi confronti, voglio dire: da quando ingannare l’altro e tradire le proprie credenze per paura di essere sincero potrebbe considerarsi una buona azione?

Ovviamente il presuntuoso sarei io. Perché solo un presuntuoso potrebbe avere idee differenti dalle tue se non nella misura che tu hai determinato accettabile, checché sia ciò in cui credo e comunque sia in grado di difenderlo, giusto?

Che belle personcine siete

Per farsi compatire, chi diffonde questi concetti perversi, sfrutta il comune disprezzo verso lo spauracchio dei fantomatici sapientoni arroganti, ma in realtà è proprio costui il sapientone arrogante di turno in totale malafede e odio della verità, che odia tanto quest’ultima da voler convincere tutti della sua inarrivabilità e della sua inesistenza (se non in senso relativo = per finta).

Trovo al quanto privo di stile chi va diffondendo il relativismo anche per i seguenti motivi:
– Segue la moda per ottenere facili consensi.
– Sfrutta un’ideologia ove si tenta di scaratterizzare ogni cosa.
– Sottintende una squallida e deprimente giustificazione ed esaltazione della visione mediocre e disperata della creazione.

Ridiamo

 

Inception meme - Agnostico
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=562623100458534

Outro

Abbiamo visto come le idee propagandate dal mondo, spacciate per profonde, veritiere, brillanti e amorevoli siano in realtà male puro.

Ricordate che se ritenete che la verità non possa essere sondata dall’intelletto umano, fate meglio a non sostenerlo anche perché se aveste ragione non potreste mai sapere quale sia la cosa giusta da fare, mentre poiché avete torto, fareste certamente male a proferire parole a sostegno della vostra posizione.

–TrinityGod’sMinister.

PARTE 2.

Conciliarismo: la maschera della divisione.

Precedente La Croce Successivo Perché crediamo in Dio

Lascia un commento

*