Siamo sicuri che: “R.I.P.” Bud Spencer?

Carlo Pedersoli, R.I.P.(Question mark)

Il 27/06/2016 è venuto a mancare un altro mito del mondo moderno: l’attore avente interpretato Bud Spencer.

Sicché, tutte le schiere mondane, fatta inclusione della maggior parte dei finti-cattolici, ne hanno commemorato calorosamente la dipartita.

Su alcuni blog pseudo-cristiani, ho letto qualcheduno chiedersi, alla luce di certe dichiarazioni di Bud sul tema della Fede, se in realtà questi fosse il vero Don Matteo (come se essere “Don Matteo” significasse essere dei dottori della Chiesa); e finanche qualcheduno appellarlo “un gigante anche nella fede”.

Comunque sia, dalla home di Facebook, i più hanno unanimemente salutato Bud, augurandogli l’eterno riposo. Ovviamente non pregando per la sua anima, bensì facendo discorsi inutili citando il suo “celebre”, “amatissimo” e “simpaticissimo” personaggio della serie televisiva.

Tuttavia, siamo sicuri che Bud Spencer “R.I.P.”?

Ebbene, la vera identità di Bud Spencer ebbe a dichiarare che a suo dire: «Il vero eroe è solo chi dà la vita per il suo Paese o protegge con un atto straordinario la sua famiglia. – specificando inoltre – Io non sono uno di quelli».

Carlo Pedersoli dichiarò pertanto che la vera eroicità, potesse esprimersi “solo” in un atto di idolatria quale sacrificare la propria vita per il “Paese”, o altrimenti in un atto straordinario ove si proteggesse la propria famiglia terrena.

Sicché, Bud non attribuiva la benché minima rilevanza all’eroicità mediante la quale si serve Dio sopra ogni altra cosa; lo stesso Iddio al quale egli cianciava d’essersi avvicinato, ultimamente; non contemplando nemmeno, tra gli esempi di eroicità da egli menzionati, la conservazione della Fede integra e inviolata, e né tantomeno il Martirio.

Ma Bud non aveva solamente ignorato la vera essenza dell’eroicità in questa vita, bensì, s’era finanche rassegnato a non detenere nemmeno quella secondo la sua concezione secolarizzata, dichiarando: «Io non sono uno di quelli [degli eroi]».

Ciò perché Carlo aveva ultimamente trovato nella sua presunta fede in Dio non più che un passatempo raffinato donde farsi una ragione del fatto d’essersi trovato fuori dalle scene e di essere ormai prossimo alla morte, quale non ha tardato a presentarsi.

È triste quanto facile constatare questa verità non soltanto apprendendo la citazione riportata qui sopra, ma anche diversi altri passi della stessa famosa intervista…

Carlo: «Nella mia vecchiaia avanzata ho bisogno della religione, ho bisogno della fede. Credo in Dio, è ciò che mi salva».

Purtroppo, Carlo dimostrò di detenere un concetto assai metaforico della religione.

La verità è che chiunque ha bisogno della Fede in Dio (quella vera, con la “F” maiuscola) a qualsiasi età, e tale non affinché possa “salvarsi” dalla nullafacenza giornaliera, bensì perché possa salvarsi l’anima garantendosi l’ingresso nella vita eterna, e tutto ciò non mediante la sola fede, bensì operando santamente in essa.

Ho specificato quest’ultima verità perché tra l’altro, Carlo sembrava credere alla dottrina protestante per cui la fede morta, separata dalle opere, fosse sufficiente a garantire la propria salvezza eterna: trattasi di quanto egli stesso ammise sostenendo a un tempo di non appartenere nemmeno alla categoria degli “eroi pagani” da egli descritta: «Io non sono uno di quelli», ma allo stesso tempo d’essere salvato dalla sua fede: «Credo in Dio, è ciò che mi salva».

Carlo: «Ne ho fatti tanti errori, con le donne, gli amici, errori grossolani, follie. Ora che ho quasi 86 anni vedo tante cose in maniera diversa. La vita mi ha insegnato che sono altre le cose che contano».

D’accordo ma, tra una cosa e l’altra, ebbe egli modo di comprendere che ciò che conta è guadagnarsi la vita eterna, piuttosto che un passatempo virtuoso fine a sé stesso da svolgere in quella presente?

Reporter: «Hai quasi 86 anni. Come ti presenterai di fronte alla morte?».
Carlo: «Con dignità. Questa è la parola decisiva, la ripeto spesso. Devo avere questa dignità, nella vita. E quando arriverà il giudizio. Devo andare incontro alla morte con dignità».

Invero, ciò che ci è richiesto non è di presentarci dinanzi al trono di Dio con lo smoking, coi nostri trofei, con la nostra auto-convinzione o col nostro orgoglio; bensì, perché possiamo essere salvati dovremo aver riottenuto ove l’avessimo perso e aver conservato lo stato di Grazia.

Ebbene, quegli errori con le donne e gli amici e quelle follie, Bud li ebbe mai confessati validamente e abiurati in cuor suo?

Da come parlava, più che altro, sembrerebbe che nella migliore delle ipotesi avesse meramente smesso di compierli…

Carlo: «La morte non mi fa paura. Perché credo che non si muoia veramente. Le anime di coloro che sono morti rivivono e testimoniano la verità dell’universo. Per cui vedo il tutto con la più grande tranquillità. La vita non è nelle nostre mani. Prima o poi ci presenteremo di fronte al Padreterno, che sia quello cristiano o quello islamico. Non si può sfuggire. Da quando siamo nati, siamo in viaggio verso la morte».

Bud negò che si possa morire veramente, sicché negò il Sacrificio di Nostro Signore sulla Croce; quale è il presupposto di quell’assoluzione che avrebbe dovuto ricevere in confessionale o mediante la perfetta contrizione finale per i peccati che aveva compiuto unita al proposito di confessarli, impedendosi di poter operare una confessione non sacrilega/invalida.

Dopodiché cianciò di come “coloro che sono morti”, senza distinguere salvati e dannati, testimonierebbero la fantomatica “verità dell’universo”, e di come ciò gli conferisse estrema tranquillità, perché a suo dire «La vita non è nelle nostre mani»; così, predicando il contrario di ciò che è predicato nel Santo Vangelo: vale a dire che in questa vita dobbiamo cooperare con la Grazia di Dio e guadagnarci la nostra salvezza con timore e tremore, perché altrimenti saremmo sbattuti nella geenna per il resto dei nostri giorni, per colpa della nostra iniquità.

Infine citò quel che egli riteneva essere il Padre Eterno lasciando aperto il dibattito circa che Questi fosse quello cristiano oppure quello islamico.

Sicché, Bud pensava che l’uno (quello vero) e l’altro (quello falso), aventi entrambi predicato che i di essi rispettivi infedeli e tutti coloro non convinti della di essi esclusiva veridicità avrebbero perito eternamente, avrebbero sicuramente scelto di salvarlo nonostante egli non credesse fermamente in nessuno dei due. Solo perché lui era “Bud Spencer” e quindi meritava d’essere salvato a prescindere.

Tra l’altro, vista la sua mancata presa di posizione, mi chiedo se Bud dovesse ritenersi il vero Don Matteo o se non potesse invece essere il vero Imam Teo; a seconda dei punti di vista, o di come s’era svegliato la mattina.

Laonde, pregare per costui è azzardato e sconsigliato, dal momento che un cristiano dovrebbe operare prudenza ed evitare di rischiare d’offendere Dio richiedendoGli di accogliere in Cielo chi è scarsamente probabile che sia dipartito in stato di Grazia.

Gli stati commossi su Buddy vi frutteranno dunque svariati pollici in su in questa vita, ma non nella prossima; per la quale dovreste invece prepararvi pregando il Santo Rosario per voi e le altre persone ancora in prova su questa terra, le quali potrebbero farcela abbracciando per davvero la vera Fede e rispettando i Comandamenti, fino alla fine.

 

–TrinityGod’sMinister.


Aggiornamento (28/06/2016) – Risposta alle contestazioni

Sotto al post condiviso nel mio profilo Facebook privato…

 

V. R. scrive: “L’autore non si firma e non sono citate le fonti!”.

Elia Buizza scrive: “Che articolo imbarazzante :) talmente imbarazzante da non firmarsi.

E “il Timone” sarebbe pseudocattolico? E chi lo dice è un blog che si chiama “mariaportamivia”?

Ahahahahah ridicolo”.

Io rispondo: “Le fonti sono, ironicamente, gli stessi articoli di chi elogia Carlo:
http://www.lalucedimaria.it/bud-spencer-un-gigante-anche…/
http://it.aleteia.org/…/bud-spencer-ora-piu-che-mai-ho…/
http://www.iltimone.org/33614,News.html

Ed è proprio il tuo caro Timone, o Elia, ad aver riportato, tra le altre citazioni di Bud, quella dove egli dimostrava di non distinguere tra il Dio cattolico e Allah. Sicché, la tua sconclusionatezza è totale.

Mi dispiace che ti faccia ridere l’idea di voler essere portato via da Maria, perché dovresti sperare che a Lei non faccia ridere altrettanto l’idea di portarti via.

Al contempo, il mio blog è perlomeno dottrinalmente accurato e votato alla giusta causa.

Ah, sì, dimenticavo, perché TGM sono io.

Ebbene nel blog mi firmo con uno pseudonimo, perché a differenza tua non ho interesse a fare il fenomeno esponendo la mia identità onde poter dire agli altri: «io mi firmo per nome e cognome, mentre tu sei anonimo = io ho ragione e tu hai torto»; dal momento che detengo armi più oneste per dimostrare di possedere la ragione, come per esempio: la logica.”.

V. R. scrive: “Io penso che non siamo chiamati a giudicare gli altri perché forse tante cose non sono scritte e non le sappiamo. Un cattolico fino a prima di morire, può confessarsi e chiedere perdono, non possiamo sapere in questi ultimi mesi se c’è stato questo pentimento. Cmq penso che Bud Spencer sia stato meglio di tanti altri attori!”.

Io rispondo: “Giudicare gli altri mediante la propria ignoranza è il peccato di tutti coloro aventi istantaneamente canonizzato un eretico pubblico (non cattolico), e non certamente il mio.

Nell’articolo ho espressamente contemplato la presunta possibilità del “pentimento all’ultimo” di Bud, spiegando tuttavia perché ciò fosse scarsamente plausibile; e al contempo mai affermando che ciò fosse per certo impossibile.

Quindi per favore, si legga l’articolo prima di accusare il sottoscritto di essere pregiudizievole.

Bud è stato meglio di altri attori, ma non basta essere “meglio di altri”, per essere dei buoni cristiani.”.

V. R. scrive: “L’uomo è peccatore mi sembra nessuno su questa terra è perfetto, ognuno dovrebbe vedere la propria trave e non la pagliuzza degli altri!”.

Io rispondo: “Io vidi la mia trave e me la levai tempo addietro, prima di trovarmi qui oggigiorno a segnalare caritatevolmente le travi negli occhi altrui.

Tu invece continui a rifiutare la verità e a calunniarmi, nonostante ti abbia dimostrato i miei punti e non ti sia rimasto alcun argomento contro di essi, indi dimostrando la tua disonestà e ipocrisia.

E vedesi come tu fraintendi il passo da te citato, dichiarando che non dovrebbesi affatto scrutare la pagliuzza altrui. Quando invero, lo stesso passo insegna il contrario: vale a dire che privarsi della propria trave, consente precisamente di predisporsi a levare la pagliuzza/trave nell’occhio del proprio prossimo: “Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio E POI CI VEDRAI BENE PER TOGLIERE LA PAGLIUZZA DALL’OCCHIO DEL FRATELLO TUO” (Matteo 7,5).

Inoltre, tu pretendi di scrutare i miei presunti errori, indi non applicando la stessa regola dell’omertà che vai al contempo predicando.

Infine, Bud Spencer non era meramente un “peccatore”, bensì era un peccatore mortale e nemmeno un vero credente, come ho avuto modo di mostrare. Sicché, sostenere che la sua salvezza appaia plausibile, nient’altro è che un’infedeltà nei confronti di Gesù Cristo, avente Egli insegnato che soltanto chi avrebbe creduto in Lui ed eseguito la volontà del Padre, si sarebbe salvato.

P.S. I punti esclamativi non compenseranno la tua mancanza di ragione.”.

 

–TrinityGod’sMinister.

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