Relativismo e agnosticismo – Parte 2

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Intro

Abbiamo visto come il principio assoluto non sia inconoscibile o impossibile, ma anzi il presupposto per ogni relazione, quindi della relatività stessa.

Come la presunzione stia nell’affermare che la verità non sia conoscibile, dove il soggetto che afferma tale concetto, sottintendendo di conoscerlo, si ritiene sopra l’intero universo ed è intento a impedire a chi lo ode di dar valore al proprio intelletto, incitandolo a classificare quest’ultimo come non attendibile attraverso esso stesso (compiendo una valutazione suicida che, paradossalmente, se fosse valida non avrebbe valore).

Come ammettere la conoscibilità del tutto sia un atto di onestà di fondamento a qualsiasi convinzione e dichiarazione.

In questa parte approfondiremo perfino come il relativismo e l’agnosticismo (i due figli storpi della tentazione e dell’ipocrisia) oltre che sbagliati, siano insostenibili (cfr. punto 20).

16 Il sincretismo.

La sana ecletticità consiste nel formare il proprio puzzle raccogliendo dapprima tasselli di aree distanti, piuttosto che ampliandolo a partire da un solo punto.

La bellezza dell’essere eclettici sta proprio nello scoprire come elementi di contesti all’apparenza disparati siano in qualche modo compatibili e completino il quadro.

Il sincretismo però, ponendosi come ecletticità finale che dovrebbe unire tutti i puzzle (come le religioni) in uno unico ed universale, fallisce miseramente perché non tutti i tasselli sono destinati a comporre il puzzle della verità.

Chi professa la New Age (la religione sincretica elaborata dalla satanista Alice Bailey), fingendo di ricostruire l’intero puzzle, ritenuto perfetto in quanto conciliazione delle dottrine più remote, finisce per formare solo un’accozzaglia informe tratta dalle false religioni, tutte analoghe alla radice e per questo facili da unificare, escludendo per forza la religione cattolica.
Questa infatti è a prova di sincretismo, dacché nega la validità delle altre. Pertanto chiunque sostenesse di credere nel cattolicesimo e al contempo in un’altra religione (o che il cattolicesimo deva venir completato da dottrine non cattoliche) sarebbe un ipocrita.

Our Lady of Guadalupe crushing serpent of the false religions

Ciò rende peraltro il sincretismo totale impossibile, smentendo quel falso sentimento che porta a ritenere qualsiasi cosa amica del tutto nella sua natura più profonda.

17 “La tua libertà finisce dove inizia la mia”.

Ma cosa determina che ciò sia giusto? Chi stabilisce quanta libertà spetti ad ognuno? Come la calcola?

Ma soprattutto, che senso ha che siano tutelate due libertà che risiedono in confini differenti, non complementari e quindi opposte l’una all’altra?
Se la giustizia dice che dare da mangiare ai barboni sia una buona cosa, avrà senso difendere la libertà delle persone di dare da mangiare ai barboni. Ma non avrà senso tutelare la libertà di rubare da mangiare ai barboni.
Si possono ipotizzare delle eccezioni, ma questo solo perché esistono molte variabili. Una volta calcolate tutte però, la cosa giusta risulterà essere solo una, e a quel punto non avrà senso tutelare quella opposta.

La vera libertà non sta nell’avere un limitato raggio d’azione, stabilito dallo stato, dagli Illuminati, da qualsivoglia presuntuoso abitante del pianeta, per poter compiere ciò che siamo spinti a compiere, a prescindere dacché sia o non sia il meglio per noi.
La vera libertà sta nel conoscere la verità e poter compiere ciò che è meglio per tutti, dando tutta la libertà alla Vita, e zero agli inferi.

18 “Se Hitler sarà gentile con me, io sarò gentile con lui. Semplice!”.

Wikipedia attribuisce ad Eminem la seguente affermazione: “Non mi interessa se sei bianco, nero, etero, bisex, gay, lesbica, basso, alto, grasso, magro, ricco o povero. Se sei gentile con me, io sarò gentile con te. Semplice!”.

Chi può mai giudicare un’altra persona per l’orientamento sessuale o il colore della pelle che si trova ad avere? Nessuno.
Qualcuno può discriminare una persona per tale motivo, ma nessuno può giudicarla per ciò, perché mentre pensi a ciò, stai pensando a delle caratteristiche che l’individuo si trova ad evere, ma non una sua idea o un suo sentimento.

Tuttavia la morale di Eminem, non è morale come può sembrare:

La gentilezza (che Treccani intende come nobiltà d’animo) si deve avere sempre, nell’essere teneri o anche all’inverso, a seconda del caso. Non solo in cambio di altra gentilezza.
Se parliamo di favori, altrettanto bisogna dispensarli secondo giustizia, non secondo l’idea mafiosa del rispetto reciproco.

I posanti filo-lgbt aggiungono implicitamente che ci si dovrebbe rapportare senza giudicare, oltre a condannare, nemmeno giudicare nel senso di “distinguere, discernere: g. ciò che è bene e ciò che è male”.
Implicitamente, perché altrimenti si noterebbe facilmente l’intruso, ovvero il termine che fa riferimento ad un’ideologia, in mezzo a termini che indicano caratteristiche di cui non si ha responsabilità.

Qui viene il paradosso. Perché mentre Eminem dice di non giudicare nessuno per una caratteristica (di quelle che non possono esser scelte), i posanti filo-lgbt sostengono che non si deva giudicare (oltre che condannare, nemmen ritener sbagliato) un omosessualista, in quanto tale. Giudicando di fatto sbagliato un antiomosessualista, in quanto tale (tra l’altro).
Il paradosso non sta nella loro discriminazione, ma sta nel presentare quest’idea come idea contraria alla discriminazione stessa.

19 “Possiamo conoscere l’esistenza di Dio, ma non la Sua essenza”.

Se non conoscessimo minimamente la sua essenza, sapremmo che esiste, cosa?
E come potremmo sapere che tale essenza sia inconoscibile, se non sappiamo di quale stiamo parlando?

Il paradosso si estende se a dire tale frase è qualcuno che ritiene che Dio sia buono e giusto, cose che riguardano la Sua essenza.

20 Insostenibilità del relativismo e dell’agnosticismo.

L’impossibilità di proferire in favore del relativismo e dell’agnosticismo, contro all’esistenza di un principio assoluto, di un’unica verità, senza fondare la propria affermazione su un principio assoluto dato per unica verità, non dimostra solo l’ipocrisia di chi sostiene le ideologie r&a. Ma dimostra come non possa esistere un solo pensiero che sia realmente basato su di esse.

In altre parole: i relativisti e gli agnostici non esistono. Quelli che chiamiamo tali, sono coloro che attaccano la ragione, ma che non sostengono nemmeno la loro presunta tale, se non con parole vuote.

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21 Immanentismo.

L’eresia immanentista vede l’assoluto di pari passo o subordinato, allo spazio-tempo empirico.

In essa “uno più uno” non farebbe “due” a prescindere, ma in base alla circostanza.

Verità subordinata:

Ma dire che la verità dipenda da come stiano le cose a seconda della circostanza, pone ogni circostanza sotto la definizione di verità stessa all’interno della stessa circostanza in cui lo si sta affermando.

Ciò implica molteplici contraddizioni:

1 – Si starebbe ritenendo che la verità attuale sia già falsa in relazione a quella futura o a quella passata, e viceversa, mentre la si afferma.

2 – Si ritiene il fatto che ogni circostanza determini la propria verità, come una verità trascendente ad ogni circostanza.

3 – Se anche si provasse a sostenere che ogni circostanza empirica preceda la determinazione della verità, si sosterrebbe che la verità sia determinata da qualcosa di privo di verità, pertanto da qualcosa di falso.
3.a – Attribuendo qualità creativa al falso, che in quanto pura assenza di vero è in realtà il niente, dunque privo di qualità generativa (qualità generativa attribuita al niente = qualità generativa non attribuita).
3.b – Sostenendo che lo stesso processo di determinazione della verità sia privo di essa, dunque che sia falso, ovvero negando implicitamente che ciò avvenga.

Verità parallela:

Ritenere la verità come non prodotta dalla circostanza ma parallela ad essa è un’altra menzogna intrinseca, perché implica l’indipendenza della circostanza dalla verità, e dire che qualcosa possa essere reale parallelamente alla verità, ma non in essa, implica che qualcosa possa essere vero senza essere vero.

Mentre si afferma la veridicità di qualcosa di non vero, però, si contraddice il significato autentico di “vero”, che implica la falsità del suo contrario, dunque si compie un’illusione linguistica dove i termini sono utilizzati impropriamente.

Outro

A questo punto, capiamo definitivamente come anche solo cercare di sostenere, di giustificare tali ideologie, non abbia senso alcuno ed escluda, in tale atto, qualsivoglia buona fede.

–TrinityGod’sMinister.

PARTE 1.

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