San Pietro: primo Papa

San Pietro Apostolo

Dal sito vaticanocattolico.com:


(Cap. 3 del libro La Sacra Bibbia dimostra gli insegnamenti della Chiesa Cattolica)

Redatto da

Fra. Pietro Dimond, O.S.B.


IN MATTEO 16 GESÙ CRISTO DONA LE CHIAVI DEL REGNO DEL CIELO A SAN PIETRO

Matteo 16:16-19: “E Simon Pietro, rispondendo, disse: Tu sei il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente. E Gesù, rispondendo, gli disse: Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, poiché la carne ed il sangue non t’hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è ne’ cieli. Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra io edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non la potranno vincere. Ed io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato in terra sarà legato ne’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne’ cieli.”

Gesù Cristo donò le chiavi del Regno del Cielo a San Pietro, dichiarando che qualunque cosa avrebbe egli legato in Terra essa sarebbe stata legata in Cielo e che qualunque cosa avrebbe egli sciolto in Terra essa sarebbe stata sciolta in Cielo. Quantunque tutti i 12 Apostoli fossero ivi riuniti per tale riunione Gesù Cristo dichiarò tali cose a San Pietro.

PARLANDO A SAN PIETRO GESÙ CRISTO AFFERMÒ CHE EGLI AVREBBE EDIFICATO LA SUA CHIESA UNIVERSALE SU DI QUELLA STESSA PIETRA

Gesù Cristo affermò: “Tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa Universale.”. La parola Greca per questa, nel senso di questa pietra, è il pronome dimostrativo taute. In tale contesto esso significa questa stessa pietra o questa vera e propria pietra. Taute è utilizzata allorché si desidera richiamare l’attenzione con enfasi speciale su di un determinato oggetto, sia in prossimità fisica del narratore che nel contesto letterale dell’autore. [1] Nell’Anglosassone versione della “Sacra Bibbia” di Re Giacomo taute in 1 Corinzi 7:20 è tradotta come la medesima ed in 2 Corinzi 9:4 come questa medesima.

Laonde, l’affermazione di Gesù Cristo nei confronti di San Pietro detenne tale significato: “Tu sei Pietro e su questa medesima pietra Io edificherò la Mia Chiesa Universale.”. Dal contesto fornito questa pietra si riferisce naturalmente a San Pietro. Capitò ancora che Gesù Cristo cambiò il nome di San Pietro da Simone ad uno significante pietra, si osserva dell’altro circa tale punto di seguito.

IL CAMBIAMENTO DEL NOME DI SAN PIETRO

Gesù Cristo cambiò il nome di San Pietro da Simone a Pietro proprio prima che Egli potesse dichiarare: “Su questa pietra Io edificherò la Mia Chiesa Universale.”.

Matteo 16:17-18: “E Gesù, rispondendo, gli disse: Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, poiché la carne ed il sangue non t’hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è ne’ cieli. Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra io edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non la potranno vincere.”

Nel Vecchio Testamento un cambio di nome denotava una nomina, una chiamata speciale od un cambio di stato. In Genesi si legge ciò che segue circa Abrahamo:

Genesi 17:5: “E tu non sarai più nominato Abramo; anzi il tuo nome sarà Abrahamo; perciocché io ti ho costituito padre d’una moltitudine di nazioni.”.

Iddio cambiò il nome di Abrahamo da Abramo ad Abrahamo perciocché il nuovo nome avrebbe denotato il suo ruolo speciale come guida del popolo di Dio. Abrahamo fu scelto per essere il padre di molte nazioni, anch’egli fu appellato roccia, come si dimostra. In Ebraico Abram significa un alto padre, mentre Abraham significa il padre della moltitudine.

Parimenti, in Genesi 32:28, si legge che Iddio cambiò il nome di Giacobbe in Israele di modo da tipificare la posizione od il ruolo speciale di quest’ultimo. Pertanto, in aggiunta alle altre cose importanti che Gesù Cristo dichiara a San Pietro in Matteo 16, il cambio del nome di San Pietro da Simone a Pietro serve a confermare la posizione speciale di San Pietro assieme al suo nuovo stato.

LE CHIAVI DEL REGNO DEL CIELO

Matteo 16:19: “Ed io ti [San Pietro] darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato in terra sarà legato ne’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne’ cieli.”

A nessun altro Apostolo furono date le chiavi del Regno del Cielo. In Matteo 18:18 si legge che a tutti gli Apostoli venne dato il potere di legare e di sciogliere, ma solamente a San Pietro in Matteo 16:19 sono promesse le chiavi del Regno del Cielo. Ciò dimostra che il potere dato agli Apostoli di legare e di sciogliere in Matteo 18:18 sarebbe stato esercitato al disotto delle chiavi date solamente a San Pietro. San Pietro detiene una posizione di autorità unica nella Chiesa Cattolica.

LE CHIAVI DEL REGNO DEL CIELO SI RIFERISCONO AD ISAIA 22 ED ALLA POSIZIONE DEL PRIMO MINISTRO

Ecco ciò che è realmente interessante. La più parte della gente non sa che tale referenza alle chiavi del Regno del Cielo in Matteo 16:19 ed al potere di legame e di scioglimento quivi a San Pietro concesso proviene da Isaia capitolo 22. Le parole di Gesù Cristo rivolte a San Pietro in Matteo 16 sono una referenza alla funzione del primo ministro del regno sotto il Vecchio Testamento.

Isaia 22:22: “E metterò la chiave della casa di Davide sopra la sua spalla; ed egli aprirà, e niuno serrerà; e serrerà, e niuno aprirà.”

Si noti il fatto donde il linguaggio parallela chiaramente Matteo 16:19. Nel Vecchio Testamento Iddio stabilì un’alleanza con Re Davide di modo da stabilire un regno. La monarchia Davidica, il Regno di Dio in Terra, fu inteso essere un prototipo del Regno di Dio che Gesù Cristo avrebbe stabilito. È per ciò che Gesù Cristo è appellato il figliolo di Re Davide nei Santi Vangeli. È anche per il motivo per cui il Santo Vangelo di San Matteo detiene il regno come una delle sue primarie tematiche. È inoltre il motivo per cui San Pietro stesso in Atti 2:30 afferma che Gesù Cristo siede sul trono di Re Davide. Luca 1:32 afferma ciò che segue rispetto a Gesù Cristo: “Egli sarà grande e sarà appellato il Figliolo dell’Altissimo ed il Signore Iddio darà a Lui il trono di Davide Suo padre… “.

Gesù Cristo siede sul trono di Re Davide. Il Regno di Gesù Cristo è però uno spirituale, il Suo Regno Divino è la Sua Chiesa Universale. Il Regno di Gesù Cristo non adempie solamente quello di Re Davide bensì sorpassa il prototipo. Il punto è che il Regno di Gesù Cristo venne istituito secondo le stesse linee.

GESÙ CRISTO ELESSE CHIARAMENTE SAN PIETRO SUO PRIMO MINISTRO

Nel regno di Re Davide non vi era solamente un re governante tutto il popolo bensì il re deteneva un gabinetto reale. Il re deteneva ministri reali ed ufficiali capi. È osservabile una referenza a tale gabinetto reale, tali ufficiali capi o ministri reali del re, in 2 Samuele 8 (2 Re 8 nella Sacra Bibbia Cattolica Martini). Una referenza ad essi è osservabile anche in 1 Re 4 (3 Re 4 nella Sacra Bibbia Cattolica Martini) ed in altri passaggi. In tale gabinetto reale vi era un ministro della difesa, dei ministri del commercio, delle provvisioni e così via.

Tuttavia, di tutti i ministri del re ve ne era uno spiccante per autorità sopra gli altri. Tale era il primo ministro, il quale deteneva autorità sulla dimora del re. Ecco dove l’affascinante verità di Isaia 22 diviene rilevante nel contesto di Matteo 16.

In Isaia 22 si legge che il primo ministro deteneva la chiave della casa di Re Davide. Che lo si ripeta: il primo ministro deteneva la chiave della casa di Re Davide. Tale chiave rappresentava l’autorità del primo ministro sulla dimora del re.

Isaia 22:20-22: “Ed avverrà in quel giorno, che io chiamerò Eliachim, mio servitore, figliuolo di Hilchia. E lo vestirò della tua veste, e lo fortificherò con la tua cintura, e gli darò in mano la tua podestà; ed egli sarà per padre agli abitanti di Gerusalemme, ed alla casa di Giuda. E metterò la chiave della casa di Davide sopra la sua spalla; ed egli aprirà, e niuno serrerà; e serrerà, e niuno aprirà.”

Si noti che il primo ministro deteneva la chiave della casa di Re Davide. Si osserva che ad esso veniva commesso il governo e che esso sarebbe stato un padre per gli abitanti di Gerusalemme.

In Isaia 22 il primo ministro del regno era un uomo chiamato Sebna. Isaia 22:15 detta che Sebna deteneva autorità sulla casa, ossia, egli deteneva autorità sulla casa del re. In seguito, Sebna lasciò l’ufficio del primo ministro e venne rimpiazzato da un uomo chiamato Eliachim. Dipoi, si legge che la chiave del regno, cui Sebna deteneva, fu data ad Eliachim da Re Ezechia, il successore di Re Davide regnante come re in quel tempo. Re Ezechia donò le chiavi del regno ad Eliachim perciocché Eliachim succedette a Sebna nell’ufficio di primo ministro.

Eliachim al punto detenne la chiave della casa di Re Davide. Per il fatto che egli detenne la chiave tutti avrebbero riconosciuto Eliachim come il primo ministro del re.

Si pensi alla particolare similarità con Matteo 16. In Isaia 22:22 si osserva la chiara referenza alla chiave del regno venente tramandata, siccome Gesù Cristo donò le chiavi a San Pietro. In aggiunta, l’affermazione per cui con la chiave egli avrebbe aperto e nessuno avrebbe richiuso e per cui egli avrebbe chiuso e nessuno riaperto è particolarmente simile a ciò che Gesù Cristo dichiara a San Pietro in Matteo 16:19 allorché Egli gli dona le chiavi del Suo Regno Divino: “Qualunque cosa tu legherai sulla Terra essa sarà legata anche in Cielo e qualunque cosa tu scioglierai in Terra essa sarà sciolta anche in Cielo.”. Il significato di ciò dovrebbe essere assai ovvio.

Gesù Cristo siede sul trono di Re Davide. Pertanto, allorquando Gesù Cristo giunse per stabilire il Suo Regno Divino, la Sua Chiesa Universale, il quale è l’adempimento del regno di Re Davide, Egli nominò parimenti il Suo gabinetto reale: i Suoi Apostoli. Però, di tali ministri reali, i Suoi Apostoli, ve ne fu uno essente stato a capo di tutti gli altri ministri e di tutti gli altri membri del Regno Divino. Tale primo ministro fu colui il quale avrebbe detenuto le chiavi del Suo Regno Divino ed al quale sarebbe stato dato il primato nella Sua Chiesa Universale di modo da gestire gli affari del Suo Regno Divino.

La dichiarazione di Gesù Cristo rivolta a San Pietro: “Io ti darò le chiavi del Regno del Cielo.”, sarebbe stata una chiara indicazione per tutti gli Ebrei informati del fatto donde Gesù Cristo avrebbe reso San Pietro il Suo primo ministro. Egli dichiarò che San Pietro sarebbe stato il primo Papa, il presidente o governatore della Sua Chiesa Universale. Tale è una possente ed inconfutabile prova donde Gesù Cristo dichiara invero a San Pietro in Matteo 16:18-19 che egli diverrà il primo Papa.

CHI È LA PIETRA DI MATTEO 16? ESSA È SAN PIETRO

Matteo 16:18: “Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra io edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non la potranno vincere.”

Dovrebbe essere realmente ovvio il fatto per il quale è San Pietro colui il quale Gesù Cristo descrive come la pietra. Ciò malgrado, i Protestanti sollevano qualunque tipo di obiezione circa tale punto.

OBIEZIONE: PIETRO NON POTREBBE ESSERE STATO LA PIETRA PERCIOCCHÉ GESÙ CRISTO È L’UNICO BASAMENTO

1 Corinzi 3:11: “Perciocché niuno può porre altro fondamento che quello ch’è stato posto, il quale è Gesù Cristo.”

Coloro i quali sollevano tale obiezione falliscono nel riconoscere la realtà donde la Sacra Bibbia discute di tutti gli Apostoli come fondamenta.

Apocalisse 21:14: “E il muro della città avea dodici fondamenti, e sopra quelli erano i dodici nomi de’ dodici apostoli dell’Agnello.”

Esiste una contraddizione tra Apocalisse 21:14 e 1 Corinzi 3:11? No, ovviamente. Il fatto donde il Cristo è l’unico basamento, come insegnato da 1 Corinzi 3:11, significa semplicemente che tutto proviene dal Cristo. Tutta la vera autorità nella Chiesa Cattolica deve provenire dal Cristo perciocché la Chiesa Cattolica medesima proviene dal Cristo. Qualunque cosa trovantesi al di fuori della Chiesa Cattolica è un falso basamento.

L’autorità di San Pietro proviene precisamente da Gesù Cristo, come dimostrato da Matteo 16. È dunque assai ovvio che qualora Gesù Cristo fosse stato Colui Il Quale stabilì tali cose in San Pietro allora ciò che venne stabilito in San Pietro potrebbe essere niente altro fuorché il basamento del Cristo. Esso è l’autentico basamento del Cristo.

Laonde, il fatto per cui il Cristo è il basamento od il fondamento, come si legge in Efesini 2:20, non significa che il Cristo Medesimo non avrebbe potuto stabilire la possessione di un ufficio perpetuo da parte di un Apostolo, egli stesso da divenire la pietra sopra la quale la Chiesa Cattolica sarebbe stata edificata. I 2 concetti non si escludono mutualmente. Ad esempio: Gesù Cristo è il Buon Pastore, Giovanni 10:14, ciò malgrado, Egli rese a San Pietro la responsabilità di pascere il Suo gregge, come leggesi in Giovanni 21:15-17. Gesù Cristo è Quello con le chiavi, Apocalisse 1:18; 3:17, ciononostante, Egli rese le chiavi a San Pietro.

IDDIO APPELLA ABRAHAMO LA ROCCIA NEL VECCHIO TESTAMENTO

Iddio è dichiarato essere la roccia nel mezzo di tutto il Vecchio Testamento, specificatamente in Deuteronomio 32:4, bensì anche Abrahamo è descritto come la roccia in Isaia 51:1-2.

Deuteronomio 32:4: “L’opera della Rocca [Dio] è compiuta; Conciossiaché tutte le sue vie sieno dirittura; Iddio è verità, senza alcuna iniquità; Egli è giusto e diritto.”

Isaia 51:1-2: “Ascoltatemi, voi che procacciate la giustizia, che cercate il Signore; riguardate alla roccia onde siete stati tagliati, e alla buca della cava onde siete stati cavati. Riguardate ad Abrahamo, vostro padre, ed a Sara, che vi ha partoriti; perciocché io lo chiamai solo, e lo benedissi, e lo moltiplicai.”

Il Vecchio Testamento afferma di guardare alla roccia, di guardare ad Abrahamo. Abrahamo è descritto essere la roccia perciocché egli fu il padre di tutti gli Israeliti. Il nome di Abrahamo venne mutato da Abramo all’attuale di modo da significare il suo ruolo come roccia e padre del popolo di Dio. Non calzava, quindi, che Gesù Cristo nel Nuovo Testamento potesse scegliere qualcuno come la roccia e padre del nuovo Israele, la Chiesa Universale? Sì ed è per ciò che il nome di Simone fu cambiato a Pietro, significante pietra. In luce di tale evidenza la verità donde San Pietro è la pietra dovrebbe essere totalmente ovvia a chiunque. Ciò nondimeno, si affrontino degli altri punti.

E PETROS RISPETTO A PETRA, IN GRECO?

I Protestanti argomentano come Gesù Cristo non potesse affermare che San Pietro sarebbe stato la pietra in virtù della differenza tra le 2 parole in Greco. Essi osservano che nel Greco originale di Matteo 16:18 il nome di San Pietro è Petros, il che significa sasso, mentre la parola denotante pietra è petra, la quale significa pietra, possibilmente larga. Il testo Greco detta: “Tu sei Pietro [Petros] e su questa medesima pietra [petra] Io edificherò la Mia Chiesa Universale.”. Tuttavia, tale argomento è confutato dai seguenti punti.

Primo, le parole Petros e petra detenevano il medesimo significato, pietra, nel Greco in uso al tempo del Cristo. In della assai più precoce poetria Greca Petros significava piccolo sasso e petra pietra larga, ciò malgrado, tale lieve distinzione era già sparita al tempo della composizione in Greco del Santo Vangelo di San Matteo, circa tale punto si consulti la citazione del Protestante D. Carson nella seguente sezione.

La distinzione minore tra Petros e petra esiste solamente nel Greco Attico e non nel Greco Coinè. Il Santo Vangelo venne stilato in Greco Coinè, nel quale sia Petros che petra significano pietra. In aggiunta, giacché esisteva una parola per sasso Gesù Cristo l’avrebbe potuta utilizzare. Essa è litos. Qualora Gesù Cristo avesse voluto appellare San Pietro un sasso e non pietra, Petros, allora Egli avrebbe utilizzato litos. Egli bensì ciò non fece. Egli utilizzò Petros, significante pietra. Tuttavia, dovesse esistere un’equazione tra San Pietro e la pietra perché allora furono impiegate 2 parole distinte: Petros e petra? La risposta è trovabile nell’importante fatto per cui Gesù Cristo parlava in Aramaico e non in Greco.

GESÙ CRISTO PARLAVA IN ARAMAICO E NON IN GRECO, NEL QUALE IL NOME DI SAN PIETRO E PIETRA SONO ESATTAMENTE UGUALI

Matteo 16:18 In Aramaico detterebbe ciò: “Tu sei Cefa e su questa cefa Io edificherò la Mia Chiesa Universale.”. Si noti che in Aramaico la medesima parola, cefa, è utilizzata in entrambi i luoghi. Esiste assolutamente nessuna differenza tra le 2. Gesù Cristo corrispose Simone e la pietra sopra la quale sarebbe stata edificata la Chiesa Cattolica. Ciò è anche catturato nelle traduzioni in Francese di tale passaggio, le quali dettano:

“Tu es Pierre et sur cette pierre J’édifierai M’Église Universelle.”.

Il fraintendimento Protestante circa tale punto entra in gioco perciocché allorché si traduce dall’Aramaico parlato da Gesù Cristo al Greco la parola Aramaica cefa diviene petra. Petra è la normale parola per pietra in Greco ed essa è al femminile. Il fatto donde petra è al femminile non è un problema per la seconda parte del passaggio, su di questa cefa, su di questa pietra, ciò malgrado, petra non poteva essere utilizzata come nuovo nome di San Pietro perciocché San Pietro era stato un uomo.

Laonde, nel testo Greco, il nome di San Pietro è semplicemente mutato a Petros, un sinonimo di petra, bensì, parola finente al maschile. Tale è la sola ragione per cui vi è differenza alcuna tra le 2 parole. Vi è nessun dubbio per il quale Gesù Cristo dichiarò che San Pietro sarebbe stato la pietra.

MOLTI PROTESTANTI AMMETTONO CHE È OVVIA LA REALTÀ DONDE SAN PIETRO È LA PIETRA

Persino taluni Protestanti sono stati obbligati ad ammettere, analizzati i fatti, la verità per cui sarebbe futile continuare a negare che San Pietro è la pietra.

Davide Hill, ministro Presbiteriano ed apparente docente superiore di studi Biblici presso l’Università di Sceffilda [Sheffield University], Regno Unito, ha scritto:

“È su di Pietro medesimo, il confessore della Sua Messianicità, che Gesù avrebbe edificato la Chiesa… Tentativi di interpretare la pietra come qualche cosa oltre a Pietro in persona, ossia, la sua fede, la verità a lui rivelata, sono il risultato di faziosità Protestante, introducendo nell’affermazione un grado di sottigliezza essente altamente improbabile.”. [2]

Nel Dizionario teologico del Nuovo Testamento [Theological dictionary of the New Testament], un’opera Protestante edita dai Protestanti Gerardo Kittel e Gerardo Friedrich, è presente un articolo ad opera del rinomato Protestante Oscare Cullman. Tale è trovabile nel Volume 6 numero 108 del Dizionario teologico del Nuovo Testamento [Theological dictionary of the New Testament]. Oscare Cullman ha affermato:

“Ma che cosa intese Gesù allorquando Egli affermò: ‘Su questa pietra Io edificherò la Mia Chiesa?’. L’idea dei riformatori per cui Egli Si sia riferito alla fede di Pietro è assai inconcepibile in virtù della probabilmente differente ambientazione della storia, poiché non vi è alcuna referenza qui alla fede di Pietro. Al contrario, il parallelismo tra Tu sei Pietra e Su questa pietra Io edificherò dimostra che la seconda pietra può solamente essere uguale alla prima. È laonde evidente che Gesù Cristo si riferì a Pietro, al quale Egli diede il nome Pietra. Egli nominò Pietro… basamento della Sua Ecclesia. Sino a tale riguardo l’esegesi Cattolica Romana è corretta e tutti i tentavi di evadere tale interpretazione sono da essere rigettati.”.

Il Dottor Giovanni Broadus, 1886, un erudito “Biblico” Battista cosiddetto riformato, fu costretto ad ammettere:

“Siccome Pietro significa pietra la naturale interpretazione è che Su questa pietra significhi su di te. Nessun’altra spiegazione sarebbe al giorno d’oggi probabilmente tentabile… Tuttavia, vi è un gioco di parole, comprendendo ciò come si voglia. È un gioco di parole ancor più assurdo e severo quello per cui la pietra si comprende essere il Cristo e ne è uno debolissimo e quasi insignificante laddove la pietra sia la confessione di Pietro… Che venga osservato come Gesù non possa qui intendere Sé Stesso in maniera consistente con l’immagine come la pietra, perciocché Egli è il costruttore: affermare Io edificherò sarebbe un’immagine molto confusa. Le ipotesi di taluni espositori per cui dicendo Tu sei Pietro e su questa pietra Gesù puntò verso Sé Stesso concerne un’artificialità essente ad alcune menti repulsiva.”. [3]

Anche il Battista D. Carson, apparente professore di Nuovo Testamento presso il Seminario Evangelico della Trinità [Trinity Evangelical seminary], SUA, fu costretto ad accreditare:

“Nonostante la verità donde Petros e petra possono rispettivamente significare sasso e pietra nel Greco antico la distinzione è largamente confinata alla poetria. In aggiunta, il sottostante Aramaico è in questo caso inopinabile e molto probabilmente cefa fu utilizzata in entrambe le clausole, Tu sei Cefa e Su questa cefa, in quanto la parola venne utilizzata sia per il nome che per una pietra… Il testo Greco distingue tra Petros e petra solamente perciocché esso desidera preservare la paronomasia e nel testo Greco il femminile petra potrebbe mai fungere come nome al maschile.”. [4]

LA VERITÀ PER LA QUALE GESÙ CRISTO PARLAVA IN ARAMAICO SI CONOSCE MEDIANTE ALCUNE PAROLE ARAMAICHE FORNITE DALLA SACRA BIBBIA

Giacché l’Aramaico è rilevante circa i suddetti punti riguardanti San Pietro essente la pietra si consideri l’evidenza per la quale Gesù Cristo parlava invero in Aramaico. La verità donde Gesù Cristo parlava in Aramaico è innanzitutto conosciuta perciocché i Santi Vangeli registrano alcune parole in Aramaico da Lui utilizzate. Si consideri Matteo 27:46, nel quale Gesù Cristo afferma dalla croce: “Elì, Elì, lamà sabactani?”. Tali parole sono in Aramaico, esse non sono in Greco, esse significano: “Mio Dio, Mio Dio, perché Mi hai dimenticato?”. Un altro esempio.

Giovanni 19:13, 17: “Pilato adunque, avendo udite queste parole, menò fuori Gesù, e si pose a sedere in sul tribunale, nel luogo detto Lastrico, ed in Ebreo Gabbata… Ed egli, portando la sua croce, uscì al luogo detto del Teschio, il quale in Ebreo si chiama Golgota.”

Sia Gabbata che Golgota sono parole Aramaiche, fornenti ulteriore evidenza per cui tale era la lingua utilizzata da Gesù Cristo. Ciò malgrado, nella Sacra Bibbia San Giovanni le chiama Ebraiche perciocché, come spiegato dagli studiosi, tale Ebraico, così utilizzato nel Nuovo Testamento, si riferisce all’Aramaico.

VI È ANCHE DELLA FORTE EVIDENZA DONDE IL SANTO VANGELO DI SAN MATTEO FU ORIGINARIAMENTE STILATO IN ARAMAICO E DIPOI TRADOTTO IN GRECO

Esiste della forte evidenza proveniente dagli antichi padri della Chiesa Cattolica donde il Santo Vangelo di San Matteo fu originariamente scritto in Aramaico e dipoi tradotto in lingua Greca. Eusebio, uno storico della Chiesa Cattolica antica, invero il primo ad avere redatto una storia della Chiesa Cattolica dal suo inizio sino al suo giorno, nonché IV secolo DC, affermò ripetutamente che San Matteo aveva scritto il Santo Vangelo in Ebraico, significando Aramaico.

Nel libro 3, capitolo 3 della sua Storia ecclesiastica [Ecclesiastical history] Eusebio cita Papia di modo da affermare: “Matteo compose la sua storia nel dialetto Ebraico e tutti lo tradussero secondo le proprie abilità.”. Per dialetto Ebraico egli intese Aramaico.

Nel libro 6, capitolo 25 Eusebio cita Origine per affermare:

“Il primo [Santo Vangelo] è scritto secondo Matteo… il quale avendolo pubblicato per i convertiti Ebraici lo scrisse in Ebraico.”.

Nel libro 6, capitolo 25 Eusebio cita il padre Ecclesiastico Sant’Ireneo di modo da affermare:

“Matteo produsse davvero il suo Vangelo fra gli Ebrei, scritto nel loro dialetto, mentre Pietro e Paolo proclamarono il Vangelo e fondarono la Chiesa a Roma.”.

Come citato da Eusebio, Sant’Ireneo non affermò solamente che San Matteo aveva scritto il suo Santo Vangelo nel dialetto Ebraico, ovvero, Aramaico, bensì ancora che San Pietro aveva fondato la Chiesa Cattolica a Roma, Italia, un qualche cosa cui molti acattolici negano, nonostante l’inconfutabile evidenza per cui San Pietro si trovava a Roma, Italia. “Tutte le antiche tradizioni dettano il martirio di Pietro a Roma e non una singola fonte lo pone altrove. Pochi altri eventi della Chiesa Apostolica sono così bene attestati.” [5]

Si tenga a mente che Eusebio, avente citato Papia, Origene e Sant’Ireneo di modo da dimostrare che San Matteo aveva scritto in Aramaico, visse approssimativamente dal 260 DC al 340 DC, avendo scritto la primissima storia completa della Chiesa Cattolica. Come se tale non fosse sufficiente a ridurre al silenzio tutte le obiezioni in tale riguardo si detiene effettivamente dell’evidenza Biblica interna per cui il nome di Pietro in Greco, Petros, è equivalente a petra, la pietra sopra la quale fu edificata la Chiesa Cattolica. L’evidenza interna proviene da Giovanni 1:42.

GIOVANNI 1:42 EGUAGLIA IL NOME DI SAN PIETRO ALLA PIETRA

Si segua ciò in maniera logica, cortesemente.

Giovanni 1:42: “E Gesù, riguardatolo in faccia, disse: Tu sei Simone, figliuol di Giona; tu sarai chiamato Cefa, che vuol dire: Pietra.”

In Giovanni 1:42 il nuovo nome di San Pietro è reso nella sua forma Aramaica: Cefa. Taluni potrebbero domandare: “Io pensavo che il nome Aramaico di San Pietro Cefa fosse reso con la lettera k, non è così?”. Sì, tuttavia, nella versione Italiana di Giovanni 1:42 Cefa è semplicemente la versione Italianizzata del nome Aramaico, scrivibile con la k. Laonde, Giovanni 1:42 detta che Cefa, il nome dell’Apostolo, è tradotto pietra.

Cefa = Il nome di San Pietro (Giovanni 1:42)

Si conosce anche che Cefa potrebbe essere tradotto come petra, la parola per la pietra sopra la quale è edificata la Chiesa Cattolica, Matteo 16:18.

Giacché Cefa eguaglia il nuovo nome di San Pietro, come dettato da Giovanni 1:42, e Cefa eguaglia petra, la parola per pietra, è innegabile che il nuovo nome di San Pietro eguaglia petra, la pietra.

Il nuovo nome di San Pietro è equivalente alla pietra. Non ve ne è dubbio alcuno.

Il primato di Pietro [The privacy of Peter] è una collezione di saggi ad opera di studiosi “Ortodossi”. Gli “Ortodossi” Orientali non sono Cattolici e non accettano il Papato. Tale lavoro, Il primato di Pietro [The primacy of Peter], fu edito dal famoso studioso “Ortodosso” Orientale Giovanni Meyendorf. In tale lavoro “Ortodosso” Orientale è ripetutamente ammesso che la Sacra Bibbia insegna la verità donde San Pietro è la pietra:

“Esiste un’identità formale e reale tra Pietro e la pietra. Gesù avrebbe edificato la Chiesa su di Cefa.”; [6]

“Confessando la sua fede nella Divinità del Salvatore Pietro divenne la pietra della Chiesa.”; [7]

“L’Apostolo Pietro è la pietra sulla quale la Chiesa è edificata ed egli rimarrà la pietra sino alla venuta del Signore.”. [8]

CONSIDERANDO IL CONTESTO SAREBBE ASSURDO CHE GESÙ CRISTO NON ABBIA AFFERMATO COME SAN PIETRO SIA LA PIETRA

Si pensi un momento a quanto assurdo sarebbe se Gesù Cristo non avesse affermato che San Pietro è la pietra. Come appena dimostrato, Gesù Cristo pronunciò solamente San Pietro beato.

Matteo 16:17: “E Gesù, rispondendo, gli disse: Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, poiché la carne ed il sangue non t’hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è ne’ cieli.”

Gesù Cristo cambiò solamente il nome di San Pietro.

Matteo 16:18: “Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra io edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non la potranno vincere.”

Gesù Cristo radunò i Suoi discepoli e donò le chiavi del Regno del Cielo solamente a San Pietro. Dipoi, Egli donò il potere di legare e di sciogliere solamente a San Pietro.

Matteo 16:19: “Ed io ti [San Pietro] darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato in terra sarà legato ne’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne’ cieli.”

Ciononostante, allorquando Egli discute della pietra, malgrado la realtà per cui l’affermazione si trova nel mezzo di tutte tali altre affermazioni dirette solamente a San Pietro, i Protestanti vorrebbero fare credere che Gesù Cristo non abbia alluso a San Pietro, bensì a Sé Stesso od a qualcos’altro. Ciò è ridicolo. Ciò è così ovviamente falso che dell’argomentazione non dovrebbe essere realmente necessaria.

Inoltre, dovrebbe essere osservato che la ragione per cui Gesù Cristo, riferendoSi a San Pietro, affermò Su questa pietra Io edificherò la Mia Chiesa Universale piuttosto che Su di te è perciocché mentre San Pietro è sì la pietra l’ufficio che Egli stabilì in San Pietro, il Papato, sarebbe durato durante tutte le epoche, ovvero, anche una volta venuto a mancare San Pietro. Esso è fondato su di San Pietro, esso sarebbe però continuato ad esistere anche dopo che San Pietro se ne sarebbe andato. Esso è un’istituzione in San Pietro, bensì non è limitato a San Pietro. Egli, San Pietro, avrebbe avuto dei successori.

I PADRI ECCLESIASTICI CREDEVANO NELLA VERITÀ DONDE SAN PIETRO È LA PIETRA

I padri della Chiesa Cattolica antica, i prominenti scrittori Cristiani dei primi secoli dopo Cristo, riconoscevano la verità donde San Pietro è la pietra. Vi sono molte citazioni da avanzare, ciò malgrado, eccone solamente alcune.

Tertulliano, Sulla monogamia [On monogamy], 213 DC, si riferì a San Pietro e discusse della Chiesa Cattolica come edificata su di lui. [9]

San Cirillo Alessandrino, 370 DC-444 DC, avente giocato un ruolo chiave nel Concilio di Efeso, nel suo Commentario su Giovanni [Commentary on John] afferma:

“Egli [Gesù Cristo] lo volle non più appellato Simone… Egli cambiò il suo nome in Pietro, dalla parola petra, pietra: poiché su di lui Egli avrebbe dipoi fondato la Sua Chiesa.”.

San Basilio Magno, 330 DC-379 DC, Contro gli Anomei [Against Eunomians], 4: “Pietro… il quale per conto della preminenza della sua fede ricevette su sé stesso l’edificazione della Chiesa.”

San Gregorio Nazianzeno, 329 DC-389 DC, padre Ecclesiastico magno Orientale, Orazione [Oration], 26: “… di tutti i discepoli del Cristo, tutti i quali erano magni e meritavano della Sua scelta, uno è appellato pietra a cui sono affidate le fondamenta della Chiesa… “

San Giovanni Crisostomo, padre Ecclesiastico magno Orientale e vescovo di Costantinopoli, Turchia, Omelia [Homily], 3, De. Poenit. 4, 387 DC: “Pietro medesimo il capo o corona degli Apostoli… allorché io nomino Pietro io nomino quella pietra illesa, quel fermo basamento… “

Si potrebbero citare anche Sant’Ambrogio, San Girolamo e molti altri, tuttavia, il punto dovrebbe essere chiaro.

OBIEZIONE: LA PIETRA È LA FEDE DI PIETRO E NON PIETRO

RISPOSTA: I PADRI ECCLESASTICI AFFERMARONO CHE SIA SAN PIETRO CHE LA SUA FEDE SONO LA PIETRA PERCIOCCHÉ LA FEDE DI SAN PIETRO È INSEPARABILE DA SAN PIETRO MEDESIMO

Nel tentativo di argomentare contro il Papato taluni acattolici affermano che Gesù Cristo si riferì alla fede di San Pietro e non a San Pietro medesimo come la pietra sulla quale la Chiesa Cattolica sarebbe stata edificata. Essi potrebbero persino citare taluni passaggi selettivi dei padri Ecclesiastici nel tentativo di ciò dimostrare. Ad esempio, essi potrebbero citare tale passaggio di Sant’Ilario di Petari [Poitiers], Francia.

Sant’Ilario di Petari [Poitiers], Francia, 300 DC-368 DC, Sulla Trinità [On the Trinity], 6, 37: “Questa fede è il basamento della Chiesa; mediante questa fede i cancelli dell’Inferno non possono prevalere su di essa.” [10]

Ciò che essi falliscono nel trasmettere è la realtà per la quale nella stessa opera Sant’Ilario afferma l’effettività donde San Pietro è il basamento della Chiesa Cattolica, Sulla Trinità [On the Trinity], 6, 20.

Sant’Ilario di Petari [Poitiers], Francia, 300 DC-368 DC, Sulla Trinità [On the Trinity], 6, 20: “Il beato Simone, il quale appresso la sua confessione del mistero fu stabilito come pietra fondante della Chiesa, ricevendo le chiavi del Regno del Cielo.” [11]

Sant’Ilario di Petari [Poitiers], Francia, 300 DC-368 DC, Commentario su Matteo [Commentary on Matthew], 7, 6: “Pietro credette per primo ed è il principe dell’apostolato.”

I padri Ecclesiastici compresero la fede di San Pietro essere inseparabile e da San Pietro medesimo e dall’ufficio da Gesù Cristo stabilito in lui, quello del primo ministero presso la Sua Chiesa Universale. Si osserva tale verità anche in San Luca capitolo 22.

LUCA 22 INSEGNA L’INFALLIBILITÀ PAPALE: L’INFALLIBILITÀ DELL’UFFICIO DEL PAPA

In San Luca capitolo 22 si trova un ulteriormente molto importante bensì spesso negletto passaggio della Sacra Bibbia dimostrante l’insegnamento Cattolico circa il Papato.

Luca 22:24-32: “Or nacque ancora fra loro una contesa, chi di loro paresse che fosse il maggiore. Ma egli disse loro: I re delle genti le signoreggiano, e coloro che hanno podestà sopra esse son chiamati benefattori. Ma non già così voi; anzi, il maggiore fra voi sia come il minore, e quel che regge come quel che ministra. Perciocché, quale è il maggiore, colui ch’è a tavola, o pur colui che serve? non è egli colui ch’è a tavola? or io sono in mezzo di voi come colui che serve. Or voi siete quelli che siete perseverati meco nelle mie tentazioni. Ed io altresì vi dispongo il regno, siccome il Padre mio me l’ha disposto; acciocché voi mangiate, e beviate, alla mia tavola, nel mio regno; e sediate sopra de’ troni, giudicando le dodici tribù d’Israele. Il Signore disse ancora: Simone, Simone, ecco, Satana ha richiesto di vagliarvi, come si vaglia il grano. Ma io ho pregato per te, acciocché la tua fede non venga meno; e tu, quando un giorno sarai convertito, conferma i tuoi fratelli.”

Tale passaggio è affascinante. Esso contiene una serie di importanti verità. Innanzitutto, vi era una discordia fra gli Apostoli circa chi sarebbe dovuto divenire il maggiore. Gesù Cristo spiegò che il Suo Regno Divino non era come quello dei Gentili. Pertanto, Gesù Cristo discusse del come il Suo Regno Divino o la Sua Chiesa Universale sarebbe stata strutturata.

Gesù Cristo dipoi affermò che Satana aveva desiderato vagliare tutti gli Apostoli, al plurale, ma che Egli aveva pregato per San Pietro, singolare: ché la di lui Fede Universale non venisse meno.

Luca 22:31-32: “Il Signore disse ancora: Simone, Simone, ecco, Satana ha richiesto di vagliarvi [plurale], come si vaglia il grano. Ma io ho pregato per te [singolare], acciocché la tua fede non venga meno; e tu, quando un giorno sarai convertito, conferma i tuoi fratelli.”

È importante notare che allorché Gesù Cristo affermò Satana ha desiderato di avervi il vi è pronome oggettivo plurale. Ciò è chiaro nel testo Greco originale, meno nell’Italiano. Satana ha desiderato avere tutti gli Apostoli, affermò Gesù Cristo, tuttavia, Egli pregò solamente per Simon Pietro: ché la di lui fede non venisse meno. San Pietro, colui ricevente le chiavi del Regno del Cielo, avrebbe detenuto anche una Fede Universale infallibile, secondo le parole di Gesù Cristo. Gesù Cristo affermò ciò solamente circa San Pietro, separandolo chiaramente dagli altri.

La parola infallibile significa non fallente. Laonde, le radici dell’insegnamento Cattolico circa l’infallibilità del Papa si osservano proprio in Luca 22. Tale insegnamento circa l’infallibilità del Papa non significa che un vero Papa, come successore di San Pietro, possa commettere giammai errori. Esso non significa che egli non possa peccare. Ciò che esso significa è che ove un vero Papa insegnasse con autorità circa la Fede Universale o le morali all’intera Chiesa Cattolica, ovvero, dalla Sedia di San Pietro, Gesù Cristo non permetterebbe che tale insegnamento fallisca, poiché qualora ciò Egli permettesse allora la Chiesa Cattolica sarebbe essa stessa tratta in errore, indi fallendo. Il Concilio Vaticano I, un concilio Cattolico dogmatico, esprime il concetto in tale maniera:

Papa Pio IX, Concilio Vaticano I, Sessione 4, Capitolo 4, 1870: “Dunque, questo dono di verità e Fede mai fallente fu Divinamente conferito a Pietro ed ai suoi successori in questa sedia… “.

È una Fede Universale infallibile propria all’ufficio del primo ministro, nonché Papa, che fu stabilita in San Pietro ed essa sarebbe perdurata nei di lui successori in tale ufficio. Persino nella Chiesa Cattolica antica i padri Ecclesiastici leggevano tale passaggio in Luca 22 come un’ulteriore prova a favore del Papato.

Sant’Ambrogio, In Ps. 43, n. 40, IV secolo DC: “Pietro, dopo essere stato tentato dal Diavolo, è messo a capo della Chiesa. Il Signore… lo scelse come pastore del gregge del Signore. Poiché a lui Egli dichiarò: ma tu una volta convertito conferma i tuoi fratelli [Luca 22].”

IN GIOVANNI 21 GESÙ CRISTO AFFIDA TUTTE LE SUE PECORE A SAN PIETRO

San Giovanni capitolo 21 fornisce prova aggiuntiva donde Gesù Cristo affidò tutti i membri della Sua Chiesa Universale a San Pietro.

Giovanni 21:15-17: “Ora, dopo ch’ebbero desinato, Gesù disse a Simon Pietro: Simon di Giona, m’ami tu più che costoro? Egli gli disse: Veramente, Signore, tu sai ch’io t’amo. Gesù gli disse: Pasci i miei agnelli. Gli disse ancora la seconda volta: Simon di Giona, m’ami tu? Egli gli disse: Veramente, Signore, tu sai ch’io t’amo. Gesù gli disse: Pasci le mie pecore. Gli disse la terza volta: Simon di Giona, m’ami tu? Pietro s’attristò ch’egli gli avesse detto fino a tre volte: M’ami tu? E gli disse: Signore, tu sai ogni cosa, tu sai ch’io t’amo. Gesù gli disse: Pasci le mie pecore.”

Si osserva in sede, in Giovanni 21, che Gesù Cristo affida tutte le Sue pecore a San Pietro. Il dogmatico Concilio Vaticano I della Chiesa Cattolica affermò che tale momento descritto in Giovanni 21, a seguito della Risurrezione di Gesù Cristo, fu il momento nel quale Gesù Cristo donò effettivamente a San Pietro le chiavi e l’autorità sulla Sua Chiesa Universale, promessagli in Matteo 16.

È importante enfatizzare che tale momento a seguito della Risurrezione, descritto in Giovanni 21, fu il punto in cui Gesù Cristo rese San Pietro il primo Papa. Ciò è significativo perciocché taluni acattolici sollevano il triplo rinnegamento del Cristo da parte di San Pietro descritto in Giovanni 18:25 ed oltre. San Pietro rinnegò Gesù Cristo prima della Crocifissione e della Risurrezione. Gesù Cristo non aveva ancora donato a San Pietro l’autorità Papale. Le parole di Matteo 16:18-20 promettono le chiavi del Regno del Cielo a San Pietro. Esse promettono che Gesù Cristo avrebbe edificato la Sua Chiesa Universale su di lui, rendendolo primo ministro di essa, tuttavia, tale ufficio non fu conferito a San Pietro insino a dopo la Risurrezione, mediante tali parole di Giovanni 21:15-17. Laonde, il rinnegamento di San Pietro del Cristo pone nessun problema circa l’insegnamento Cattolico sul Papato.

Inoltre, la Chiesa Cattolica non insegna che un vero Papa non possa peccare mortalmente o perdere la sua anima. Essa insegna che un vero Papa mantiene la posizione di autorità suprema nella Chiesa Cattolica e che ove un vero Papa insegnasse in maniera vincolante alla Chiesa Cattolica Iddio lo proteggerebbe dall’insegnamento errato. Il potere è nell’ufficio medesimo, il quale è protetto dal Cristo.

GESÙ CRISTO ORDINÒ A SAN PIETRO DI GOVERNARE LE SUE PECORE

Giovanni 21:15-17: “Ora, dopo ch’ebbero desinato, Gesù disse a Simon Pietro: Simon di Giona, m’ami tu più che costoro? Egli gli disse: Veramente, Signore, tu sai ch’io t’amo. Gesù gli disse: Pasci i miei agnelli. Gli disse ancora la seconda volta: Simon di Giona, m’ami tu? Egli gli disse: Veramente, Signore, tu sai ch’io t’amo. Gesù gli disse: Pasci le mie pecore. Gli disse la terza volta: Simon di Giona, m’ami tu? Pietro s’attristò ch’egli gli avesse detto fino a tre volte: M’ami tu? E gli disse: Signore, tu sai ogni cosa, tu sai ch’io t’amo. Gesù gli disse: Pasci le mie pecore.”

In Giovanni 21:15-17 Gesù Cristo ordina a San Pietro di pascere i suoi agnelli, di governare le sue pecore e di pascere le sue pecore. Gesù Cristo concesse chiaramente a San Pietro autorità sul Suo gregge, i membri della Sua Chiesa Universale. Alcuni potrebbero domandare il perché Gesù Cristo la prima volta affermò pasci gli agnelli e la seconda e la terza le pecore. I padri Ecclesiastici comprendevano tale referenza agli agnelli ed alle pecore essere una maniera per differenziare tra i membri più giovani e più anziani della Chiesa Cattolica o per distinguere i fedeli dal clero. Tutti vennero affidati a San Pietro.

Orbene, ciò che è particolarmente importante è che allorché Gesù Cristo affermò pasci i miei agnelli, governa le mie pecore e pasci le mie pecore, il secondo ordine dei 3 è la parola Greca poimaine. Molte Sacre Bibbie, come la “versione” Protestante Diodati, traducono tutti e 3 gli ordini nel medesimo modo, come pasci, tuttavia, il secondo ordine è effettivamente differente dal primo e dal terzo.

Giovanni 21:15-17: “Ora, dopo ch’ebbero desinato, Gesù disse a Simon Pietro: Simon di Giona, m’ami tu più che costoro? Egli gli disse: Veramente, Signore, tu sai ch’io t’amo. Gesù gli disse: Pasci [Bosche] i miei agnelli. Gli disse ancora la seconda volta: Simon di Giona, m’ami tu? Egli gli disse: Veramente, Signore, tu sai ch’io t’amo. Gesù gli disse: Pasci [Poimaine] le mie pecore. Gli disse la terza volta: Simon di Giona, m’ami tu? Pietro s’attristò ch’egli gli avesse detto fino a tre volte: M’ami tu? E gli disse: Signore, tu sai ogni cosa, tu sai ch’io t’amo. Gesù gli disse: Pasci [Bosche] le mie pecore.”

Nel primo e terzo ordine che Gesù Cristo diede a San Pietro circa il Suo gregge la parola nel testo Greco è bosche. Bosche significa pascere. Tuttavia, la parola poimaine, il secondo ordine da Gesù Cristo dato a San Pietro circa il gregge, significa governare; essa è anche traducibile come proteggere. Sicché, Gesù Cristo non commissionò a San Pietro solamente il dovere di pascere la Sua Chiesa Universale bensì di governarla. È affascinante che una forma della medesima parola, poimaine, utilizzata da Gesù Cristo circa l’autorità di San Pietro sul gregge in Giovanni 21:16, è anche utilizzata in Apocalisse 2:27.

Apocalisse 2:27: “ed egli le reggerà [poimanei] con una verga di ferro, e saranno tritate come i vasi di terra; siccome io ancora ho ricevuto dal Padre mio.”

Ciò significa che San Pietro non detiene solamente il primato sul gregge del Cristo bensì un primato di giurisdizione per governare e reggere il gregge, contrariamente a ciò che affermerebbero gli “Ortodossi” Orientali. La medesima parola, poimaine, è utilizzata in Apocalisse 12:5 ed altrove di modo da indicare il potere di reggenza.

Ecco che cosa il padre Ecclesiastico magno Orientale San Giovanni Crisostomo affermò circa tale passaggio di Giovanni 21.

San Giovanni Crisostomo, Omelie su Giovanni [Homilies on John], 88, 1, IV secolo DC: “Gesù gli dice: ‘Pasci le Mie pecore.’. Perché, essendo passato per gli altri, discute Egli con Pietro di queste questioni? Egli fu il prescelto degli Apostoli, la bocca dei discepoli, la guida della banda… il rinnegamento era passato, Gesù pone nelle sue mani l’autorità caporale fra i fratelli ed Egli non solleva il rinnegamento, né lo rimprovera rispetto a ciò che era accaduto, bensì afferma: ‘Se tu Mi ami presiedi sui tuoi fratelli.’.” [12]

SAN PIETRO È MENZIONATO OLTRE LE 100 VOLTE NEL NUOVO TESTAMENTO: L’APOSTOLO A LUI PIÙ VICINO È SAN GIOVANNI IL QUALE È MENZIONATO SOLAMENTE 29 VOLTE

La prominenza del nome di San Pietro nella Sacra Scrittura rivela la realtà per la quale egli deteneva, mediante l’istituzione del Cristo, una posizione unica di autorità fra gli Apostoli. San Pietro è nominato ben oltre le 100 volte nel Nuovo Testamento. L’Apostolo a lui più vicino è San Giovanni, il quale è nominato solamente 29 volte.

IL LINGUAGGIO DELLA SACRA BIBBIA DIFFERENZIA RIPETUTAMENTE SAN PIETRO E LO DISTINGUE DAGLI ALTRI APOSTOLI

Il modo donde la Sacra Scrittura utilizza il nome di San Pietro è estremamente rivelante. La gente dovrebbe riflettere sul significato di tali esempi. Si noti come San Pietro venga menzionato per nome mentre gli altri Apostoli sono ripetutamente menzionati come coloro assieme a San Pietro. Ciò dimostra che la Sacra Scrittura differenzia San Pietro e lo distingue dagli altri Apostoli.

Marco 16:7: “Ma andate, e dite a’ suoi discepoli ed a Pietro, ch’egli va innanzi a voi in Galilea; quivi lo vedrete, come egli vi ha detto.”

Atti 2:37: “Or essi, avendo udite queste cose, furon compunti nel cuore, e dissero a Pietro, ed agli altri apostoli: Fratelli, che dobbiam fare?”

Atti 5:29: “Ma Pietro, e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Conviene ubbidire anzi a Dio che agli uomini.”

Marco 1:36: “E Simone [San Pietro], e gli altri ch’eran con lui gli andarono dietro.”

Luca 8:45: “E Gesù disse: Chi mi ha toccato? E negandolo tutti, Pietro, e coloro ch’eran con lui, dissero: Maestro, le turbe ti stringono, e ti affollano, e tu dici: Chi mi ha toccato?”

Luca 9:32: “Or Pietro, e coloro ch’eran con lui, erano aggravati di sonno; e quando si furono svegliati, videro la gloria di esso, e que’ due uomini, ch’eran con lui.”

San Pietro è chiaramente differenziato come la guida degli Apostoli. È significativo il fatto per il quale gli scrittori del Nuovo Testamento distinsero San Pietro in tale maniera, ancorché essi abbiano scritto anni appresso la Risurrezione. Ciò dimostra che la posizione di egemonia di San Pietro manteneva ancora del significato presso la Chiesa Cattolica appresso la Risurrezione.

CIASCUNA LISTA DEI 12 APOSTOLI DETIENE SAN PIETRO COME IL PRIMO

Ciascuna lista dei 12 Apostoli nel Nuovo Testamento detiene il nome di San Pietro come primo e quello di Giuda Iscariota come ultimo. Ciò è vero ancorché l’ordine degli altri Apostoli tra i 2 non sia sempre esattamente il medesimo. Si possono osservare tali liste in Matteo 10:2, Marco 3:14, Luca 6:14 ed Atti 1:13.

Matteo 10:2-4: “Ora i nomi de’ dodici apostoli son questi: Il primo è Simone, detto Pietro, ed Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo, e Giovanni, suo fratello; Filippo, e Bartolomeo; Toma, e Matteo, il pubblicano; Giacomo di Alfeo, e Lebbeo, chiamato per soprannome Taddeo; Simone Cananita, e Giuda Iscariot, quel che poi ancora lo tradì.”

Marco 3:14-19: “Ed egli ne ordinò dodici, per esser con lui, e per mandarli a predicare; e per aver la podestà di sanare le infermità, e di cacciare i demoni. Il primo fu Simone, al quale ancora pose nome Pietro. Poi Giacomo figliuol di Zebedeo; e Giovanni, fratello di Giacomo, a’ quali pose nome Boanerges, che vuol dire: Figliuoli di tuono; e Andrea, e Filippo, e Bartolomeo, e Matteo, e Toma, e Giacomo figliuol di Alfeo; e Taddeo, e Simone Cananeo; e Giuda Iscariot, il quale anche lo tradì.”

Luca 6:14-16: “cioè: Simone, il quale ancora nominò Pietro, ed Andrea, suo fratello; Giacomo, e Giovanni; Filippo, e Bartolomeo; Matteo, e Toma; Giacomo di Alfeo, e Simone, chiamato Zelote; Giuda, fratel di Giacomo, e Giuda Iscariot, il quale ancora fu traditore.”

NELLA LISTA DI SAN MATTEO SAN PIETRO NON È SOLAMENTE MENZIONATO PER PRIMO BENSÌ È APPELLATO PRIMO O CAPO

Matteo 10:2: “Ora i nomi de’ dodici apostoli son questi: Il primo [protos] è Simone, detto Pietro, ed Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo, e Giovanni, suo fratello;”

La parola Greca utilizzata in Matteo 10:2, protos, significa primo, capo o principale. Dacché nella lista è fornito nessun altro numero e giacché San Pietro non fu il primo a seguire Gesù Cristo, bensì Andrea, tale affermazione è chiaramente non indirizzata ad assegnare un numero a Simon Pietro. Essa funge di modo da indicare che egli era il capo, la guida od il principale dei 12. San Matteo affermò letteralmente: il capo, San Pietro.

È anche interessante notare che protos è utilizzata per intendere capo in Matteo 20:27.

Matteo 20:27: “e chiunque fra voi vorrà esser primo [protos] sia vostro servitore.”

Il medesimo Santo Vangelo, di San Matteo, comunica già che San Pietro era il capo fra loro, Matteo 10:2. L’affermazione in Matteo 20:27, circa chi sarebbe stato il capo fra loro, è pertanto non una mera istruzione generale, bensì essa detiene un’applicazione specifica e concreta. Il capo, San Pietro, deve anche comportarsi da servitore, scaricando la sua posizione di egemonia con umiltà. Tale versetto è la ragione donde un Papa, essente il capo della Chiesa Cattolica di Gesù Cristo, è appellato servitore dei servitori di Dio,servus servorum Dei.

SAN GIOVANNI E SAN PIETRO CORSERO AL SEPOLCRO DI GESÙ CRISTO GIOVANNI VI ARRIVÒ PRIMO, EGLI PERÒ ATTESE CHE SAN PIETRO POTESSE ENTRARE

Ecco un altro punto, non necessariamente importante quanto gli altri sino ad ora coperti, interessante. In Giovanni 20 si legge come sia San Pietro che San Giovanni siano corsi al sepolcro presso cui Gesù Cristo risorse. San Giovanni sorpassò San Pietro e vi giunse per primo, tuttavia, egli non entrò. San Giovanni si arrestò ed attese San Pietro per entrare.

Giovanni 20:4-6: “Or correvano ambedue insieme; ma quell’altro discepolo corse innanzi più prestamente che Pietro, e venne il primo al monumento. E chinatosi vide le lenzuola che giacevano nel monumento; ma non vi entrò. E Simon Pietro, che lo seguitava, venne, ed entrò nel monumento, e vide le lenzuola che giacevano,”

Il fatto per il quale Gesù Cristo rese San Pietro il primo Papa si manifesta numerosissime volte appresso la Risurrezione: negli atti della Chiesa Cattolica antica, gli Atti degli Apostoli.

SAN PIETRO ASSUNSE IL RUOLO PRIMARIO NELLA SOSTITUZIONE DI GIUDA ISACRIOTA: LA SOSTITUZIONE DI GIUDA ISCARIOTA DIMOSTRA LA SUCCESSIONE APOSTOLICA

In Atti 1 si legge della decisione di rimpiazzare il deceduto Giuda Iscariota con un altro apostolo. San Pietro si levò nel mezzo degli altri e diresse il corso di azione per sostituire Giuda Iscariota.

Atti 1:15-20: “Ed in que’ giorni, Pietro, levatosi in mezzo de’ discepoli, disse (or la moltitudine delle persone tutte insieme era d’intorno a centoventi persone): Uomini fratelli, ei conveniva che questa scrittura si adempiesse, la qual lo Spirito Santo predisse per la bocca di Davide, intorno a Giuda, che fu la guida di coloro che presero Gesù. Perciocché egli era stato assunto nel nostro numero, ed avea ottenuta la sorte di questo ministerio. Egli adunque acquistò un campo del premio d’ingiustizia; ed essendosi precipitato, crepò per lo mezzo, e tutte le sue interiora si sparsero. E ciò è venuto a notizia a tutti gli abitanti di Gerusalemme; talché quel campo, nel lor proprio linguaggio, è stato chiamato Acheldama, che vuol dire: Campo di sangue. Perciocché egli è scritto nel libro de’ Salmi: Divenga la sua stanza deserta, e non vi sia chi abiti in essa; e: Un altro prenda il suo ufficio.”

Ciò dimostra chiaramente la posizione di autorità di San Pietro come primo Papa, essa però dimostra anche la successione Apostolica. In altre parole, le posizioni degli Apostoli, i vescovi, perdurano mediante sostituzioni dopo la morte di essi e dei primi vescovi. Parlando dell’ufficio di Giuda Iscariota Atti 1:20 detta: un altro prenda il suo ufficio. I vescovi avevano da essere rimpiazzati nel corso della storia, mentre la Chiesa Cattolica avrebbe continuato nella sua missione, cosicché una volta deceduto San Pietro a Roma, Italia, come primo vescovo della Chiesa Cattolica, il posto come primo ministro e guida della Chiesa Universale Cristiana venisse riempito da un altro vescovo di Roma, Italia, il secondo Papa. Il di questi nome fu Lino.

IN ATTI 2 SI OSSERVA IL PRIMATO DI SAN PIETRO COME PAPA NEL SUO LUNGO DISCORSO AGLI EBREI

Atti 2:14: “Ma Pietro, levatosi in piè, con gli undici, alzò la sua voce, e ragionò loro, dicendo: Uomini Giudei, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, siavi noto questo, e ricevete le mie parole ne’ vostri orecchi.”

Si noti nuovamente il linguaggio: “San Pietro levantesi con gli 11.”. Ciò accadde il giorno della Pentecoste, considerato l’anniversario della Chiesa Cattolica, allorché tutte le guide della Chiesa Cattolica furono radunate. Dopo che egli predicò agli Ebrei questi ultimi domandarono agli uomini, plurale, che cosa avrebbero essi dovuto fare. Fu nuovamente San Pietro a rispondere a nome di tutti:

Atti 2:37-47: “Or essi, avendo udite queste cose, furon compunti nel cuore, e dissero a Pietro, ed agli altri apostoli: Fratelli, che dobbiam fare? E Pietro disse loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, in remission de’ peccati; e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Perciocché a voi è fatta la promessa, ed a’ vostri figliuoli, ed a coloro che verranno per molto tempo appresso; a quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà. E con molte parole protestava loro, e li confortava, dicendo: Salvatevi da questa perversa generazione. Coloro adunque, i quali volonterosamente ricevettero la sua parola, furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte intorno a tremila persone. Or erano perseveranti nella dottrina degli apostoli, e nella comunione, e nel rompere il pane, e nelle orazioni. Ed ogni persona avea timore; e molti segni e miracoli si facevano dagli apostoli. E tutti coloro che credevano erano insieme, ed aveano ogni cosa comune; e vendevano le possessioni, ed i beni; e li distribuivano a tutti, secondo che ciascuno ne avea bisogno. E perseveravano di pari consentimento ad esser tutti i giorni nel tempio; e rompendo il pane di casa in casa, prendevano il cibo insieme, con letizia, e semplicità di cuore, lodando Iddio, ed avendo grazia presso tutto il popolo. E il Signore aggiungeva alla chiesa ogni giorno coloro che erano salvati.”.

Ancora in sede si osserva che non vi è salvezza al di fuori della Chiesa Universale guidata da San Pietro, la Chiesa Cattolica.

IN ATTI 4 IL PRIMATO DI SAN PIETRO COME PAPA È DIMOSTRATO NEL SUO DISCORSO RIVOLTO ALL’EGEMONIA EBRAICA

Al raduno con l’alto sacerdote la seguente questione fu essi posta: “Mediante quale potere avete voi operato ciò?”. San Pietro rispose nuovamente per conto degli altri.

Atti 4:6-10, 12: “insieme con Anna, sommo sacerdote; e Caiafa, e Giovanni, ed Alessandro, e tutti quelli che erano del legnaggio sacerdotale. E fatti comparir quivi in mezzo Pietro e Giovanni, domandaron loro: Con qual podestà, o in nome di chi avete voi fatto questo? Allora Pietro, ripieno dello Spirito Santo, disse loro: Rettori del popolo, ed anziani d’Israele; poiché oggi noi siamo esaminati intorno ad un beneficio fatto ad un uomo infermo, per saper come egli è stato sanato; sia noto a tutti voi, ed a tutto il popolo d’Israele, che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareo, che voi avete crocifisso, e il quale Iddio ha suscitato da’ morti; in virtù d’esso comparisce quest’uomo in piena sanità in presenza vostra… E in niun altro è la salute; poiché non vi è alcun altro nome sotto il cielo, che sia dato agli uomini, per lo quale ci convenga esser salvati.”

IN ATTI 5 SAN PIETRO È NUOVAMENTE DIFFERENZIATO COME LA GUIDA

In Atti 5 gli Apostoli sono nuovamente interrogati dall’alto sacerdote ed incaricati di non insegnare nel nome di Gesù Cristo.

Atti 5:29: “Ma Pietro, e gli altri apostoli, rispondendo, dissero: Conviene ubbidire anzi a Dio che agli uomini.”

Avendo risposto tutti gli Apostoli, come invero dettato dal versetto, perché allora la Sacra Scrittura riporta il tutto in tale maniera, menzionando San Pietro a parte? È ovviamente perciocché egli era la guida degli Apostoli, essendo il primo Papa.

SAN PIETRO SENTENZIÒ A NOME DELLA CHIESA CATTOLICA NEL CASO DI ANANIA E SAFFIRA

In Atti 5 si legge che 2 Cristiani, Anania e Saffira, vendettero del podere, tenendo però in maniera fraudolenta per loro stessi parte del ricavo. Fu San Pietro a pronunciare verso di loro la dura sentenza di Dio e della Chiesa Cattolica.

Atti 5:3-11: “Ma Pietro disse: Anania, perché ha Satana riempito il cuor tuo, per mentire allo Spirito Santo, e frodar del prezzo della possessione? S’ella restava, non restava ella a te? ed essendo venduta, non era ella in tuo potere? perché ti sei messo in cuore questa cosa? tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio. Ed Anania, udendo queste parole, cadde, e spirò. E gran paura venne a tutti coloro che udirono queste cose. E i giovani, levatisi, lo tolsero via; e, portatolo fuori, lo seppellirono. Or avvenne intorno a tre ore appresso, che la moglie d’esso, non sapendo ciò che era avvenuto, entrò. E Pietro le fece motto, dicendo: Dimmi, avete voi cotanto venduta la possessione? Ed ella rispose: Sì, cotanto. E Pietro le disse: Perché vi siete convenuti insieme di tentar lo Spirito del Signore? ecco, i piedi di coloro che hanno seppellito il tuo marito sono all’uscio, ed essi ti porteranno via. Ed ella in quello stante cadde ai piedi d’esso e spirò. E i giovani, entrati, la trovarono morta; e, portatala via, la seppellirono presso al suo marito. E gran paura ne venne alla chiesa, e a tutti coloro che udivano queste cose.”

AL PRIMO GENTILE CONVERTITO FU INDICATO DI RECARSI DA SAN PIETRO, IL CAPO DELLA CHIESA UNIVERSALE

In Atti 10 si legge del primo Gentile convertito, Cornelio. La gente deve tenere a mente il significato dell’avere ricevuto Cornelio nella Chiesa Cattolica. Avere ricevuto il primo Gentile convertito fu un evento monumentale dimostrante l’universalità dell’una vera Chiesa Cattolica. Il fatto per cui l’angelo dichiarò a Cornelio di recarsi specificatamente da San Pietro e per cui San Pietro avrebbe detto lui ciò che egli avrebbe dovuto fare fornisce un’ulteriore illustrazione del primato di San Pietro come capo della Chiesa Cattolica.

Atti 10:4-6: “Ed egli, riguardatolo fiso, e tutto spaventato, disse: Che v’è, Signore? E l’angelo gli disse: Le tue orazioni, e le tue limosine, son salite davanti a Dio per una ricordanza. Or dunque, manda uomini in Ioppe, e fa’ chiamare Simone, il quale è soprannominato Pietro. Egli alberga appo un certo Simone coiaio, che ha la casa presso del mare; esso ti dirà ciò ch’ei ti convien fare.”

LA VISIONE DONDE LE RESTRIZIONI DELLA VECCHIA LEGGE A CARICO DEL CIBO LORDO ERANO CESSATE, SIGNIFICANTE LA FINE DELLA VECCHIA LEGGE, FU DATA A SAN PIETRO, IL CAPO DELLA CHIESA CATTOLICA

Siccome lo fu l’istruzione dell’angelo al primo Gentile convertito, di recarsi da San Pietro, anche il fatto per il quale solamente a San Pietro fu data la visione concernente la cessazione della Vecchia Legge e le sue prescrizioni è altamente significativo.

Atti 10:9-13: “E il giorno seguente, procedendo essi al lor cammino, ed avvicinandosi alla città, Pietro salì in sul tetto della casa, intorno l’ora sesta, per fare orazione. Or avvenne ch’egli ebbe gran fame, e desiderava prender cibo; e come que’ di casa gliene apparecchiavano, gli venne un ratto di mente. E vide il cielo aperto, ed una vela simile ad un gran lenzuolo, che scendeva sopra lui, legato per li quattro capi, e calato in terra; nella quale vi erano degli animali terrestri a quattro piedi, e delle fiere, e de’ rettili, e degli uccelli del cielo d’ogni maniera. Ed una voce gli fu indirizzata, dicendo: Levati, Pietro, ammazza, e mangia.”

È interessante che la visione fu concessa a San Pietro 3 volte. Ciò corrisponde al dettato di Giovanni 21:15-17, nel quale Gesù Cristo indica a San Pietro 3 volte che tutti i membri della Sua Chiesa Universale sono a lui affidati: pasci i Miei agnelli; governa le Mie pecore; pasci le Mie pecore. Ciò corrisponde al triplo ufficio Papale di San Pietro e di tutti i veri Papi: insegnare e guardare la vera dottrina Cattolica; vegliare sulla Divina Liturgia o l’adorazione della Chiesa Cattolica e governare la Chiesa Cattolica mediante disciplina.

SAN PIETRO DETENNE CHIARAMENTE IL PRIMATO DURANTE IL CONCILIO DI GERUSALEMME

In Atti 15 si legge del dissenso riguardante la circoncisione. Alcuni insegnavano che tutti i Gentili convertiti al Santo Vangelo avrebbero dovuto ricevere la circoncisione di modo da essere salvati. A seguito di molta disputa San Paolo e San Barnaba dipartirono per recarsi dagli Apostoli in Gerusalemme, Palestina, di modo da consultarli circa tale questione. Le guide della Chiesa Cattolica tennero un concilio per discutere il tema. Tale concilio è talune volte appellato il primo concilio ecumenico della Chiesa Universale Cristiana.

Atti 15:7: “Ed essendosi mossa una gran disputazione, Pietro si levò in piè, e disse loro: Fratelli, voi sapete che già da’ primi tempi Iddio elesse fra noi me, acciocché per la mia bocca i Gentili udissero la parola dell’evangelo, e credessero.”

A seguito di molta disputa San Pietro si levò in piedi ed offrì il primo indirizzo per silenziare la discussione e fornire la decisione. Ciò è perciocché egli era la guida della Chiesa Cattolica, il primo Papa. La Sacra Bibbia opera una chiara menzione del fatto donde la moltitudine mantenne il silenzio allorché San Pietro parlò e fornì la sua decisione:

Atti 15:12: “E tutta la moltitudine si tacque, e stavano ad ascoltar Barnaba e Paolo, che narravano quanti segni e prodigi Iddio avea fatti per loro fra i Gentili.”.

San Giacomo parlò appresso San Paolo e San Barnaba, in quanto, come narrato dallo storico Ecclesiastico antico Eusebio, San Giacomo fu eretto vescovo della chiesa locale di Gerusalemme, Palestina.

LA PROMULGAZIONE DELLA DECISIONE RAGGIUNTA DURANTE IL CONCILIO DI GERUSALEMME DIMOSTRA IL POTERE DELLA CHIESA CATTOLICA E DEI CONCILI ECUMENICI

Atti 15:28-29: “Perciocché è parso allo Spirito Santo, ed a noi, di non imporvi alcuno altro peso, se non quel ch’è necessario; che è di queste cose: Che vi asteniate dalle cose sacrificate agl’idoli, dal sangue, dalle cose soffogate, e dalla fornicazione; dalle quali cose farete ben di guardarvi. State sani.”

Si noti che in Atti 15, dopo che Gesù Cristo aveva lasciato la Terra, gli Apostoli, guidati da San Pietro, raggiungono una decisione mediante la loro autorità ricevuta dal Cristo. Tale processo continuò durante la storia della vera Chiesa Universale di Gesù Cristo, la Chiesa Cattolica. Dacché la Chiesa Cattolica è la colonna ed il basamento della verità, come si legge in 1 Timoteo 3:15, le sue decisioni, i suoi ordini ed i suoi precetti sono vincolanti laddove confermati dall’autorità del vescovo supremo, il Papa, poiché esso detiene il potere di legare e di sciogliere datogli dal Cristo. È per ciò che, appresso il Concilio di Gerusalemme, San Paolo predicò che le persone seguissero tali precetti:

Atti 15:41: “E [San Paolo] andava attorno per la Siria, e Cilicia, confermando le chiese.”;

Atti 15:41 (Sacra Bibbia Cattolica Martini): “E [San Paolo] fece il giro della Siria e della Cilicia, confermando le chiese: comandando che si osservassero gli ordini degli Apostoli e dei sacerdoti.”.

Tale versetto non è completo nella “Sacra Bibbia” Protestante. Le “Sacre Bibbie” Diodati ed Anglosassone Re Giacomo rimuovono la parte circa l’osservazione dei precetti degli Apostoli e degli antichi perciocché essa dimostra l’autorità della Chiesa Cattolica, nonché autorità da essere udita al di fuori della Sacra Bibbia.

Sant’Ignazio di Antiochia, Epistola agli Smirnei [Epistle to the Smyrnaeans], Capitolo 8, 110 DC: “Eccetto il vescovo, lasciate che nessuno operi alcunché pertinente alla Chiesa. L’unica vera Eucaristia è quella conferita dal vescovo o da colui il quale il vescovo ha nominato. Ovunque sia il vescovo vi deve essere la congregazione, proprio come ovunque sia Gesù Cristo vi è la Chiesa Cattolica.”

CONCLUSIONE DELL’EVIDENZA BIBLICA A FAVORE DEL PAPATO

Si è osservata l’innegabile evidenza proveniente dalla Sacra Bibbia per cui San Pietro fu il primo Papa. Si sono osservate prove e dimostrazioni provenienti dalle parole di Gesù Cristo, dai 4 Santi Vangeli, dagli Atti degli Apostoli, dai padri Ecclesiastici ed altro. È un fatto di storia che San Pietro morì a Roma, Italia, come il suo primo vescovo e che egli fu succeduto da altri Papi durante la storia. Essi assunsero l’ufficio di San Pietro come guide e governatori del Regno Divino del Cristo, la Sua Chiesa Universale, proprio come Eliachim succedette a Scebna nel posto di primo ministro del regno di Davide.


28/03/2014

 

Contenuto proveniente dal libro: La Sacra Bibbia dimostra gli insegnamenti della Chiesa Cattolica – Fra. Pietro Dimond.

Note di fine sezione 3:

[1] E. Dana e G. Mantey, Una grammatica manuale del Nuovo Testamento Greco [A manual grammar of the Greek New Testament], SUA, pagina 127.

[2] Davide Hill, Il Vangelo di Matteo [The Gospel of Matthew], Commentario della Sacra Bibbia del nuovo secolo [New century Bible commentary], SUA, pagina 261.

[3] Giovanni Broadus, Commentario del Vangelo di Matteo [Commentary on the Gospel of Matthew], 1886, Stamperia Judson [Judson Press], SUA, pagina 356.

[4] D. Carson, Il commentario della Sacra Bibbia dell’espositore [The expositor’s Bible commentary], Volume 8, SUA, pagina 386.

[5] Michele Aquilina, I padri della Chiesa [The Fathers of the Church], Stamperia del nostro visitatore Domenicale [Our Sunday visitor publishing], SUA, pagina 35.

[6] Giovanni Meyendorf, Il primato di Pietro [The primacy of Peter], 1992, Stamperia seminaria di San Vladimiro [Saint Vladimir’s seminary press], SUA, pagina 8.

[7] Giovanni Meyendorf, Il primato di Pietro [The primacy of Peter], 1992, Stamperia seminaria di San Vladimiro [Saint Vladimir’s seminary press], SUA, pagina 72.

[8] Giovanni Meyendorf, Il primato di Pietro [The primacy of Peter], 1992, Stamperia seminaria di San Vladimiro [Saint Vladimir’s seminary press], SUA, pagina 122 e pagine 63-65.

[9] Guglielmo Jurgens, La Fede degli antichi padri [The Faith of the early fathers], Volume 1, 1970, Stamperia Liturgica [The liturgical press], SUA, numero 138.

[10] Padri Niceani e post-Niceani, Serie 2, Volume 9, SUA, pagina 112.

[11] Padri Niceani e post-Niceani, Serie 2, Volume 9, SUA, pagina 105.

[12] Padri Niceani e post-Niceani, Serie 1, Volume 14, SUA, numero 331.

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